
Miyavi, "the Samurai guitarist".
Per chi non lo conoscesse, il giapponese Miyavi è uno dei migliori chitarristi a livello mondiale. Basta andare ad uno dei suoi live o semplicemente vedere qualche video su YouTube per rendersene conto. E non fatevi spaventare dal problema linguistico, perché molte delle sue canzoni hanno testi in inglese, lingua che conosce benissimo. Ed è anche colui che per primo mi ha fatto appassionare al rock del Sollevante.
Sono passati più di due mesi dalla data del concerto, lo so, ma non ho avuto occasione di postare questo live report fino ad ora, per cui eccolo! Enjoy!
(Scusate se ci sarà qualche errore di sintassi, ma l’ho scritto prima in inglese e poi tradotto in italiano!)
Era una bella e calda giornata di sole in Italia il 6 aprile, quando Miyavi fece tappa a Milano per suonare all’Alcatraz. Alle 18.00 c’erano già alcune persone in fila fuori dal locale, vivaci e colorate come al solito.
Parlando coi fan, sono riuscita a sapere alcuni fatti interessanti circa ciò che era successo lì fin di prima mattina: alcuni di loro hanno passato la notte dormendo fuori dal locale e così hanno visto l’arrivo del tour bus di Miyavi in mattinata. Lo staff scese dal bus, poi anche BOBO (il batterista) uscì a salutare i fan. Lo staff di Miyavi disse che lui stava dormendo, così i fan non chiamarono il suo nome per lasciarlo riposare. Alla fine uscì anche lui e corse immediatamente dentro al locale.
Dopo pranzo, Miyavi prese un taxi, diretto verso Radio Deejay, per fare un intervento di 20 minuti a Tropical Pizza, dove fu intervistato riguardo alla sua musica e anche sulla difficile situazione giapponese dopo il terremoto e lo tsunami, e suonò anche una versione acustica di WHAT’S MY NAME? e una bellissima cover di Hallelujah di Jeff Buckley per le vittime del disastro in Giappone.
I fan riuniti di fronte al locale poterono ascoltare la trasmissione radio attraverso loro telefoni cellulari.
Poi Miyavi ritornò al locale e uscendo dal taxi, salutò i fan con un sorriso e scomparve dentro.
Più tardi, lo staff di Miyavi chiese ai fan fuori se volessero scrivere un messaggio di supporto al Giappone e quasi tutti lo fecero. Lo staff fece anche un sacco di foto, che potete vedere sul sito ufficiale EMI di Miyavi.
Pochi minuti dopo le 19.00 i cancelli si aprirono e lo staff del locale fece entrare le persone, dividendole in piccoli gruppi, cosicché tutto potesse filare liscio.
Il locale era forse un po’ troppo grande per le persone che erano lì quel giorno, perché erano praticamente le stesse del concerto di due anni fa ai Magazzini Generali di Milano, che essendo più piccolo come locale, registrò il tutto esaurito. Ma fatemi spiegare probabilmente la ragione principale del perché questa volta è andata così: il problema è stato che il concerto si è svolto di mercoledì, proprio nel bel mezzo della settimana, e la maggior parte delle persone che vivono in altre regioni non se la sono sentita saltare la scuola o il lavoro per due giorni o più, e anche perché, diciamocelo, viaggiare e pernottare fuori in Italia non costa poco. Ad ogni modo, ci sono comunque state molte persone che hanno deciso di venire.
Verso le 21.00 era l’ora che il concerto cominciasse. Il palco era completamente nero, con solo la batteria di BOBO, 4 microfoni e gli amplificatori di Miyavi a fare da scenografia. Un tecnico della chitarra fece i preparativi finali, e mentre la folla chiamava il nome di Miyavi, prese una delle chitarre e la portò con sé nel backstage. Poi del fumo cominciò ad invadere il palco e BOBO prese posizione, indossando una maglietta nera e del calzoncini a strisce bianche e nere.
Il palco era immerso in una luce rossa e Miyavi finalmente apparve, semplicemente vestito di nero, emergendo dal fumo tra l’incitamento del pubblico, e dando il via allo spettacolo con vibrante energia. La prima canzone fu WHAT’S MY NAME?. Alcuni fan avevano in mano dei palloncini colorati e chiamarono il suo nome per tutta la durata della canzone, mentre delle luci chiare lampeggiavano sopra di loro.
La canzone successiva fu UNIVERSE, che fece saltare la folla impazzita. Lo spettacolo continuò con Survive, durante la quale il pubblico si unì a lui cantando, gridando e incitandolo, chiamando il suo nome svariate volte e battendo le mani ritmicamente. Miyavi finì la canzone al microfono posizionato di fronte a BOBO.
Quest’ultimo cominciò a colpire costantemente i suoi tamburi, mentre Miyavi annunciava: “Bene, questa è una nuova canzone per voi. Siete pronti gente?” La folla gridò: “Sì!” Poi Miyavi urlò: “Siete fottutamente pronti pubblico di Milano?” I fan gridarono ancora: “Sì!” Egli continuò poi ad incitare il pubblico, dicendo: “Bene, avanti, avanti! Siete pronti? VIA!” Era il momento di Hell No. La vivace e orecchiabile canzone fece ballare e saltare su e giù le persone, mentre Miyavi ondeggiava la testa seguendone il ritmo.
Poi Miyavi fece battere le mani alla folla al ritmo dettato da BOBO e danzò sulla melodia prodotta dalle sue velocissime dita. Anche questa canzone era nuova e il titolo è Chase. Miyavi la cantò al microfono sulla sinistra del palco.
La canzone seguente fu Ossan Ossan Ore Nanbo, un classico negli spettacoli di Miyavi. La folla ne ripeté il verso principale ogni volta che lui lo cantava, fino alla fine, mentre il chitarrista samurai chiedeva di fare più casino e correva dal lato sinistro a quello destro del palco, gridando “Woah, woah, woah, woah!” ritmicamente al microfono. Ma durante la canzone ebbe anche dei problemi coi suoi amplificatori, visto che la chitarra si ammutolì per alcuni secondi. Ma BOBO continuò a suonare la sua batteria e il suono della chitarra tornò. Miyavi continuò la canzone, sorridendo tra le strofe.
Ma poi i problemi tecnici sembrarono solo peggiorare. Ancora prima di suonare il brano successivo, la chitarra non produsse più alcun suono e il tecnico della chitarra di Miyavi stava provando a risolvere il problema controllando i cavi. Nel frattempo, Miyavi faceva finta di suonare la sua chitarra muta, scherzando coi fan e ridendo lui stesso.
Tenne poi un piccolo MC per dare al suo tecnico più tempo per risolvere il problema, e disse: “Hey, my guitar people! Mi sa che c’è qualcosa che non va con la mia chitarra…” Le persone nel locale risero. Egli continuò: “Be’, questa è la mia seconda volta in Italia, giusto?” I fan lo incitarono a gran voce. “Siete eccitati adesso?” I fan risposero positivamente. “Non vedevo l’ora di fare questo spettacolo in Italia, sapete? Questo è l’ultimo dei miei cinque spettacoli di seguito. Ne abbiamo fatti tre in Germania, uno in Austria e poi uno stasera in Italia.”
Poi il suo tecnico gli riconsegnò la sua chitarra nera e lui provò a suonarla. Sorrise ampiamente quando il suono tornò e la folla lo applaudì, mentre diceva: “Finalmente! Oh, questa è la mia chitarra!”. Suonò un piccolo assolo, introducendo CHILLIN’ CHILLIN’ MONEY BLUE$, divertendosi anche con gli effetti a pedale della sua chitarra. Il pubblico cominciò a battere le mani e cantare le note dell’intro. Lui sorrise, battendo le mani, e disse: “Bene! Battete le mani così, forza! Il mio nome è Miyavi, venuto da Tokyo per fare dannatamente scatenare voi ragazzi italiani! BOBO alla batteria. Questo fottuto grande show è fatto solo da noi due, niente basso, niente tastiere. Solo io, BOBO e voi ragazzi, giusto?” Forti grida esplosero dalla folla. “Questo è il mio modo di portarvi il sound giapponese, divertitevi oggi, ok? E ora battete le mani in questo modo.” La canzone finalmente iniziò e la folla la cantò tutta assieme a lui e gridò selvaggiamente durante il suo assolo scatenato. Luci verdi lo illuminavano mentre camminò verso il bordo del palco ad entrambi i lati, piegandosi verso i fan e poi sdraiandosi per terra, continuando a suonare. BOBO lo guardava divertito.
La canzone successiva, BOOM-HAH-BOOM-HAH-HAH, fu introdotta dalla richiesta di Miyavi ai fan di cantare il la frase principale con lui e di battere le mani in un modo particolare per seguirne il ritmo. Poi disse: “So che voi ragazzi amate questa canzone! Fate un po’ di casino! Forza!”. La folla impazzì quando suonò l’assolo mettendosi la chitarra dietro al collo. Poi si tirò un po’ su la maglietta e questo bastò per infiammare ulteriormente i fan. La loro eccitazione raggiunse il suo apice con la trascinante I LOVE YOU, I LOVE YOU, I LOVE YOU, AND I HATE YOU.. Essi la cantarono tutta, a pieni polmoni, fino alla fine. Il pubblicò continuò a chiamare il suo nome e lui sorrise loro in tutta risposta.
Poi fu il momento dell’MC più lungo di tutto lo spettacolo: “Come state my guitar people? Vi state divertendo?” I fan gridarono: “Sì!” Poi continuò: ”Vi state godendo la strana e pazza musica giapponese?” Un “Sì!” più forte esplose dalla folla. “Bene, apprezzo davvero il vostro supporto in questo momento, grazie mille. Grazie.” Ancora altri applausi. “Be’, come dire…ho avuto un sacco da fare oggi in termini di promozione, sono intervenuto a questo show radiofonico, ho suonato WHAT’S MY NAME? e Hallelujah. Già, durante questo tour, ci stiamo davvero divertendo. Ma come voi tutti sapete, poche settimane fa la grande, tragica devastazione dello tsunami e del terremoto ha colpito il Giappone.” A questo punto, i fan sollevarono degli striscioni e dei cartelli che avevano creato come messaggi in supporto alla nazione giapponese. Miyavi li osservò e continuò dicendo: “Grazie. Be’, il Giappone sta passando ancora momenti difficili, sapete. E’ stato difficile per me decidere di iniziare questo tour perché avrei dovuto lasciare la mia famiglia, gli amici, lo staff in Giappone. E poi ho deciso di iniziare questo tour perché questo è quello che posso fare. Questo è quello che devo fare. Sapete, durante questo tour stiamo collaborando con la Croce Rossa e raccogliendo donazioni per le vittime. Non importa quanto doniate, quanto vi farete coinvolgere da noi, ma stasera vorrei che voi ragazzi vi uniste a me in un momento di silenzio. Per favore, chiudete gli occhi e pregate per il Giappone”. Sull’intera sala calò il silenzio per un minuto intero, tutti pregavano con gli occhi chiusi, è stato un momento davvero toccante. Poi Miyavi disse: “Il nucleare, l’inquinamento ambientale, il riscaldamento globale. Ci sono un sacco di problemi che dobbiamo affrontare, con cui dobbiamo avere a che fare, per far sì che il futuro sia radioso. E questa sera le nostre preghiere e i nostri cuori hanno raggiunto le persone e le vittime del disastro in Giappone. Grazie.” La folla esplose in un lungo applauso.
Le luci blu erano perfettamente intonate all’atmosfera calma e triste creata da GRAVITY, con i fan che cantavano il ritornello gridando assieme a Miyavi, che sembrava stesse soffrendo davvero mentre la cantava.
Le tracce seguenti, Justice e un’altra di cui nessuno ha colto il titolo, erano nuove anch’esse e risollevarono l’atmosfera. Durante la prima, Miyavi suonò sdraiato a terra e sulla seconda ballò a ritmo, facendo headbanging durante il suo grande assolo.
La prossima fu SHELTER, durante la quale tutti batterono le mani, saltarono e cantarono a voce alta.
Poi il suo tecnico di palco portò uno sgabello e un leggio, mentre Miyavi imbracciava la sua chitarra acustica nera. Si sedette e disse: “Vi state divertendo gente?” La folla rispose: “Sì!” Egli gridò: “Questo è lo stile giapponese!” E iniziò a suonare un brano strumentale, sostenuto dalle percussioni di BOBO.
La parte acustica continuò con MOON, con luci verdi che illuminavano il muro dietro al palco, formando tante bolle. Poi fece un piccolo MC: “Il 19 marzo ho fatto un live a Londra ed è stato registrato su un album intitolato Live in London, che uscirà il 3 maggio. E’ stata una bella serata, ma sono sicuro che stasera sarà molto più calda!” Applausi dai fan. “Ok, ora voglio che cantiate con me per il Giappone, ok? Su le mani!”
Era il momento di uno dei brani preferiti dal pubblico, We Love You ~Sekai wa kimi wo aishiteru~. Tutte le persone nella sala batterono le mani a ritmo e cantarono con lui. Egli disse anche “Grazie! [in italiano]” nel bel mezzo della canzone e un membro dello staff gli portò il suo iPhone, attraverso il quale filmò la folla che cantava e chiamava il suo nome alla fine della canzone.
Poi ci fu un grande assolo di batteria di BOBO, con il pubblico che lo incitava ripetendo il suo nome. E Miyavi suonò una versione più lenta di WHAT’S MY NAME? come interludio.
Poi iniziò a suonare la sua chitarra tenendola sopra la testa, e giocò con gli effetti a pedale, muovendosi come un robot. Quando inziò l’intro di Torture, la folla andò in delirio. La cantarono tutta assieme a lui a voce alta. Senza fermarsi, iniziò a suonare Are You Ready To ROCK?. Questa fu davvero scatenata, sia Miyavi che i fan impazzirono. Egli correva per tutto il palco e incitava energicamente i fan a lasciarsi andare per un tempo che sembrava non finire mai.
FUTURISTIC LOVE concluse la parte principale dello spettacolo. Anche questa sembrava non dovesse finire mai, ma i fan erano più che felici di questo. Miyavi diede il massimo suonando, girando su sé stesso e facendo headbanging allo stesso tempo.
Prima di lasciare il palco, si tolse la maglietta, strappando grida eccitate alla folla, e si inchinò ai fan.
La chiamata per un encore iniziò poco dopo e alla fine egli ritornò sul palco dopo pochi minuti, indossando la maglietta del tour e filmando la folla col suo iPhone ancora una volta. Egli gridò: “Come va gente di Milano?” Applausi dal pubblico. “Ne volete ancora?” I fan dissero: “Sì!” Poi suonò un altro interludio strumentale, producendo vari suoni con gli effetti a pedale.
La prima canzone dell’encore fu Subarashiki Kana Kono Sekai -WHAT A WONDERFUL WORLD-, amata dal pubblico e cantata ancora una volta da tutti, mentre le luci formavano dei triangoli sul muro retrostante. Alla fine Miyavi ringraziò il pubblico con un “Grazie!”, poi disse: “Tornerò presto, ok?” Forti applausi dalla folla.
L’ultima canzone fu SURVIVE, che questa volta chiuse davvero lo show. La suonò sorridendo tutto il tempo e incitando la folla per un ultimo sforzo, dando il massimo.
Fece anche una promessa: “Grazie a tutti. Tornerò presto, ok Italia?” Applausi scroscianti dalla folla. Alla fine disse: “Bene, grazie, grazie [l’ultimo grazie in italiano]!”, poi lasciò il palco tra le grida dei fan.
Alcune persone lo aspettarono fuori dal tour bus dopo il concerto. Mentre ci saltava sopra, le salutò e scomparì all’interno.
Ho visto molte persone mettere le loro donazioni nella scatola sul bancone del merchandise. Potete vedere quanto è stato raccolto sul sito ufficiale EMI di Miyavi, dove troverete anche molte foto delle persone in giro per l’Europa che hanno voluto mandare il loro messaggio al Giappone.
‘WHAT’S MY NAME? WORLD TOUR 2011’
06.04.2011 all’Alcatraz – Milano, ITALIA
Scaletta:
- WHAT’S MY NAME?
- UNIVERSE
- Survive
- Hell No
- Chase
- Ossan Ossan Ore Nanbo
MC
- CHILLIN’ CHILLIN’ MONEY BLUE$
- BOOM-HAH-BOOM-HAH-HAH
- I LOVE YOU, I LOVE YOU, I LOVE YOU, AND I HATE YOU.
MC
- GRAVITY
- Justice
- Untitled song
- SHELTER
- Instrumental track + MOON
MC
- We Love You ~Sekai wa kimi wo aishiteru~
- Drum Solo + WHAT’S MY NAME slower version interlude
- Torture
- Are You Ready To ROCK?
- FUTURISTIC LOVE
EN.
- Subarashiki Kana Kono Sekai -WHAT A WONDERFUL WORLD-
- SURVIVE
Se siete curiosi di saperne di più su Miyavi, cliccate qui: http://myv382tokyo.com/
Vi lascio con un video, in cui esegue una versione strumentale di WHAT’S MY NAME?:
I più commentati
The Lonely Rat @ Museum Café (Busto Arsizio, VA) 10/10/10
Il pasticciaccio del presunto plagio dei Sigur Ros a Sanremo
Litfiba tornate insieme!