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Le scarpe di Bowie

Ho rivisto di recente “Basquiat”, film del 1996 sulla vita di Jean Michel Basquiat, per la regia di Julian Schnabel. Un cast di attori famosi e David Bowie nella parte di Andy Warhol, che fu mentore di JMB. Bowie fu sempre ossessionato dalla figura di Warhol, al punto che nel 1971 gli ha dedicato un brano in “Hunky dory” e più volte ha citato il padre della Pop Art nei suoi testi. “Se volete sapere tutto di me, limitatevi a guardare la superficie dei miei quadri e dei miei film: io sono tutto lì. Non c’è niente altro dietro”, era la frase di Warhol che tanto piaceva a Bowie in quel periodo.

 

 
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Bowie e Warhol si incontrarono nel settembre 1971, mentre David era a New York con la moglie Angie per firmare un nuovo contratto con la CBS. Ne approfittò per fargli visita alla Factory e fargli ascoltare il brano appena scritto e a lui dedicato. Chi conobbe Warhol racconta che il maestro era di poche parole; preferiva che fossero gli altri a stupirlo. Pare che la canzone a lui dedicata non gli piacque. Bowie cominciò allora a improvvisare qualche scena a effetto, ma alla fine a colpire la fantasia di Warhol furono le scarpe che David indossava: un paio di zeppe giallo canarino con la punta arrotondata che gli erano state regalate da Marc Bolan. “Arrivederci David, hai delle scarpe bellissime”, gli disse Warhol, dopo aver scattato qualche foto.

 

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Il rapporto tra i due non ebbe mai modo di diventare profonda amicizia. Bowie rimase sempre affascinato da Warhol e con il ruolo nel film di Schnabel rese finalmente vero omaggio al suo idolo.    

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