Visioni musicali
Marzo 1st, 2010 in Reports by Massimiliano Leva
Mi piace la musica psichedelica, le atmosfere, le sensazioni che spesso evoca. Ammetto che mi capita di ascoltare volentieri più volte lo stesso disco, come un infinito loop. E’ un vizio che ho da anni, da quando più giovane scoprii certe canzoni. Ricordo per esempio la prima volta che, tempo e tempo fa, a una festa estiva a casa di un’amica di Roma di cui ho perso tracce ed esistenza, ascoltai per la prima volta Syd Barrett; o quando sentii alla radio “Setting sun” dei Chemical Brothers, praticamente un omaggio alla batteria di “Tomorrow never knows”, uno dei capolavori del rock psichedelico scritto trent’anni prima. Una canzone che i “fratelli chimici” sceglievano come apripista per i loro concerti, quasi a dire: “ecco, la nostra musica è un flusso continuo, un viaggio sensazionale, un ponte tra ieri e oggi”. Fondamentalmente, l’accezione che intendo per musica psichedelica sta, più che in uno schema predefinito, in una continua ricerca di suoni e sensazioni fuori dai generi. Ciò che conta è il messaggio. Per questo è uno stile che più del rock, classico o in tutte le sue derivazioni, continua a rinnovarsi attraverso vari linguaggi: dalla psichedelia anni Sessanta all’ambient di Brian Eno al post rock dei Radiohead o Sigur Ros all’elettronica visionaria di Royksopp o Animal Collective.
Ci sarebbero tanti e tanti altri da citare. Ma il concetto è chiaro. Se provate ad ascoltare in sequenza i video qui sotto, scoprirete che nonostante le differenze sempre di musica visionaria si tratta.
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