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Live Report: Chk Chk Chk @ Locomotiv Club @ Bologna 22/05/12

Maggio 24th, 2012 in Reports by Redazione Rockol

Per qualcuno sono addirittura meglio del sesso, per qualcun altro, invece, soltanto un’incognita; per tutti gli altri,comunque, un live semplicemente imperdibile.

Non c’è da stupirsi, quindi, di tutta la curiosità ed eccitazione diffusasi alla notizia del mini-tour italiano dei Chk Chk Chk, band effettivamente poco conosciuta nel nostro paese che, comunque, forte delle strepitose esibizioni passate, riscuote sempre grande successo tra gli appassionati. La formula di base è relativamente semplice: imprescindibile impostazione funky, forte componente elettronica ed un inarrestabile front-man, davanti al quale è impossibile rimanere seri e composti.
Già all’ingresso del Locomotiv Club di Bologna si percepisce quella forte attesa tipica dei grandi concerti, con il pubblico impegnato a riempirsi i polmoni di tutta l’aria possibile prima di chiudersi all’interno del club, celebre anche per le sue temperature tropicali.

Alle 23.00 in punto fa il suo ingresso sul palco la band californiana, creando un tappeto funky che, fin dalle prime battute, promette tanto sudore e movimento. Sudore e movimento che arrivano, poco dopo, con l’ingresso di Nic Offer, subito protagonista dei suoi inconfondibili balletti a bordo palco. Il pubblico, dopo pochi secondi, è già visibilmente in estasi, accompagnando con applausi e urla i gesti e le smorfie del cantante che, a sua volta, si infiamma ulteriormente, come in una sorta di circolo vizioso, solo molto più sudato e divertente.

Il primo brano in scaletta è “Creamy, tratto dal nuovo lavoro che vedrà la luce in estate e testimone di un più radicale passaggio al funk, impreziosito dai plateali baci che il front-man riserva ai presenti. Nic è il vero trascinatore del gruppo: salta da una parte all’altra del palco, amoreggia con i tendoni arrotolandosi dentro e, anche se non particolarmente dotato dal punto di vista vocale, riesce a coinvolgere continuamente il pubblico, tenendolo sempre nel vivo del concerto e scendendo in mezzo alla folla in ben tre occasioni nell’arco di nemmeno novanta minuti.

Il set dura circa un’ora e venti in cui la band ripercorre i suoi maggiori successi tratti in larghissima parte dal più celebre “Myth takes, come nel caso di “Must be the moon”, brano che alterna strofe al limite del rap con autentiche esplosioni funky, intramezzati da potenti crescendo di intensità che un mai domo Offer enfatizza nella sua prima escursione tra la folla. Bisogna, però, aspettare molto poco per rivedere nuovamente in platea l’esile cantante che, durante la più recente “Jamie, my intentions are bass”, si lascia andare in “sensuali” abbracci alle ragazze e si intrattiene in una sorta di elica umana che costringe i divertiti spettatori più vicini (anche il sottoscritto) a chinarsi per evitare una manata.

Il gruppo si congeda dal suo pubblico con l’irresistibile “Heart of hearts”, preceduta da un incalzante intro che esplode con il cantato di Nic, impegnato nel “procurarsi” dalla prima fila un paio di occhiali da sole e una cravatta zebrata, poi restituiti al termine del delirante finale strumentale.

Dopo pochi minuti, la band si ripresenta sul palco per un altrettanto potente bis, tratto dal nuovo disco (”uscirà intorno ad agosto; compratelo, scaricatelo, chi se ne frega” – dice), in cui danno fondo a tutte le forze rimaste da questo incredibile live; Nic, neppure a dirlo, scende di nuovo tra il pubblico e, ballando come un forsennato si versa addosso un bicchiere di birra continuando a coinvolgere chiunque gli si avvicini.
Questa volta è davvero la fine e i Chk Chk Chk si apprestano ad uscire dal palco; ”è stato veramente un piacere suonare per voi, Bologna” sembra la classica frase di fine concerto, ma la sensazione reale è che per questi ragazzi sia ancora una fortissima emozione esibirsi su un palco, nonostante i quasi quindici anni di attività.

Non so dire se un concerto dei !!! possa effettivamente considerarsi meglio del sesso, ma posso assicurarvi che tutti quanti, all’uscita dal locale, una sigaretta se la sono accesa.

(Edoardo Gandini)
Setlist:
1. Creamy
2. Get That
3. All My Heroes Are Weirdos
4. Byron
5. Except Death
6. Must Be The Moon
7. Jack Ruby
8. Jamie, My Intentions Are Bass
9. Myth Takes
10. Yadnus
11. Heart of Hearts
—bis—
12. Intensified

Live Report: !!! @ Magazzini Generali Milano 15/11/2010

Novembre 16th, 2010 in Reports by Redazione Rockol

Nic Offer, vocalist, frontman e band leader dei !!! (Chk Chk Chk), è un incrocio perfetto tra Ewen Bremner (lo Spud di Trainspotting) e il mai dimenticato William Katt, alias Ralph Supermaxieroe, protagonista assoluto dell’omonima serie andata in onda su Italia1 circa una trentina di anni fa. Lo dico perché è impressionante come Offer sia il mash up vivente più azzeccato che io abbia mai visto e inoltre perché gli unici elementi “valutabili” della performance del nostro (super) eroe sul palco con i !!! di ieri sera sono l’aspetto, la presenza scenica e le movenze (che si meritano un capitolo a parte). No, non la voce, quella possiamo anche non considerarla visto che di tutto lo show dei !!! non si è capita una parola.

Va bene, Nic non parla un inglese troppo comprensibile e sembra che abbia perennemente una patata in bocca, ma non credo sia suo il “merito”. Chi ha orecchie per intendere…

Comunque. Magazzini Generali, !!! o Chk Chk Chk che dir si voglia, aperti dai nostri Iori’s Eyes, il tutto in un lunedì sera finalmente autunnale, uggioso e freddo come stagione vuole. Intorno alle otto e mezzo si aprono i cancelli e i primi a entrare sono una quarantina di persone che possono assistere all’apertura della band milanese alle nove in punto. Il tutto dura circa una mezz’oretta, la platea va riempiendosi mentre gli Iori’s si danno da fare maneggiando una via di mezzo tra il classico indie e il più anzianotto shoegaze, con qualche tastiera in più e un suono più vivace e corposo rispetto alle altre volte in cui mi era capitato di sentirli dal vivo (una in acustico alla Casa 139, ma quella non conta). Avvisto un paio di Ministri (per la precisione Federico Dragogna e Michele Esposito) venuti appositamente per supportare la band amica e, giusto il tempo di prendere una bottiglietta d’acqua al bancone, ecco salire sul palco i !!!. Le luci sono ancora accese (perché poi?), la gente non si accorge di nulla almeno finché partono un paio di applausi via via più convinti e finalmente il set può avere inizio. E forse non è troppo corretto parlare di set, quanto di una specie di one man show, condotto da uno scatenato Nic Offer, un derviscio danzereccio che già al secondo pezzo rompe il confine scavalcando le transenne e facendosi il primo di tanti giri in platea, madido di sudore e in preda a quelle che sembrano convulsioni dance. Qui il report si divide in due. Da una parte bisogna rendere conto dell’ottima prestazione della band che, seppur relegata sullo sfondo, è la vera protagonista del suono corposo a metà tra la dance e il funky, con basso e doppia batteria a costruire un vero muro ritmico indubbiamente efficace. Le casse pompano e gli elementi per un live infuocato ci sono tutti. Si parte con “AM/FM”, seguita da “Wannagain wannagain” e “The most certain sure”. “Jamie, my intentions are bass” è forse il miglior pezzo di tutta la serata (e dell’ultimo disco “Strange weather, isn’t it?”), potente, funky, trascinante, quasi da jam. Arriveranno poi “Must be the moon” “Steady as the sidewalk cracks”, “Yadnus” (ottima), “Me and Giuliani down by the school yard” in versione dopata nell’ordine dei dieci minuti (tanto che sembra di essere arrivati al finale in netto anticipo), “The hammer” (segnata in scaletta come “Cokie”) e dalla conclusiva “Heart of hearts”, l’unica di cui si può decifrare qualche parola (giusto perché il ritornello “Heart of hearts” ripetuto ad libitum è inconfondibile).

Mentre la band suona, dall’altra parte l’attenzione è totalmente calamitata dalle gesta funamboliche di Offer, che per tutta la durata del set non sta fermo un secondo. Balla, salta, corre per i Magazzini generali (sopra e sotto), suda copiosamente in una trance che ci regala un campionario di smorfie dall’allucinato al tramortito, si lancia in coreografie trash dalle movenze ambigue alla “febbre del sabato sera” tirando il fiato solo quando la band necessita di un attimo di tregua tra un pezzo e l’altro. Quando sembra essere sparito dal palco, ti volti ed eccolo sulla balaustra a ballare da solo incitando la platea evidentemente presa in contropiede da cotanta energia travolgente. La platea, ecco. Si sente che è lunedì sera. I Magazzini non sono pieni fino all’orlo ma c’è una buonissima affluenza, cosa che conferma l’interesse verso la band, indipendentemente dal giorno e dall’ora. L’inizio della settimana incide invece sull’umore un po’ di tutti, perché anche con tutta la buona volontà e dopo essere stati conquistati da un treno in corsa come Offer, un weekend e una pesante giornata di lavoro sulle spalle si fanno sentire. L’encore ad ogni modo è danzereccio al punto giusto. La platea è conquistata, la band gira a pieno regime e “All my heroes are weirdos” e “Intensify” sono la degna chiusura del tutto. Devo ammettere che è stato tutto molto divertente, e che la band ci sa fare. Eppure peccato. Peccato per il giorno, i lunedì non lasciano scampo. Peccato per la voce non pervenuta (anche i Magazzini non lasciano scampo). Poteva essere una bolgia, è stata una bella festicciola. I Chk Chk Chk hanno comunque gradito, tant’è che, con anche un pizzico di sufficienza, Offer proclama sculettando “se ci volete di nuovo, invitateci a qualche festival estivo”, ignaro che dalle nostre parti i festival estivi si contando sulle dita di una mano simpsoniana. Di sicuro non si sono risparmiati, guadagnandosi ampiamente i diciotto euro più prevendita del biglietto.

(Marco Jeannin)

SETLIST

Am/Fm”

Wannagain wannagain”

The most certain sure”

Jamie, my intentions are bass”

Must be the moon”

Steady as the sidewalk cracks”

Yadnus”

Me and Giuliani down by the school yard”

The hammer”

Heart of hearts”

Encore

All my heroes are weirdos”

Intensify”

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