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“sPOSTati un po’ più In LA” – “Era de maggio”

Maggio 16th, 2013 in Reports by Carolina Piola

“Era de maggio” - S. Di Giacomo, M. Pasquale Costa (1855)

Da queste parti non si direbbe affatto, ma dovrebbe essere maggio.
Forse un po’ più giù, sulla caviglia dello stivale, nella terra che vide sbocciare la romantica storia d’amore narrata in questa splendida canzone, la bella stagione e il caldo hanno già iniziato a farsi vedere e soprattutto sentire.
Di sicuro all’epoca in cui Salvatore Di Giacomo, in quel lontano 1855, scrisse i suoi versi, maggio era sbocciato e con lui le rose che inebriavano l’aria e profumavano il giardino.
Ad accorgersi del talento del giovane Di Giacomo fu il direttore del “Corriere del Mattino”. Leggendo per caso alcuni versi scritti dal suo nuovo redattore capì subito che, con la giusta melodia, sarebbero potuti diventare canzoni di successo, quelle che il tempo non dimentica, ma tramanda e custodisce. Inizialmente si rivolse al musicista pugliese Luigi Caracciolo che rifiutò e quindi a Mario Costa. Iniziò così una lunga e fruttuosa collaborazione tra i due, dalla quale ne uscì un capolavoro come “Era de maggio”.
Nella prima parte Di Giacomo, oltreché redattore soprattutto poeta, drammaturgo e saggista, racconta dell’addio, avvenuto durante il mese di maggio, tra due amanti, i quali si ripromettono di ritrovarsi negli stessi luoghi, nello stesso mese, per rinnovare il loro amore; promessa che diviene realtà nella seconda parte della canzone in cui trova piena voce la gioia del nuovo incontro, quello definitivo.
Tra i grandi classici della canzone napoletana “Era de maggio”, racchiusa in una raccolta di 33 poesie per canzoni insieme ad altri brani di successo come “Marechiaro”, “Lariulà” e “A testa Aruta”, sposa nel tempo la voce di moltissimi interpreti: Tito Schipa, Luciano Tajoli, Massimo Ranieri, Mina, Renzo Arbore e l’Orchestra italiana, Teresa De Sio e poi ancora Pavarotti, Carreras e Bocelli, fino a Lucio Dalla, Franco Battiato e altri ancora, tutti a loro modo emozionanti, ma verrebbe da pensare soprattutto emozionati, nel tramandare una storia d’altri tempi, capace attraverso melodia e versi unici, di ricondurre a quella dolce e malinconica atmosfera di maggio, in qualsiasi mese o stagione la si ascolti.

Nota in più: non me ne vogliano tutti gli altri citati, ma la versione scelta è quella di Battiato, qui live in una trasmissione di Rai due, ma contenuta nell’album “Fleurs” del 1999. Semplicemente una questione di debole. Vi lascio anche il testo, con tanto di “traduzione”, per una lettura pre ascolto.

« Era de maggio e te cadéano ‘nzino,
a schiocche a schiocche, li ccerase rosse.
Fresca era ll’aria, e tutto lu ciardino
addurava de rose a ciento passe.
Era de maggio; io no, nun mme ne scordo,
na canzone cantávemo a doje voce.
Cchiù tiempo passa e cchiù mme n’allicordo,
fresca era ll’aria e la canzona doce.
E diceva: “Core, core!
core mio, luntano vaje,
tu mme lasse e io conto ll’ore…
chisà quanno turnarraje?”
Rispunnev’io: “Turnarraggio
quanno tornano li rrose.
si stu sciore torna a maggio,
pure a maggio io stóngo ccá.
Si stu sciore torna a maggio,
pure a maggio io stóngo ccá.”
E so’ turnato e mo, comm’a ‘na vota,
cantammo ‘nzieme lu mutivo antico;
passa lu tiempo e lu munno s’avota,
ma ‘ammore vero no, nun vota vico.
De te, bellezza mia, mme ‘nnammuraje,
si t’allicuorde, ‘nnanze a la funtana:
Ll’acqua llá dinto, nun se sécca maje,
e ferita d’ammore nun se sana.
Nun se sana: ca sanata,
si se fosse, gioia mia,
‘mmiez’a st’aria ‘mbarzamata,
a guardarte io nun starría !
E te dico: “Core, core!
core mio, turnato io so’.
Torna maggio e torna ‘ammore:
fa’ de me chello che vuo’!
Torna maggio e torna ‘ammore:
fa’ de me chello che vuo’” »

« Era di maggio e ti cadevano in grembo
a ciocche a ciocche le ciliege rosse
fresca era l’aria e tutto il giardino
profumava di rose a cento passi.
Era di maggio, e io no, non me ne scordo
cantavamo una canzone a due voci
più tempo passa e più me ne ricordo,
fresca era l’aria e la canzone dolce.
E diceva, “Cuore, cuore!
cuore mio lontano vai,
tu mi lasci e io conto le ore.
chi sa quando tornerai?”
Rispondevo io “Tornerò
quando tornano le rose.
Se questo fiore torna a maggio
pure a maggio io sarò qui
Se questo fiore torna a maggio
pure a maggio io sarò qui”
E son tornato, ed ora, come una volta,
cantiamo insieme il motivo antico;
passa il tempo e il mondo si volge
ma l’amore vero, no, non volta strada.
Di te, bellezza mia, m’innamorai
se ti ricordi, dinanzi alla fontana:
l’acqua, là dentro, non si secca mai,
e ferita d’amore non si sana
Non si sana: perché se sanata
si fosse, o gioia mia
in mezzo a quest’aria profumata
a guardarti non starei!
E ti dico: “Cuore, cuore,
cuore mio tornato sono…
torna maggio e torna l’amore:
fa’ di me quello che vuoi!
torna maggio e torna l’amore:
fa’ di me quello che vuoi” »

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“sPOSTati un po’ più In LA” – “Complesso del Primo maggio”

Maggio 1st, 2013 in Reports by Carolina Piola

“Complesso del Primo Maggio” – Elio e le Storie Tese (2013)
Il primo maggio c’è il concertone del primo maggio che genera complessi pieni di complessi che suonano al concertone del primo maggio.
Per questo non si lavora, per ascoltare le musiche balcaniche di Bregovic, introdotte da immancabili “invettive ai danni del capitalismo”, canticchiare le dolci melodie dei Linea 77, ballare a ritmo di folk dialettali firmati Van de Sfroos e attendere intrepidi la sera per assistere alle esibizioni dei pesci grossi-complessi di punta.
Solo per questo non si lavora…perchè il primo maggio c’è il concertone del primo maggio.
Dall’altra parte del palco, invece, si lavora eccome…Tutti si impegnano un sacco, ma se suoni a mezzogiorno ti lanciano le birre, alle tre sei un po’ sfigato e se arrivi ad ottenere il turno serale corri comunque il rischio che qualcuno dica:
“Ma questo chi Gazz’è?!?”
“Boh, non lo so…L’ho visto prima arrampicarsi con Marta sui Tubi per vedere meglio”
“Dimmi tu se io che sono venuta apposta dall’Africa Unite fino a qui per sentire i Negroamaro mi devo trovare davanti una Mou e un quartetto di Gnu…se lo sapevo restavo a casa e me li vedevo dal terrazzo”.
“Cosa vuoi che ti dica…porta pazienza..anche loro si devono far Notari, o forse lì ci pensa Rubino..boh..”
“Basta che non spuntino altri Ministri che abbiamo già abbastanza Circus così..altro che Zen”
“Ma sì dai, fuma un po’ che passa tutto”
“Bosso?!”
“Chi Fabrizio?!”
“Ma no..volevo dire, Bosso fare un tiro?!”
“Certo..tanto se stiamo male c’è il Banco del mutuo soccorso che ci raccatta”
“Allora consoliamoci che qui i Negramaro mi sa che si sono imBoostati”
“Sai che ti dico…io me ne vado in Motel Connection a fare un po’ di Bungt&Bangt..Buon proseguimento e se arrivano Sangiorgi&co dì loro di suonare a Massimo Volume così li sento anche io!”
BUON PRIMO MAGGIO…BUON CONCERTONE!
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Los Vivancos @Teatro Colosseo Torino 7/05/2010

Settembre 6th, 2010 in Reports by Valentina Defassi

Mettete in un calderone 7 fratelli spagnoli, tutti affascinanti e ballerini di flamenco,  sensualissimi, che sanno anche suonare un pò di strumenti…cosa può uscire fuori? Il progetto Los Vivancos propone uno spettacolo di flamenco rivisto in chiave moderna. Il pubblico femminile apprezzerà maggiormente! ;)

Ecco le foto dello spettacolo:

Los Vivancos @Teatro Colosseo Torino

Los Vivancos @Teatro Colosseo Torino

Los Vivancos @Teatro Colosseo Torino

Los Vivancos @Teatro Colosseo Torino

Los Vivancos @Teatro Colosseo Torino

Los Vivancos @Teatro Colosseo Torino

Music Reporters by Rockol
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