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Archivio per la ‘Televisione Musicale’ Categoria

Le canzoni sono serie

Venerdì, Aprile 12th, 2013

Da qualche anno, in questo periodo mi trovo a preparare delle lezioni sulla musica nelle serie TV per un corsetto che faccio alla IULM. Accumulo visioni e scene per tutto l’anno, poi le rivedo e le metto in ordine sul computer e creo delle playlist YouTube. E ogni anno (ri) scopro cose belle, per non dire fantastiche, per non dire fantasticamente trash.

Ma andiamo con ordine: ad uso e consiumo dei miei studenti: qua, su Slideshare, ci sono le slide del corso.

Ecco un po’ di playlist su YouTube (metto i link perché per qualche motivo questo blog non riesce ad embeddarle)

Qua ho raccolto un po’ delle sigle che abbiamo visto a lezione (da Mad Men a Happy Days, con tutto quello che c’è in mezzo, soprattutto le sigle della HBO, The Wire su tutti)

Qua ci sono scene di culto, riferimenti musicali, finali di stagione (Grey’s Anatomy, Californication, The O.C,, Chuck, Fringe, etc).

Qua ci sono le canzoni “diegetiche” (ovvero i cantanti che appaiono in scena nelle serie, da Roy Orbison ad Hazzard, ai Flaming Lips a Beverly Hills, ai R.E.M. a Boston Public).

Proprio in quest’ultima categoria segnalo una riscoperta notevole: i New Order ai Baywatch (forse i miei giovani studenti non capiranno tanto stupore, ma vedere una delle band con cui sei cresciuto sulla scena di uno dei telefilm più trash della storia… Ecco, un po’ di stupore lo genera).

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E poi la serie musicale dell’anno, quella riassume tutti gli usi possibili della musica in una serie: Nashville. Ne ho parlato diffusamente in questa recensione della colonna sonora. Qua embeddo due video, due delle performance più belle.

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E infine, il mio personalissimo premio al più bell’uso di una canzone in una serie, nell’ultimo anno: la scena di The Newsroom in cui arriva in redazione la notizia dell’attentato a Gabrielle Gidfords, con “Fix you” dei Coldplay.

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La storia del rap, secondo Justin Timberlake

Sabato, Marzo 16th, 2013

Oops, they did it again: Justin Timberlake è ovunque in questi giorni, prima dell’uscita del nuovo disco. Ma siccome promuovere l’album non è abbastanza, mentre era dal suo amichetto Jimmy Fallon ha fatto una nuova puntata di una delle cose musicali più belle viste in televisione negli ultimi anni: la storia del rap concentrata, reinterpretata da lui medesimo con Fallon e suonata dai Roots (che sono la house band del programma TV).

Ho raccolto le quattro lezioni, con tanto di scalette dei brani. Buono studio!

Parte uno

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The Sugarhill Gang – Rappers Delight
Run DMC – Peter Piper
Beastie Boys – Paul Revere
Digital Underground – The Humpty Dance
Snoop Dog and Dr. Dre – Ain’t nuthin’ but a G thang
2Pac – Calafornia Love
The Roots – The Seed(2.0)
Eminem – My Name Is
Missy Elliot – Work It
Fuck Soulja Boy
TI ft. Rihanna – Live your life
Kanye West – Gold Digger

Parte due

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The Breaks – Kurtis Blow
The Message – Grandmaster Flash
Express Yourself – N.W.A.
Bring the Noise – Public Enemy
It Takes Two – DJ EZ Rock & Rob Base
Push It – Salt-N-Pepa
Ice Ice Baby – Vanilla Ice
The Choice Is Yours (Revisited) – Black Sheep
Insane In the Brain – Cypress Hill
Let Me Clear My Throat (Old School Reunion Remix ’96) – DJ Kool
Party Up (Up in Here) – DMX
Hot in Herre – Nelly
In da Club – 50 Cent
Hey Ya! (Radio Mix/Club Mix) – Outkast
A Milli – Lil Wayne
All I Do Is Win (feat. T-Pain, Ludacris, Snoop Dogg & Rick Ross) – DJ Khaled
Teach Me How to Dougie – Cali Swag District
BMF (ft. Rick Ross, Styles P.) – DJ Rell
Just a Friend – Biz Markie
The Breaks – Kurtis Blow (One more time)

Parte tre

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King of Rock – Run-DMC
Mama Said Knock You Out – LL Cool J
Parents Just Don’t Understand – D.J. Jazzy Jeff & The Fresh Prince
Me, Myself & I – De La Soul
Supersonic – J.J. Fad
Baby Got Back – Sir Mix-a-Lot
Bust a Move – Young MC
Jump Around – House of Pain
It Was a Good Day – Ice Cube
Gangsta’s Paradise – Coolio
Killing Me Softly With His Song – The Fugees
Sabotage – Beastie Boys
I Just Wanna Love U (Give It 2 Me) – Jay-Z
Ms. Jackson – Outkast
Drop It Like It’s Hot – Snoop Dogg & Pharell
Stronger – Kanye West
Super Bass – Nicki Minaj
Hip Hop Hooray – Naughty by Nature

Parte quattro

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Sugarhill Gang – Apache (Jump On It) – 1981
Grandmaster Melle Mel – White Lines (Don’t Do It) – 1983
Kurtis Blow – Basketball – 1984
Fat Boys – The Fat Boys – 1984
Run DMC – Its Tricky – 1987
Beastie Boys – No Sleep Till Brooklyn – 1987
LL Cool J – Going Back to Cali – 1988
Slick Rick – Children’s Story – 1989
2 Live Crew – Me So Horny – 1989
Public Enemy – Fight the Power – 1989
A Tribe Called Quest – Scenario – 1991
Cypress Hill – Hand on the Pump – 1991
Wreckx-N-Effect – Rumpshaker – 1992
Salt N Pepa – Shoop – 1993
Snoop Doggy Dogg – Gin and Juice – 1993
Busta Rhymes – Woo-Ha! Got You All In Check – 1995
The Notorious B.I.G. – Hypnotize – 1996
Missy Elliot – Get Ya Freak On – 2001
Jay-Z – Izzo (H.O.V.A.) – 2001
Nelly – Ride Wit Me – 2001
50 Cent – P.I.M.P. – 2003
Chamillionaire – Ridin Dirty – 2006 // Wiz Khalifa – Black and Yellow – 2010
Trinidad James – All Gold Everything – 2012
Macklemore and Ryan Lewis – Thrift Shop – 2013
Eminem – Lose Yourself – 2002

I’m not a fan of alternative music, but these guys rock! (La musica nelle serie TV, pt.2)

Mercoledì, Aprile 18th, 2012

Cose belle che si scoprono preparando lezioni, in questo caso per un piccolo corso sull’uso della musica nella serie TV che ho appena terminato allo IULM. Una scena che ritratte una band insospettabile nel drama più popolare degli anni ‘90. Da lì si è capito che anche una band “indie” poteva funzionare in TV. Da lì è partito l’uso massiccio di band e musica alternative nelle serie.

Questa scena è del 1995 e una giovane “music supervisor”  suggerisce di far suonare i Flaming Lips in “Beverly hils 90210″, nella scena che racconta il “prom”, il ballo di fine anno: “She Don’t Use Jelly”.

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Fantastico il dialogo alla fine: “Hey, come sono questi Flaming Lips?” “Di certo non sono Michael Bolton” “Questo è sicuro”. E poi ancora “I’m not really a fan of alternative music, but these guys rock!”

(Michael Bolton?) (Michael Bolton!)

La music supervisor che ha portato i Flaming Lips in Beverely Hills 90210 è Alexanda Patsavas, che poi sarebbe diventata una delle responsabili dell’uso sistematico di band semi-sconosciute nelle serie, e di fatto una delle persone più potenti del music business. Il suo lavoro in The O.C., Grey’s Anatomy, Gossip Girl rimane un esempio, e ha permesso di far conoscere artisti fino ad allora ignorati.

Altra scoperta, scavando su YouTube per queste lezioni: da vecchio appassionato di rock, mi sono intenerito trovando questa scena di Hazard, con un imbarazzatissimo Roy Orbison, che canta “Pretty Woman” mentre la cugina Daisy gli agita le tette sotto il naso:

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L’anno scorso avevo fatto un po’ di playlist su YouTube, raccogliendo un po’ di spezzoni musical-seriali e divindole  per generi. Le ho aggiornate con un po’ di materiale fresco o recuperato di recente; eccole qua.

L’uso cinematografico della musica (“Lost”/Damien Rice,”Mr. Fantasy” dei Traffic,”Californication”) e alcuni memorabili finali di stagione (West Wing, Brothers & Sisters, Californication):

http://www.youtube.com/view_play_list?p=B88607F9EA70CB8E

Le scene di culto (con un occhio di rigurado a quelle curate da Alexandra Patsavas e della sua Chop Shop Music per The OC e Grey’s Anatomy)

http://www.youtube.com/view_play_list?p=0D2A5A40E6C81150

Le sigle: soprattutto quelle della HBO (il capolavoro “Boardwalk empire, “The wire”, con la stessa canzone in cinque cover diverse, “Games of Thrones”).

http://www.youtube.com/view_play_list?p=90D97BBA2E203367

Glee e i suo  figliocci, soprattutto il  The MusicEvent di Grey’s Anatomy, senza dimenticare la bellissima traduzione italiana di cui ho parlato qualche tempo fa.

http://www.youtube.com/view_play_list?p=90FCA2FDD1538547

Buona la prima, anzi la quinta: il ritorno di X Factor

Venerdì, Novembre 18th, 2011

Tanto tuonò che piovve, e alla fine X Factor è tornato.

Dopo una lunga, lunghissima anticipazione durata 4 prime serate dedicate ai provini, ieri sera c’è stata la prima vera puntata della di XF5, su Sky Uno. Com’è andata? Bene, grazie.

Dopo il disastro di Star Academy, tornare a vedere X Factor è come respirare una boccata d’aria fresca. Anche se in realtà questa nuova edizione, la prima sul satellite dopo l’abbandono del format da parte della RAI, non differisce granché dalle precedenti. C’è uno studio grande, anzi enorme. C’è l’HD, per chi ce l’ha: che rende tutto più pulito, ma anche più gelido, con quelle immagini così precise e perfette. C’è un nuovo conduttore, Alessandro Cattelan, cresciuto alla scuola di MTV e poi della Ventura a “Quelli che il calcio”: però è parso molto rigido, forse un po’ bloccato dall’emozione. C’è sicuramente uno sforzo produttivo imponente, che avevamo notato anche nelle diverse conferenze stampa di presentazione.

Ma da queste parti non si fa critica televisiva, quella la lasciamo a chi la fa di mestiere. A Rockol ci si occupa di musica, quindi proviamo a ragionare un po’ su quel versante.

E la prima cosa da dire, che spicca ancora di più in confronto rispetto a Star Academy, è che il livello dei 12 concorrenti è alto, altissimo. Tralasciate il fatto che è stata eliminata una delle cantanti più brave, Rahma (la sosia di Taffy, chi se la ricorda?) a scapito de Le 5, uno dei due o tre nomi che non hanno convinto granché assieme ai Moderni e a Valerio. Lasciate perdere che si continua ad insistere sui gruppi vocali, fardello che ci si tira dietro dalla versione inglese del format: genere che da noi non ha né passato né futuro. Per il resto si è vista una manciata di cantanti molto bravi, di cui una bravissima, Antonella Lo Coco, gran voce e gran personalità esibita su un pezzo anche rischioso perché certamente non popolarissimo (“What else is there?” dei Royksopp).

Però, condivido quello che diceva su Twitter il mio critico televisivo di riferimento, Daniela Cardini: le esibizioni sono sembrate molto, molto brevi, a scapito di chiacchiere molto, molto lunghe della giuria. Certo, c’era l’esigenza tutta televisiva di (ri)costruire la chimica tra i giudici… Il problema (televisivo e musicale) è che c’è stato pochissimo spazio per il racconto dei cantanti, per far capire chi sono, anche e soprattutto attraverso l’esibizione della loro emotività.

E poi, i giudici: bentornato Morgan, come sempre bravo a condensare nei tempi televisivi spiegazioni musicali anche complesse. Brava Arisa, che se l’è cavata bene all’esordio. La Ventura è la Ventura. Ed Eio è Elio.

Personalmente, mi piacerebbe vedere un talent show in cui si cerca davvero l’eccellenza della musica e in cui i giudici siano cattivi quanto quelli di MasterChef, che bastonano i concorrenti se sbagliano anche minimamente la dose di un ingrediente. Hanno ragione, i fondamentali non si possono ignorare, in cucina come in musica. Ma, mi faceva notare un collega, questa logica è forse poco applicabile a X Factor, dove i giudici sono in concorrenza tra di loro e quindi un po’ devono blandirsi e un po’ devono blandire i concorrenti. Ci sono stati momenti in cui si vedevano i giudici dare giudizi musicali troppo buoni, in cui loro stessi non credevano. E’ già successo nelle passate edizioni e succederà in futuro. Tant’è.

Poi, mi sono ricreduto sui Kasabian: li ho sempre visti come un gruppo arrogantello inglese, un po’ sopravvalutato dall’hype dei giornali inglesi. Era un mio pregiudizio, basato anche sul fatto che i dischi precedenti non mi avevano convinto granché. Non sono tutto questo,  lo dimostra il successo che sta avendo “Velociraptor”. Però da lì a vederli come ospiti principali in una trasmissione che ha visto passare Katy Perry, Mariah Carey…. Invece ha avuto ragione chi ha deciso di portarli: la canzone funzionava anche in quel contesto, un buon passaggio, parzialmente rovinato dalla regia simil-videoclip (un brutto vezzo nostrano). E vabbé che erano in playback, ma ogni tanto è meglio un buon playback che un brutto live (avete visti Lou Reed e i Metallica da Fabio Fazio?).

Insomma, tutto sommato buona la prima. Commenti sui social network – per quello che possono valere, anche se Twitter in questi casi è un buon gruppo d’ascolto – largamente positivi. Bocciato invece l’Extra Factor, che vorrebbe essere per XF5 quello che il Dopo Festival è stato in diverse occasioni per Sanremo. Invece è sembrato un po’ raffazzonato, soprattutto all’inizio, con i due conduttori che vagavano in studio mentre praticamente non era ancora finito il programma principale. Meglio quando sono entrati Rocco Tanica & Co, e si è iniziato a fare un po’ di talk show anche, sulla musica.

Update: i dati Auditel rilevano una media di circa 750.000 spettatori, con un picco di 808.000.

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MTV – Music Television Victims (ovvero Springsteen al suo peggio)

Martedì, Agosto 2nd, 2011

MTV compie 30 anni in questi giorni: il 1° agosto dell’81 iniziava le trasmissioni con “Video killed the radio star”, dei Buggles. Ricorrenza indubbiamente importante, perché MTV negli anni ‘80 ha cambiato davvero la musica e il costume.

Quella televisione musicale, fatta di un flusso di clip, oggi non esiste quasi più.  Aveva già smesso di esitere ben prima di YouTube: la transizione di MTV dal modello tematico a quello generalista è in atto da molti anni. L’aver tolto la parola “music” dal marchio è stata una constatazione più che una dichiarazione.

Comunque, MTV, negli anni ‘80, ha fatto anche tante vittime: in quel periodo tutti si sentivano obbligati a fare videoclip. Anche se molti non capivano come usare lo strumento, e finivano per fare cose imbarazzanti. Un po’ come tutti gli artisti oggi si sentono obbligati a stare sui social network anche se non sanno come funzionano.

Tra le vittime illustri di MTV negli anni ‘80 c’è Bruce Springsteen, serio candidato al titolo di video più brutto della storia con “Dancing in the dark”, diretto da Brian DePalma, con una giovanissima Courtney Cox a fare la parte della ragazzina sgallettata che viene tirata su della platea. Eppure c’è di peggio di quel video, in cui il boss recita male se stesso e fa uno dei balletti più brutti della storia.

Si, c’è di peggio di quel video: c’è la versione originale del video, diretta da Jeff Stein,  saltata fuori in questi giorni:

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E’ un “literal video” ante-litteram, con il Boss che balla al buio (davvero?). Poi, Springsteen decise che di quelle riprese gli piaceva solo il balletto…. Lo aveva provato a lungo, come dimostra  quest’altro video, che circola in rete da tempo.

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Così, dopo avere faticato per imparare quei passi di danza affidò delle nuove riprese a Brian DePalma, che girò durante un concerto un clip con la canzone in playback, con l’effetto finale che vedete qua sotto e che molti si ricordano. No comment: anche per i fan più accaniti, qua Springsteen è davvero indifendibile.

Video killed the rock star.

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Glee’s Anatomy (Uno dei momenti più trash della televisione musicale. Ever.)

Martedì, Giugno 14th, 2011

Immaginatevi questa scena – interno giorno, negli uffici della sede italiana di una nota emittente TV internazionale:

- Oh, hai sentito cosa si sono inventati a Grey’s Anatomy?

-Cosa?

- Una puntata tutta musicale!

-Ma  scusa, loro non usano già un sacco di canzoni? Non c’è quella music supervisor? come si chiama… Alexandra Patsavas…

-No, questa è una cosa alla Glee: il cast canta le canzoni della serie… Chasing Cars, How To Save Life…

-Si, ma quando lo trasmettiamo noi in Italia, che facciamo? Mettiamo i sottotitoli?

- Ma no, ho già un’idea. Tieniti forte:  doppiamo le canzoni! Anzi: le traduciamo, le facciamo cantare da qualcuno. Ho un amico che scrive canzoni,  è bravissimo…

Ho troppa stima della Fox Italia, del lavoro enorme che ha fatto nell’importazione nel nostro pasese delle serie TV americane, per pensare che questa scena sia successa davvero. Mi dicono che sia la Disney a curare il doppiaggio italiano di Grey’s Anatomy…

Sia quel che sia, questo è quello che ho pensato vedendo “Una canzone per rinascere”, ovvero 18° puntata della settima serie di Grey’s Anatomy, trasmessa nella versione italiana in questi giorni su SKY. Già l’idea del cosiddetto “Music event” mi convince poco: “Glee’s Anatomy”, l’ha giustamente ribattezzata una persona che ne sa più di me di TV.

Ma l’idea di tradurre e cantare tutto in italiano ha generato uno dei  momenti televisivi più trash degli ultimi anni. Al di là dei problemi tecnici: le canzoni ri-cantate erano inevitabilmente fuori sincrono dai labiali degli attori – tranne quando indossavano le mascherine in sala operatoria, ovviamente.

La traduzione delle canzoni, dico. “How to to save a life” diventa “Quando la fiducia non c’è più ti chiedi se hai sbagliato tu” (anzi, la corrispondenza precisa è “Ed io correggerei gli errori miei, ma non so se ci riuscirò”). Perle di saggezza come “Grazie all’amore ho scoperto la felicità” che vincerebbero a mani basse il premio Salame Verderame. Chi ha scritto le canzoni (hanno avuto il pudore o la vergogna di non citarlo nei crediti) ha forzato i testi per legarli alla storia, mentre nella versione originale era la storia che si piegava alle canzoni… Ma chi è che scrive canzoni in questo modo, con questo lessico, con questa metrica? Neanche una band di ragazzini di 12 anni che vogliono imitare qualcuno…

Comunque, giudicate voi…

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Ed ora le versioni original (imbarazzanti anche queste, ma almeno sono le canzoni così come sono state scritte)

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La musica nelle serie TV

Giovedì, Aprile 14th, 2011

In questi giorni ho fatto un mini ciclo di lezioni allo IULM sull’uso della musica nelle serie TV. Ho provato a ragionare sulle differenze tra le colonne sonore e le sigle dela serialità americana classica (dagli anni ‘70 ai ‘90, per intenderci) a quella dell’ultimo decennio. Ma soprattutto in questi mesi mi sono divertito a collezionare e organizzare citazioni e riferimenti musicali, scene che mi sembrava facessero un uso particolarmente significativo di canzoni “storiche” e  nuove.

Il dato di fondo, alla fine, è questo: soprattutto negli Stati Uniti, nell’ultimo decennio le serie TV sono diventate una vetrina fondamentale per la scoperta e ri-scoperta di artisti vecchi e nuovi, colmando almeno in parte un vuoto lasciato dalla progressiva diminuzione di importanza del videoclip “mainstream”. Non è una tesi particolarmente originale, anzi è semplicemente la constatazione di un fatto ormai sotto gli occhi di tutti.

Sia quel che sia, ho raccolto in quattro playlist su YouTube alcune delle scene che ho mostrato in quelle lezioni.  Si possono vedere qua sotto, ad uso e consumo di chi quelle lezioni le ha seguite, e per divertimento degli altri.

Un paio di avvertimenti: la scelta non pretende di essere esaustiva, ma almeno un po’ rappresentativa dei diversi stili, quello sì, Ma sarebbe bello e utile se qualcuno avesse voglia di segnalare nei commenti le proprie scene musicali preferite. E attenzione agli spoiler: per dire, il terzo video della prima playlist è il finale di stagione di “Californication” 4….

Partiamo con l’uso più tradizionalme cinematografico della musica e delle canzoni, inserite come colonne sonore, in momenti topici (come nel caso di “Lost”/Damien Rice o nella sequenza che usa “Mr. Fantasy” dei Traffic in uno dei momenti clou dell’ultima stagione di “Californication”) o nei  i finali di stagione: ancora “Californication”, ma anche Alexi Murdoch in Brother&Sisters:

http://www.youtube.com/view_play_list?p=B88607F9EA70CB8E

Proseguiamo con alcune scene ormai storiche che hanno lanciato artisti, in The O.C., “Grey’s Anatomy” (il territorio di Alexanda Patsavas e della sua Chop Shop Music, la più quotata societa di Music Supervision). In questi casi l’uso della canzone va oltre l’uso cinematrografico: si integra nella narrazione, fino quasi ad andare in primo piano. Queste scene sono di fatto dei piccoli videoclip.

http://www.youtube.com/view_play_list?p=0D2A5A40E6C81150

Le sigle, infine: soprattutto quelle della HBO, che sono un genere a parte, dai Sopranos in poi. La sigla di Boardwalk Empire, a mio modo di vedere, è uno dei migliori momenti di televisione degli ultimi anni. Ma anche quella di “The wire”, con la stessa canzone, “Down in the hole”, interpretata ogni anno da artisti diversi (Blind Boys of Alabama, Tom Waits, Neville Brothers…). Un po’ come la serie, che ad ogni stagione racconta Baltimora da un punto di vista diverso.

http://www.youtube.com/view_play_list?p=90D97BBA2E203367

E infine, la rinascita del musical: Glee e il recente  The MusicEvent di Grey’s Anatomy, puntata speciale in cui il cast cantva alcune delle canzoni storiche della serie.

http://www.youtube.com/view_play_list?p=90FCA2FDD1538547

Motorhead vs. Irene Grandi (ovvero musicisti vs. pubblicità)

Giovedì, Ottobre 28th, 2010

Guardate questo spot:

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e poi guardate questo:

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Si dice che i cantanti non devono fare spot, a differenza di personaggi TV o attori. Si dice che è perché i cantanti devono rimanere “autentici”, e svendersi alla pubblicità distrugge la loro credibilità. Se lo fai ti esponi a critiche per il solo averci provato (come in quel famoso video di Neil Young, che massacrava i colleghi rei di aver prestato nome e immagine a delle bibite).

In realtà il problema non  è “se”, ma “come”: lo spot dei Motorhead rappresenta bene la band, la sua musica, la loro canzone più famosa. E si, lega tutto ad un prodotto. Lo spot della Ferrero  – cha costruito un impero su pubblicità didascaliche tipo “Mi vuoi tutta ciccia e brufoli” -  fa la stessa cosa, ma male: Irene è una bravissima cantante, ma la storia è costruita male, e raccontata peggio, in maniera davvero irreale. Mi chiedo chi abbia scritto quei dialoghi…

Corso di dizione per aspiranti cantanti

Martedì, Ottobre 5th, 2010

Un disco così dovrebbero farlo studiare a quelli di X-Factor e Amici. Questo ho pensato quando ho ascoltato il nuovo lavoro di Stan Ridgway, “Neon mirage”.

Figuriamoci se sanno chi è, questo signore che faceva cover di Johnny Cash con i Wall Of Vodoo, quando il Man In Black era uno sfigato che non si cagava nessuno; Ridgway è uno che da solista racconta storia in musica fondendo generi musicali e letterari come pochi, dal noir alla canzone d’autore.

I cantanti di X-Factor sono ignoranti musicalmente: in una delle puntate scorse  – ho sentito il seguente scambio: “Dovete cantare una canzone di Carole King” “Chi, carotina?”. Sono uno spettatore tutt’altro che snob di questo genere di programmi, ma potete immaginare cosa mi è passato per la testa in quel momento.

Comunque il motivo per cui si dovrebbero studiare questo disco  è la dizione perfetta, cristallina di Stan Ridgway, il modo in cui porge le parole, degno dei grandi come Sinatra, o Ella Fitzgerald. Credo che il modo in cui questi due pronunciavano quel “Terrificly” in “I got a kick out of you” sia uno dei punti più alti della musica del 20° secolo.

Poi, certo, c’è gente che sulle parole rese incomprensibili ci ha costruito una carriera (Michael Stipe, anyone?). Però la dizione nelle canzoni è un’arte da riscoprire e studiare.

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La miglior sigla televisiva di tutti i tempi?

Lunedì, Ottobre 4th, 2010

Vabbé, non esageriamo. Però Il 1′40″ che introduconco “Boardwalk empire” sono da manuale, uno dei migliori momenti di televisione musicale degli ultimi anni.

La musica è dei Brian Jonestown Massacre, “Straigh up and down” (da “Take it from the man”, del 1996). Lui è Steve Buscemi. La regia della prima puntata di questa  nuova serie dedicata alla mafia di inizio secolo nel periodo del proibizionismo è di Martin Scorsese.

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