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#NowListening (8)

Dicembre 6th, 2012 in Nuova musica by Gianni Sibilla

Rubrichetta estemporanea di micro recensioni e cose ascoltate da queste parti, altri dischi oltre a quelli di cui si parla nello spazio canonico delle recensioni su Rockol.

(Il titolo è un link a spotify per ascoltare il disco, quando è disponibile. Qua una guida su come usare Spotify dall’Italia)


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Grateful Dead: 30 days of dead

Ancora loro. Ne avevo parlato qualche settimana fa, ma ci ritorno. Perché sul New Yorker è uscito uno stupendo articolo sui loro archivi e sulle “Deadheads”. Oggi l’engagement dei fan è una parolina magica, una legge non scritta nell’era della musica digitale, ma i Dead erano già avanti decenni fa nel coinvolgere e gratificare i loro seguaci. E continuano, anche ora non esistono più. Se ne volete una prova attuale: nel mese di novembre hanno regalato un MP3 al giorno. Roba inedita. Una stupenda compilation. con quasi tutti i classici: per i fan, ma non solo un ottimo posto da dove cominiciare per scoprire la magia di questo gruppo. Si possono scaricare qua.

Nashville

In questo caso dovrei dire #NowWatching: è una bella serie che mi ha consigliato l’amico EmmeBi ambientata nel mondo del country-rock. La storia gira attorno ai conflitti di  due cantanti, una in declino e una giovane rampante. La serie è assai godibile, molto ben scritta – un po’ soap opera (che per me è un pregio). E con ottima musica, supervisionata da quel genio di T-Bone Burnett. La prossima settimana esce un disco-raccolta, un po’ di canzoni sono già su Spotify. Le ho raccolta in una playlist, qua.

Ed Romanoff – “Ed Romanoff”

Rimanendo nello stesso campo: un cantautore non giovane, ma all’esordio discografico. E’ andato in tour con Rachel Yamagata, nel disco c’è Josh Ritter. Il mondo di riferimento è quello: sound pulitissimo, voce profonda, scrittura narrativa fantastica. “St Vincent De Paul” è un capolavoro. Poi ci tornerò, mi sa.

Macklemore & Ryan Lewis: “The heist”

Cambiando genere: un rapper bianco che ho scoperto grazie ad un “Tiny desk concert” (i concerti in redazione della NPR che abbiamo copiato per Live@Rockol). “Same love” vale il disco, da sola – sia per la passione dell’intepretazione, sia per il tema, l’omofobia: “It’s human rights for everybody/There is no difference”. L’amore è uguale per tutti.

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Finley Quaye – 28th february road

Una volta era “lo zio di Tricky” (ma il trip-hopper si incazzò per questa trovata pubblicitaria). Poi azzeccò una canzone, “Dice” (con Beth Orton), che ebbe successo grazie all’inclusione in una scena topica di “The O.C.” – e che generò una memorabile parodia in “Chuck”. Poi è scomparso. Da talmente tanto tempo che non ha neanche un sito, ora. Però ha pubblicato un disco nuovo e non è niente male. Pop un po’ elettronico, un po’ reggae. L’ho inserito come scusa per poter postare i due video, quello di “The O.C”. e soprattutto la parodia di “Chuck”…

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Chuck vs. The Suburbs vs. Talking Heads

Agosto 31st, 2010 in Uncategorized by Gianni Sibilla

Non, non sto parlando del nuovo disco degli Arcade Fire (complice il video interattivo in HTML5 che hanno postato ieri, oggi si parla solo di loro).

Sto parlando di Chuck, la serie: una continua scoperta di citazioni musicali e usi intelligenti di canzoni famose e meno. Come nella puntata 13 della stagione 2, “Chuck vs. the suburbs”, appunto: il protagonista va a fare la spia in un quartiere modello della periferia americana. La colonna sonora è – non poteva non esserlo – “Once in a lifetime” dei Talking Heads:

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Mission impossible…

Luglio 20th, 2010 in Televisione Musicale by Gianni Sibilla

…ovvero usare i Rush – dico, i Rush – in una serie, e farli pure sembrare fighi.

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Da “Chuck” – notare pure la battuta sullo Zune.

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