I Tenacious D. Kyle Gass e Jack Black. Un’amicizia che dura da più di vent’anni e che, tra un film e l’altro, ha generato ben tre album. Con l’ultimo “Rize of the Fenix” i due hanno messo in piedi un tour mondiale, uno di quelli da scafata rock band con stuoli di fan pronti a fare code interminabili fuori dai cancelli.
La tappa di Milano non ha fatto eccezione: coda all’ingresso, affluenza copiosa, palazzetto praticamente esaurito. Un entusiasmo da beata esclamazione: «Perché cazzo non siamo venuti prima in Italia?». Il tutto per una bella dose di sano comedy rock, uno show rocchettaro all’insegna dell’ironia, delle risate e del divertimento. Perché è di questo che si parla: divertimento. Le luci si spengono intorno alle nove. Il palco è disadorno. Parte Ennio Morricone, lentamente la musica cresce finché dal backstage escono due figure in accappatoio, incappucciate e ricoperte di lampadine colorate lampeggianti. Questa la presentazione del duo. Il roadie di turno s’inginocchia riverente prima di levare gli accappatoi a Black e Gass.
Si passa in fretta ai saluti di rito, accolti con un gran boato, e via con “Rize of the Fenix”: dal fondo del palco un’immensa fenice fallica si gonfia e spiega le ali, prendendosi prepotentemente la scena che nel frattempo si è arricchita di un bassista, un batterista e di un chitarrista elettrico. Questi sono i Tenacious D e da qui in poi sarà un’interminabile sequenza di gag sparate una dietro l’altra, intervallate solo da alcuni sacrosanti momenti presi per rifiatare. L’inizio è travolgente con “Low hangin’ fruit”, “Señorita”, “Deth starr”. Purtroppo il forum non brilla per acustica (a dirla tutta, il sonoro è stato davvero l’unico punto debole della serata), ma sembra che la cosa freghi davvero poco a tutti i presenti. Black, il vero mattatore dello show, chiacchiera, gioca, salta come un matto e si diletta in esilaranti siparietti con i roadie, presi a pesci in faccia come una vera rockstar capricciosa giusto prima del sacrosanto tributo “Roadie”.
Aizza la folla con la cadenzata “Throw down”, svela il segreto per essere “il meglio del meglio” con un’ottima “To be the best”. Ma è solo il riscaldamento. Un piccolo sax giocattolo viene portato sul palco, Black lo imbraccia e si esibisce in un divertente assolo prima di prendere la parola: “Molte delle canzoni che abbiamo suonato stasera arrivano dal nostro nuovo album ‘Rize of the Fenix’. Quella che suoneremo adesso però è una canzone dal nostro prossimo album, in uscita nel 2015. Il disco s’intitola ‘Jazz’ e contiene solamente una canzone… ‘Jazz’. Un unico pezzo jazz di due ore e quaranta minuti in cui noi facciamo… jazz. Stiamo prendendo una nuova direzione come band e se non vi piace potevate stare a casa”. E via, la band attacca una clamorosa quanto impeccabile jam session (manco a dirlo) jazz di cinque minuti, tanto per chiarire il tasso tecnico della serata. Un saggio di versatilità? Macché, una gran trovata. Si ride, si ride eccome. Arrivano poi “Saxaboom”, “Kielbasa” e un’attesissima “Kickapoo” che permette all’intero forum di lanciarsi nel coro più sfrenato. Perché la gente accorsa a Milano le canzoni dei Tenacious D le sa eccome, non è venuta solamente per curiosità o per fare presenza.
Sul palco ci sono praticamente i Blues Brothers del Rock, in maglietta e pantaloncini uno, con i jeans l’altro, entrambi con più di qualche chilo di troppo. Una felpa arriva al volo dalle prime file: “E’ una medium? Vi sembriamo due medium? Qui ci sono solo XL. Doppia XL. Anzi, tripla XL”. Lanciate preservativi? “Ripeto. Qui ci sono solo XL”. Per la terna “Kyle quit the band”, “Dude (I totally miss you)” e “Friendship”, Gass se la prende con Black per un non ben precisato litigio, e lascia la band. I Tenacious si separano in diretta: “Questo è l’ultimo live dei Tenacious D”, a confermarcelo è un barbuto Jack Black sciolto in lacrime per la perdita dell’amico. Bastano però un paio di dichiarazioni d’amore a regola d’arte ed ecco che il duo si ricompone ancora più forte. Tanto forte da lanciarsi prima in un folle tributo al metal, “The metal”, e poi in tre dei pezzi più amati dal pubblico, “Wonderboy”, “Beelzeboss (The final showdown)” (accompagnata dalla classica “sfida” con il demonio chitarrista John Konesky nella parte di Dave Grohl) e “Tribute”.
Pubblico conquistato, serata pienamente riuscita. C’è però ancora spazio per un vero tributo, il medley “Pinball wizard / There’s a doctor / Listening to you” che paga pegno alla band che probabilmente più di tutte ha influenzato il duo di Los Angeles (e una “discreta” fetta della musica in generale). Sono le battute finali di un main set che si conclude con una tiratissima “Double team”, pezzo che da la possibilità a Black di fare gli onori di casa e presentare l’ottima backing band giusto prima del tripudio di coriandoli sparati a mo’ di eiaculazione dalla testa della fenice, strategicamente puntata verso le prime file della platea. Il trionfo prima dell’encore; un encore completamente acustico riservato al solo duo Black / Gass. Poche parole, tanti ringraziamenti, e due pezzi in scaletta, “Baby” ma soprattutto l’esilarante “Fuck her gently”, dedicata sia agli uomini, ma soprattutto alle donne presenti. Il set si chiude dopo un’ora e trentacinque minuti nella soddisfazione generale.
I Tenacious D non sono una band convenzionale, e questo porta con sé pro e contro. Se da una parte, infatti, il repertorio non garantisce quella presa che trasforma un live nell’esperienza musicale forse per eccellenza (i pezzi si assomigliano un po’ tutti, e, a lungo andare, la formula tende a mostrare vagamente la corda), dall’altra sono pochissimi i gruppi in grado di mettere in piedi un rock show divertente e insolito come questo. I Tenacious hanno personalità, sono sguaiati, meravigliosamente volgari ma senza mai andare sopra le righe, intrattengono, divertono e lo fanno suonando un gran bene (“Questa sera abbiamo roccheggiato più dei Metallica. Più degli Slayer e dei fottutissimi Pantera nel 1989… Ricordatevelo!”). I Tenacious D sono unici. E, come tutte le cose uniche, conviene tenerseli stretti.
(Marco Jeannin)
SETLIST
“Rize of the Fenix”
“Low hangin’ fruit”
“Señorita”
“Deth starr”
“Roadie”
“Throw down”
“To be the best”
“Jazz”
“Saxaboom”
“Kielbasa”
“Kickapoo”
“Dude (I totally miss you)”
“Kyle quit the band”
“Friendship”
“The metal”
“Wonderboy”
“Beelzeboss (The final showdown)”
“Tribute”
“Pinball wizard / There’s a doctor / Listening to you” (The Who medley)”
“Double Team”
Encore
“Baby”
“Fuck her gently”
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