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Michael Jackson, il talento del Re del Pop

Luglio 17th, 2012 in Libri, musica, personaggio by mike

Sono trascorsi ormai  tre anni dalla morte di Michael Jackson.

Il  25 giugno 2009 si spense la stella del Pop mondiale, l’autore del sound più innovativo dell’era contemporanea capace d’infuocare i palcoscenici più disparati con le sue canzoni “sempre attuali”.

Per rendere omaggio al suo talento,  è stato di recente pubblicato il volume Michael Jackson Re del Pop, di Carly Ross.

Con le sue
canzoni e il suo modo di ballare piace sia ai meno giovani che ai
giovanissimi.

Per meglio descrivere il Re
del Pop
riportiamo un estratto del libro
del giornalista americano Joseph
Vogel
, una vera autorità in materia.

Michael Jackson utilizzò la propria
musicalità intuitiva anche nello scrivere le canzoni. Malgrado non sapesse
leggere la musica
o suonare bene alcuno strumento, era in grado di rendere l’arrangiamento, il
ritmo, il tempo e la melodia di una canzone, compresi i vari strumenti, solo con
la voce.

Canticchia i vari pezzi. È capace di ricreare i suoni con la voce
come nessun altro. Non si limita a cantare le parole, ma riesce a farti capire
l’atmosfera di un pezzo di batteria e di sintetizzatore.

Spesso incideva
nuove canzoni fatte solo con voce con un registratore portatile prima di
arrivare in studio, altre volte invece chiamava un musicista o un produttore e
le dettava direttamente.

Una volta gettate le fondamenta di una canzone,
procedeva ad arricchirla, uno strato alla volta, in un processo che poteva
richiedere settimane ma anche anni.

Gli piaceva lasciare che la canzone si
mostrasse da sola col tempo. Se non era ancora il momento giusto, passava a
occuparsi di qualcos’altro per tornarci più tardi.

In studio, Michael
Jackson
aveva delle preferenze molto specifiche. Prima di cantare
chiedeva spesso una bevanda molto calda e caramelle per la gola per rilassare le
corde vocali. Di solito cantava con le luci spente, perché l’oscurità lo
aiutava a immergersi del tutto nella canzone,
senza nessun imbarazzo. Cantando, ballava o batteva i piedi, oppure schioccava
le dita. Tra una sessione e l’altra gli piaceva scarabocchiare su qualche pezzo
di carta o giocare con gli animali
che portava con sé, come lo scimpanzé Muscles o il pitone Muscles.

Michael Jackson, Re del Pop

Luglio 17th, 2012 in Libri, musica, personaggi by mike

Sono trascorsi ormai  tre anni dalla morte di Michael Jackson.

Il  25 giugno 2009 si spense la stella del Pop mondiale, l’autore del sound più innovativo dell’era contemporanea capace d’infuocare i palcoscenici più disparati con le sue canzoni “sempre attuali”.

Per rendere omaggio al suo talento,  è stato di recente pubblicato il volume Michael Jackson Re del Pop, di Carly Ross.

Con le sue
canzoni e il suo modo di ballare piace sia ai meno giovani che ai
giovanissimi.

Per meglio descrivere il Re
del Pop
riportiamo un estratto del libro
del giornalista americano Joseph
Vogel
, una vera autorità in materia.

Michael Jackson utilizzò la propria
musicalità intuitiva anche nello scrivere le canzoni. Malgrado non sapesse
leggere la musica
o suonare bene alcuno strumento, era in grado di rendere l’arrangiamento, il
ritmo, il tempo e la melodia di una canzone, compresi i vari strumenti, solo con
la voce.

Canticchia i vari pezzi. È capace di ricreare i suoni con la voce
come nessun altro. Non si limita a cantare le parole, ma riesce a farti capire
l’atmosfera di un pezzo di batteria e di sintetizzatore.

Spesso incideva
nuove canzoni fatte solo con voce con un registratore portatile prima di
arrivare in studio, altre volte invece chiamava un musicista o un produttore e
le dettava direttamente.

Una volta gettate le fondamenta di una canzone,
procedeva ad arricchirla, uno strato alla volta, in un processo che poteva
richiedere settimane ma anche anni.

Gli piaceva lasciare che la canzone si
mostrasse da sola col tempo. Se non era ancora il momento giusto, passava a
occuparsi di qualcos’altro per tornarci più tardi.

In studio, Michael
Jackson
aveva delle preferenze molto specifiche. Prima di cantare
chiedeva spesso una bevanda molto calda e caramelle per la gola per rilassare le
corde vocali. Di solito cantava con le luci spente, perché l’oscurità lo
aiutava a immergersi del tutto nella canzone,
senza nessun imbarazzo. Cantando, ballava o batteva i piedi, oppure schioccava
le dita. Tra una sessione e l’altra gli piaceva scarabocchiare su qualche pezzo
di carta o giocare con gli animali
che portava con sé, come lo scimpanzé Muscles o il pitone Muscles.

Michael Jackson re del pop, tributo da Beyoncè

Luglio 1st, 2012 in Libri, musica, personaggi by mike

In occasione del terzo anniversario della scomparsa del re del pop, la cantante e attrice texana Beyoncè gli ha dedicato un commovente tributo.

Sono già passati tre anni. Era la notte del 25 giugno 2009, quando si diffuse la notizia che il re del pop era scomparso per sempre. Per gli effetti di un potente anestetico prescritto e somministrato dal medico personale Conrad Murray, medico dichiarato colpevole di omicidio colposo e condannato a quattro anni di carcere, il cuore di Michael Jackson cessò di battere.

Beyoncé Knowles ha voluto ricordare Re Michael con una lettera pubblicata sul suo sito web, parole che vengono dal cuore di una diva che in ogni disco, videoclip o concerto dimostra di aver metabolizzato, più di tanti altri artisti, gli insegnamenti di Michael Jackson,  l’ultimo grande pioniere della musica moderna.

Anche Carly
Ross
, con la pubblicazione del  intitolato Michael
Jackson Re del pop
, ha voluto rendere un omaggio a Michael Jackson, il grandissimo
Re
del Pop
, che ancora oggi, con la sua musica, con la sua voce che nessun
altro ha rimane la pop star più amata da più di una generazione.

Con le sue
canzoni e il suo modo di ballare piace sia ai meno giovani che ai
giovanissimi.

Per meglio descrivere il Re
del Pop
riportiamo un estratto del libro
del giornalista americano Joseph
Vogel
, una vera autorità in materia.

Michael Jackson utilizzò la propria
musicalità intuitiva anche nello scrivere le canzoni. Malgrado non sapesse
leggere la musica
o suonare bene alcuno strumento, era in grado di rendere l’arrangiamento, il
ritmo, il tempo e la melodia di una canzone, compresi i vari strumenti, solo con
la voce.

Canticchia i vari pezzi. È capace di ricreare i suoni con la voce
come nessun altro. Non si limita a cantare le parole, ma riesce a farti capire
l’atmosfera di un pezzo di batteria e di sintetizzatore.

Spesso incideva
nuove canzoni fatte solo con voce con un registratore portatile prima di
arrivare in studio, altre volte invece chiamava un musicista o un produttore e
le dettava direttamente.

Una volta gettate le fondamenta di una canzone,
procedeva ad arricchirla, uno strato alla volta, in un processo che poteva
richiedere settimane ma anche anni.

Gli piaceva lasciare che la canzone si
mostrasse da sola col tempo. Se non era ancora il momento giusto, passava a
occuparsi di qualcos’altro per tornarci più tardi.

In studio, Michael
Jackson
aveva delle preferenze molto specifiche. Prima di cantare
chiedeva spesso una bevanda molto calda e caramelle per la gola per rilassare le
corde vocali.  Di solito cantava con le luci spente, perché l’oscurità
lo aiutava a immergersi del tutto nella canzone,
senza nessun imbarazzo. Cantando, ballava o batteva i piedi, oppure schioccava
le dita.  Tra una sessione e l’altra gli
piaceva scarabocchiare su qualche pezzo di carta o giocare con gli animali
che portava con sé, come lo scimpanzé Muscles o il pitone Muscles.

Michael Jackson, per ricordare il Re del Pop

Luglio 1st, 2012 in Libri, musica, personaggi by mike

Sono tre anni ormai dalla scomparsa di Michael Jackson.

Per ricordarlo, Carly Ross,  ha pubblicato un libro, intitolato Michael Jackson Re  del pop, un omaggio a Michael Jackson, il grandissimo Re del Pop, che ancora oggi, con la sua musica, con la sua voce che nessun altro ha rimane la pop star più amata da più di una generazione.

Con le sue canzoni e il suo modo di ballare piace sia ai meno giovani che ai giovanissimi.

Per meglio descrivere il Re del Pop riportiamo un estratto del libro del giornalista americano Joseph Vogel, una vera autorità in materia.

Michael Jackson utilizzò la propria musicalità intuitiva anche nello scrivere le canzoni. Malgrado non sapesse leggere la musica o suonare bene alcuno strumento, era in grado di rendere l’arrangiamento, il ritmo, il tempo e la melodia di una canzone, compresi i vari strumenti, solo con la voce.

Canticchia i vari pezzi. È capace di ricreare i suoni con la voce come nessun altro. Non si limita a cantare le parole, ma riesce a farti capire l’atmosfera di un pezzo di batteria e di sintetizzatore.

Spesso incideva  nuove canzoni fatte solo con voce con un registratore portatile prima di arrivare in studio, altre volte invece chiamava un musicista o un produttore e le dettava direttamente.

Una volta gettate le fondamenta di una canzone, procedeva ad arricchirla, uno strato alla volta, in un processo che poteva richiedere settimane ma anche anni.

Gli piaceva lasciare che la canzone si mostrasse da sola col tempo. Se non era ancora il momento giusto, passava a occuparsi di qualcos’altro per tornarci più tardi. Le persone che hanno lavorato con lui parlano di quanto fosse paziente, concentrato e sinceramente dedito al proprio lavoro.

In studio, Michael  Jackson aveva delle preferenze molto specifiche. Prima di cantare chiedeva spesso una bevanda molto calda e caramelle per la gola per rilassare le corde vocali. Gli piaceva che la musica fosse a volume altissimo, tanto che spesso i suoi collaboratori erano costretti a indossare i tappi per le orecchie o a lasciare la stanza. Di solito cantava con le luci spente,  perché l’oscurità lo aiutava a immergersi del tutto nella canzone, senza nessun imbarazzo. Cantando, ballava o batteva i piedi, oppure schioccava le dita. Se non aveva ancora scritto il testo, canticchiava dei versi o inventava delle parole a caso mentre procedeva. Tra una sessione e l’altra gli piaceva scarabocchiare su qualche pezzo di carta o giocare con gli animali che portava con sé, come lo scimpanzé Bubbles o il pitone Muscles.

Michael Jackson Re del pop, per ricordarlo

Luglio 1st, 2012 in Libri, musica, personaggio by mike

Sono tre anni ormai dalla scomparsa di Michael Jackson.

Per ricordarlo, Carly Ross,  ha pubblicato un libro, intitolato Michael Jackson Re  del pop, un omaggio a Michael Jackson, il grandissimo Re del Pop, che ancora oggi, con la sua musica, con la sua voce che nessun altro ha rimane la pop star più amata da più di una generazione.

Con le sue canzoni e il suo modo di ballare piace sia ai meno giovani che ai giovanissimi.

Per meglio descrivere il Re del Pop riportiamo un estratto del libro del giornalista americano Joseph Vogel, una vera autorità in materia.

Michael Jackson utilizzò la propria musicalità intuitiva anche nello scrivere le canzoni. Malgrado non sapesse leggere la musica o suonare bene alcuno strumento, era in grado di rendere l’arrangiamento, il ritmo, il tempo e la melodia di una canzone, compresi i vari strumenti, solo con la voce.

Canticchia i vari pezzi. È capace di ricreare i suoni con la voce come nessun altro. Non si limita a cantare le parole, ma riesce a farti capire l’atmosfera di un pezzo di batteria e di sintetizzatore.

Spesso incideva  nuove canzoni fatte solo con voce con un registratore portatile prima di arrivare in studio, altre volte invece chiamava un musicista o un produttore e le dettava direttamente.

Una volta gettate le fondamenta di una canzone, procedeva ad arricchirla, uno strato alla volta, in un processo che poteva richiedere settimane ma anche anni.

Gli piaceva lasciare che la canzone si mostrasse da sola col tempo. Se non era ancora il momento giusto, passava a occuparsi di qualcos’altro per tornarci più tardi. Le persone che hanno lavorato con lui parlano di quanto fosse paziente, concentrato e sinceramente dedito al proprio lavoro.

In studio, Michael  Jackson aveva delle preferenze molto specifiche. Prima di cantare chiedeva spesso una bevanda molto calda e caramelle per la gola per rilassare le corde vocali. Gli piaceva che la musica fosse a volume altissimo, tanto che spesso i suoi collaboratori erano costretti a indossare i tappi per le orecchie o a lasciare la stanza. Di solito cantava con le luci spente,  perché l’oscurità lo aiutava a immergersi del tutto nella canzone, senza nessun imbarazzo. Cantando, ballava o batteva i piedi, oppure schioccava le dita. Se non aveva ancora scritto il testo, canticchiava dei versi o inventava delle parole a caso mentre procedeva. Tra una sessione e l’altra gli piaceva scarabocchiare su qualche pezzo di carta o giocare con gli animali che portava con sé, come lo scimpanzé Bubbles o il pitone Muscles.

Michael Jackson, per ricordare il Re del Pop

Luglio 1st, 2012 in cultura, spettacolo, personaggio, musica, cinema by mike

Sono tre anni ormai dalla scomparsa di Michael Jackson.

Per ricordarlo, Carly Ross,  ha pubblicato un libro, intitolato Michael Jackson Re  del pop, un omaggio a Michael Jackson, il grandissimo Re del Pop, che ancora oggi, con la sua musica, con la sua voce che nessun altro ha rimane la pop star più amata da più di una generazione.

Con le sue canzoni e il suo modo di ballare piace sia ai meno giovani che ai giovanissimi.

Per meglio descrivere il Re del Pop riportiamo un estratto del libro del giornalista americano Joseph Vogel, una vera autorità in materia.

Michael Jackson utilizzò la propria musicalità intuitiva anche nello scrivere le canzoni. Malgrado non sapesse leggere la musica o suonare bene alcuno strumento, era in grado di rendere l’arrangiamento, il ritmo, il tempo e la melodia di una canzone, compresi i vari strumenti, solo con la voce.

Canticchia i vari pezzi. È capace di ricreare i suoni con la voce come nessun altro. Non si limita a cantare le parole, ma riesce a farti capire l’atmosfera di un pezzo di batteria e di sintetizzatore.

Spesso incideva  nuove canzoni fatte solo con voce con un registratore portatile prima di arrivare in studio, altre volte invece chiamava un musicista o un produttore e le dettava direttamente.

Una volta gettate le fondamenta di una canzone, procedeva ad arricchirla, uno strato alla volta, in un processo che poteva richiedere settimane ma anche anni.

Gli piaceva lasciare che la canzone si mostrasse da sola col tempo. Se non era ancora il momento giusto, passava a occuparsi di qualcos’altro per tornarci più tardi. Le persone che hanno lavorato con lui parlano di quanto fosse paziente, concentrato e sinceramente dedito al proprio lavoro.

In studio, Michael  Jackson aveva delle preferenze molto specifiche. Prima di cantare chiedeva spesso una bevanda molto calda e caramelle per la gola per rilassare le corde vocali. Gli piaceva che la musica fosse a volume altissimo, tanto che spesso i suoi collaboratori erano costretti a indossare i tappi per le orecchie o a lasciare la stanza. Di solito cantava con le luci spente,  perché l’oscurità lo aiutava a immergersi del tutto nella canzone, senza nessun imbarazzo. Cantando, ballava o batteva i piedi, oppure schioccava le dita. Se non aveva ancora scritto il testo, canticchiava dei versi o inventava delle parole a caso mentre procedeva. Tra una sessione e l’altra gli piaceva scarabocchiare su qualche pezzo di carta o giocare con gli animali che portava con sé, come lo scimpanzé Bubbles o il pitone Muscles.

Michael Jackson Re del Pop, per ricordarlo

Luglio 1st, 2012 in Libri, musica by mike

Sono tre anni ormai dalla scomparsa di Michael Jackson.

Per ricordarlo, Carly Ross,  ha pubblicato un libro, intitolato Michael Jackson Re  del pop, un omaggio a Michael Jackson, il grandissimo Re del Pop, che ancora oggi, con la sua musica, con la sua voce che nessun altro ha rimane la pop star più amata da più di una generazione.

Con le sue canzoni e il suo modo di ballare piace sia ai meno giovani che ai giovanissimi.

Per meglio descrivere il Re del Pop riportiamo un estratto del libro del giornalista americano Joseph Vogel, una vera autorità in materia.

Michael Jackson utilizzò la propria musicalità intuitiva anche nello scrivere le canzoni. Malgrado non sapesse leggere la musica o suonare bene alcuno strumento, era in grado di rendere l’arrangiamento, il ritmo, il tempo e la melodia di una canzone, compresi i vari strumenti, solo con la voce.

Canticchia i vari pezzi. È capace di ricreare i suoni con la voce come nessun altro. Non si limita a cantare le parole, ma riesce a farti capire l’atmosfera di un pezzo di batteria e di sintetizzatore.

Spesso incideva  nuove canzoni fatte solo con voce con un registratore portatile prima di arrivare in studio, altre volte invece chiamava un musicista o un produttore e le dettava direttamente.

Una volta gettate le fondamenta di una canzone, procedeva ad arricchirla, uno strato alla volta, in un processo che poteva richiedere settimane ma anche anni.

Gli piaceva lasciare che la canzone si mostrasse da sola col tempo. Se non era ancora il momento giusto, passava a occuparsi di qualcos’altro per tornarci più tardi. Le persone che hanno lavorato con lui parlano di quanto fosse paziente, concentrato e sinceramente dedito al proprio lavoro.

In studio, Michael  Jackson aveva delle preferenze molto specifiche. Prima di cantare chiedeva spesso una bevanda molto calda e caramelle per la gola per rilassare le corde vocali. Gli piaceva che la musica fosse a volume altissimo, tanto che spesso i suoi collaboratori erano costretti a indossare i tappi per le orecchie o a lasciare la stanza. Di solito cantava con le luci spente,  perché l’oscurità lo aiutava a immergersi del tutto nella canzone, senza nessun imbarazzo. Cantando, ballava o batteva i piedi, oppure schioccava le dita. Se non aveva ancora scritto il testo, canticchiava dei versi o inventava delle parole a caso mentre procedeva. Tra una sessione e l’altra gli piaceva scarabocchiare su qualche pezzo di carta o giocare con gli animali che portava con sé, come lo scimpanzé Bubbles o il pitone Muscles.

Music Reporters by Rockol
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