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Le canzoni sono serie

Aprile 12th, 2013 in Televisione Musicale by Gianni Sibilla

Da qualche anno, in questo periodo mi trovo a preparare delle lezioni sulla musica nelle serie TV per un corsetto che faccio alla IULM. Accumulo visioni e scene per tutto l’anno, poi le rivedo e le metto in ordine sul computer e creo delle playlist YouTube. E ogni anno (ri) scopro cose belle, per non dire fantastiche, per non dire fantasticamente trash.

Ma andiamo con ordine: ad uso e consiumo dei miei studenti: qua, su Slideshare, ci sono le slide del corso.

Ecco un po’ di playlist su YouTube (metto i link perché per qualche motivo questo blog non riesce ad embeddarle)

Qua ho raccolto un po’ delle sigle che abbiamo visto a lezione (da Mad Men a Happy Days, con tutto quello che c’è in mezzo, soprattutto le sigle della HBO, The Wire su tutti)

Qua ci sono scene di culto, riferimenti musicali, finali di stagione (Grey’s Anatomy, Californication, The O.C,, Chuck, Fringe, etc).

Qua ci sono le canzoni “diegetiche” (ovvero i cantanti che appaiono in scena nelle serie, da Roy Orbison ad Hazzard, ai Flaming Lips a Beverly Hills, ai R.E.M. a Boston Public).

Proprio in quest’ultima categoria segnalo una riscoperta notevole: i New Order ai Baywatch (forse i miei giovani studenti non capiranno tanto stupore, ma vedere una delle band con cui sei cresciuto sulla scena di uno dei telefilm più trash della storia… Ecco, un po’ di stupore lo genera).

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E poi la serie musicale dell’anno, quella riassume tutti gli usi possibili della musica in una serie: Nashville. Ne ho parlato diffusamente in questa recensione della colonna sonora. Qua embeddo due video, due delle performance più belle.

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E infine, il mio personalissimo premio al più bell’uso di una canzone in una serie, nell’ultimo anno: la scena di The Newsroom in cui arriva in redazione la notizia dell’attentato a Gabrielle Gidfords, con “Fix you” dei Coldplay.

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I’m not a fan of alternative music, but these guys rock! (La musica nelle serie TV, pt.2)

Aprile 18th, 2012 in Televisione Musicale by Gianni Sibilla

Cose belle che si scoprono preparando lezioni, in questo caso per un piccolo corso sull’uso della musica nella serie TV che ho appena terminato allo IULM. Una scena che ritratte una band insospettabile nel drama più popolare degli anni ‘90. Da lì si è capito che anche una band “indie” poteva funzionare in TV. Da lì è partito l’uso massiccio di band e musica alternative nelle serie.

Questa scena è del 1995 e una giovane “music supervisor”  suggerisce di far suonare i Flaming Lips in “Beverly hils 90210″, nella scena che racconta il “prom”, il ballo di fine anno: “She Don’t Use Jelly”.

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Fantastico il dialogo alla fine: “Hey, come sono questi Flaming Lips?” “Di certo non sono Michael Bolton” “Questo è sicuro”. E poi ancora “I’m not really a fan of alternative music, but these guys rock!”

(Michael Bolton?) (Michael Bolton!)

La music supervisor che ha portato i Flaming Lips in Beverely Hills 90210 è Alexanda Patsavas, che poi sarebbe diventata una delle responsabili dell’uso sistematico di band semi-sconosciute nelle serie, e di fatto una delle persone più potenti del music business. Il suo lavoro in The O.C., Grey’s Anatomy, Gossip Girl rimane un esempio, e ha permesso di far conoscere artisti fino ad allora ignorati.

Altra scoperta, scavando su YouTube per queste lezioni: da vecchio appassionato di rock, mi sono intenerito trovando questa scena di Hazard, con un imbarazzatissimo Roy Orbison, che canta “Pretty Woman” mentre la cugina Daisy gli agita le tette sotto il naso:

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L’anno scorso avevo fatto un po’ di playlist su YouTube, raccogliendo un po’ di spezzoni musical-seriali e divindole  per generi. Le ho aggiornate con un po’ di materiale fresco o recuperato di recente; eccole qua.

L’uso cinematografico della musica (“Lost”/Damien Rice,”Mr. Fantasy” dei Traffic,”Californication”) e alcuni memorabili finali di stagione (West Wing, Brothers & Sisters, Californication):

http://www.youtube.com/view_play_list?p=B88607F9EA70CB8E

Le scene di culto (con un occhio di rigurado a quelle curate da Alexandra Patsavas e della sua Chop Shop Music per The OC e Grey’s Anatomy)

http://www.youtube.com/view_play_list?p=0D2A5A40E6C81150

Le sigle: soprattutto quelle della HBO (il capolavoro “Boardwalk empire, “The wire”, con la stessa canzone in cinque cover diverse, “Games of Thrones”).

http://www.youtube.com/view_play_list?p=90D97BBA2E203367

Glee e i suo  figliocci, soprattutto il  The MusicEvent di Grey’s Anatomy, senza dimenticare la bellissima traduzione italiana di cui ho parlato qualche tempo fa.

http://www.youtube.com/view_play_list?p=90FCA2FDD1538547

Veoh e Megavideo: due alternative alla “vecchia” tv estiva (e non solo)

Giugno 15th, 2009 in Video by Mademoiselle Depeche

Se fino a pochi giorni fa era un’impresa ardua trovare qualcosa di interessante da guardare in tv, da una settimana a questa parte la situazione è decisamente peggiorata… Al momento sono sintonizzata sulla rete ammiraglia della Rai a guardare l’ennesima replica della Signora in Giallo e, per quanto io mi consideri un’appassionata del genere e della serie in particolare, devo dire che è dura rivedere la puntata odierna per la cinquecentesima volta. A fare zapping sugli altri canali va peggio: vecchia serie delle desperate housewives, di distretto di polizia, fino a pochi minuti fa di baywatch… insomma, niente male per chi vuole ricordare i bei tempi andati.

Ecco perché in vista dell’estate la maggior parte delle riviste di nuove tecnologie, e non solo, si stanno scatenando nel proporre miriadi di opzioni per ovviare al problema dell’invecchiamento della pelle che la tv soffre in questo particolare periodo dell’anno. Ovvio che oramai, come ho evidenziato più volte in questo blog, il popolo del 2009 è decisamente abile nel trovare i video di interesse sul web, ma le nuove ricerche ci mettono a disposizione gli strumenti per scaricare i video e collegare il nostro pc alla tv di casa, per guardare i video in remoto e divertirsi anche senza essere connessi ad internet.

E’ questa la nuova frontiera: trovare video , sempre più spesso inediti, scaricarli, cercando anche di farlo legalmente per non incappare nella gravosa questione dei diritti, invitare a cena tanti amici e guardare il materiale ottenuto dal web sul mega plasma di casa. Le Web Tv che attualmente sono sfruttabili per questa operazione sono Veoh e Megavideo. Circolano da un pò i trucchetti per eliminare la “scocciatura” di dover disporre di un account premium da 9,99 euro al mese per scaricare o guardare i video di Megavideo e il problema del limite dei 72 minuti di visione. Nel caso di Veoh, invece,  le condizioni sono ancora più semplici: basta guardare attentamente sul fondo della home page del portale per individuare i due programmini che, una volta scaricati e installati, permettono di ricercare nel catalogo e scaricare i file tramite e-mule (sia per Megavideo sia per Veoh guardare nella sezione download :) .

Insomma, le alternative alla “vecchia” tv estiva sembra proprio che non manchino!

Internet e la musica

Maggio 26th, 2009 in Video, musica by Mademoiselle Depeche

Vi ricordate quando all’inizio del mese parlavamo di Hulu, web tv statunitense di fruzione gratuita di film e serie tv, e della sua avanzata nel mondo del video su internet? (E se il futuro fosse Hulu e Il futuro sembra già Hulu) Vi ricordate che aspettavamo degli aggiornamenti sul tema, soprattutto considerando i contatti dei suoi fondatori con il mondo della musica?

Ecco la freschissima notizia di ieri che annuncia l’apertura del portale alla musica con l’imminente diretta e le conseguenti repliche di un concerto della Dave Matthews Band. Il tutto sarà accompagnato da contenuti aggiuntivi che saranno trasmessi su Hulu negli stessi giorni, come il making of del nuovo album del gruppo “Big whiskey and the GrooGruxKing”, videoclip vari ed esibizioni televisive della band.

Le battaglie sul web continuano quindi ad essere combattute a suon di musica. E’ lei il contenuto di intrattenimento più appetibile per i portali video: la musica trascina le masse, tante e diverse a seconda della miriade di generi e stili diversi formatisi nel corso dei secoli. Sfruttando la musica, si è sicuri di coinvolgere un certo numero di persone. Sono in pochissimi ormai a non ascoltare alcun tipo di musica. E la maggior parte dei suoi consumatori, quando vuole evadere dalla realtà , rilassarsi o semplicemente fare altro rispetto alla solita routine, usa la musica.

Ma siamo sicuri che il web sia il posto giusto per questa antica arte? Non sarà che tutte le vicessitudini di cui è stata ed è ancora oggetto sono invece sotterranea manifestazione della violenza che le stiamo usando, relegandola a costruzioni e ascolti compressi, di pochi attimi, invece della calma necessaria per comporre una nuova opera che si possa chiamare tale e di un ascolto diretto?

Se da un lato la tecnologia digitale sembra imitare la tradizione orale, dall’altro la trasfigura (…)

(…) i più grandi esperimenti di musica collettiva su Internet si sono rivelati clamorosi fallimenti, esempi di caos scarsamente innovativo e poco eccitante. Altro che rituali pubblici: la rete mondiale incoraggia piuttosto un rituale privato di tipo nevrotico e maniacale.

Quando Internet arriverà a offrire musica vera anziché chiacchere sulla musica come ora, temo saranno in gran parte briciole, byte di suono, schegge di musica invece che brani completi.

La formattazione digitale sembrava offrire alla musica più spazio per dilatarsi. Ma in questa algida forma astratta la musica è inaspettatamente fragile.

Evan Eisenberg, L’angelo con il fonografo.

Web o Tv… voi che ne pensate?

Maggio 21st, 2009 in Video by Mademoiselle Depeche

Durante le lezioni del corso di inglese, la mia prof si diverte a tirare fuori gli argomenti più disparati pur di farci parlare… con una pronuncia non proprio per tutti perfetta purtroppo… L’ultima lezione è stata molto interessante perché abbiamo espresso le nostre opinioni sul futuro della tv e sulla competizione con il web, il quale sembra vincere nell’immediato futuro.

Eravamo partiti dal discutere sui nostri gusti televisivi, per poi passare ad una trasmissione in particolare giungendo alla domanda su come si possano rivedere delle puntate, ecc… E qui ci siamo scatenati, cercando di far capire alla prof, che non mastica molto bene il linguaggio del web, tutte le possibilità che internet, i siti delle tv e portali specializzati offrono per venire incontro a questo tipo di richieste… devo dire la verità, abbiamo usato sì un vocabolario esiguo, ma spiegare in inglese cosa voglia dire streaming a qualcuno che sente per la prima volta questo vocabolo non è affatto facile…

Siamo poi passati all’argomento clou di tutta la discussione: ma il web soppianterà la tv, come molte notizie degli ultimi tempi annunciano? Le opinioni della classe erano molto diverse, sia perché c’è una grande varietà generazionale, sia perché alcuni non amano la tv, altri la guardano per parecchie ore al giorno, altri alternano pc e tv per guardare video, ecc…

C’è da dire che il web offre molti vantaggi, soprattutto in questo periodo dell’anno: andiamo verso l’estate e i programmi televisivi del giorno fanno davvero piangere. Alterniamo programmi di approfondimento, a volte anche interessanti se non fosse per la continua presenza di personaggi presunti “famosi”, come gli ultimi concorrenti del Grande Fratello, alle serie preistoriche di Baywatch, Distretto di Polizia, Relic Hunter. Vogliamo paragonare un bel videoclip musicale (sì scusate sono proprio fissata…), oppure un bel documentario da scegliere in autonomia su un portale web? Senza contare che la pubblicità è veramente esigua su internet, parliamo di brevi roll di al massimo 30 secondi, non dei tre interminabili minuti televisivi. Oppure pensiamo ad un bel film o alla nostra serie tv preferita o, come dicevo, alla puntata del nostro programma preferito che la sera prima non abbiamo potuto guardare.

Soprattutto in questo momento, poi, e nell’immediato futuro, la tv sarebbe davvero da boicottare. Ci stanno praticamente costringendo a comprare il decoder per il digitale terrestre, oppure a gettare il nostro tanto amato vecchio apparecchio televisivo.

C’è da dire però che, anche se tutte le apparecchiature elettroniche saranno in breve in grado di connettersi a internet, dovremmo avere sempre una banda disponibile, il tempo di cercare sui motori di ricerca e sui portali adatti quello che ci interessa, sperare che la fruizione sia scorrevole, che la batteria del nostro apparecchio non si scarichi, che non ci sia da pagare per guardare il contenuto nella sua interezza, e così via.

Personalmente mi capita di accendere la tv e di non fare neanche caso al canale impostato e a quello che sta trasmettendo in quel momento, perché spesso la uso come sottofondo nel frattempo che sto facendo qualcos’altro, come scrivere questo articolo per esempio, oppure mentre preparo da mangiare, mentre leggo la mail, sfoglio una rivista, faccio una maschera al viso, rammendo la biancheria, faccio le pulizie… Se dovessi fare tutte queste cose anche con un contenuto scelto su internet mi dispiacerebbe non guardarlo interamente e sinceramente non credo che lo farei visto che ho impiegato un pò di tempo per aprire il mio pc e cercare un contenuto che evidentemente mi interessa proprio tanto.

Insomma, come non siamo arrivati a nessuna conclusione su chi la spunterà tra tv e video sul web durante la lezione di inglese, non ci arrivo neanche adesso. Web o Tv… voi che ne pensate?

Il futuro sembra già HULU

Maggio 6th, 2009 in Video by Mademoiselle Depeche

Nel mio ultimo post parlavo dell’avanzata di Hulu, web tv statunitense specializzata nella fruizione gratuita e ad alta qualità di film e serie tv tra i più quotati. Della scorsa settimana la notizia del crescente attacco di questa nuova realtà ai più influenti portali video esistenti in rete attraverso dei contatti sempre più insistenti con le quattro major discografiche per riuscire a portare sulla propria piattaforma uno dei contenuti di entertainment più ricercati e visti dai navigatori assidui, la musica.

Di ieri la notizia secondo la quale il gruppo Disney starebbe rilevando il 30% delle quote azionarie del gruppo Hulu in cambio della fornitura di intere stagioni dei più fortunati show televisivi e serie tv. Hulu, quindi, si muove verso la ricerca e l’acquisizione, attraverso varie partnership commerciali, di contenuti molto alti, non solo a livello di qualità. Se Hulu riuscisse nei suoi intenti, sbareglierebbe in poco tempo la concorrenza. Facciamo qualche considerazione:

- si sottolinea sempre più come la fruizione degli ugc stia calando vertiginosamente a favore di contenuti video professionali – Hulu si sta specializzando proprio in questi ultimi

- Hulu offre, per ora solo negli Usa, ma ben presto anche in Europa, molti dei film e delle serie tv più amate dal mondo occidentale, imponendo velocemente la propria presenza sulla scena internazionale, nonostante la circoscrizione territoriale

- Hulu parla con le major discografiche, in vista di un forte attacco nei confronti non solo di Youtube ma anche del futuro canale Vevo, che conterrà tantissimi videoclip ufficiali degli artisti, che Google e Universal stanno cercando di mettere in piedi

- Hulu vende una sua parte azionaria per acquisire i contenuti della Disney, allargando i suoi obiettivi in vista di un forte arricchimento della tv in termini di contenuti professionali, conosciuti dagli utenti e soprattutto amati, in modo da alimentarne la richiesta, da agevolarne la visione su un unico portale che li contenga tutti e da penetrare così nella quotidianeità degli utenti, i quali non avranno alcuna ragione nel non digitare www.hulu.com per guardare i propri serial preferiti.

Il futuro sembra già Hulu. Attendiamo aggiornamenti su questa avventura.

E se il futuro fosse HULU?

Maggio 4th, 2009 in Video by Mademoiselle Depeche

Volete vedere GRATUITAMENTE tutte le puntate delle vostre serie tv preferite o un intero film? HULU, web tv statunitense, permette di fare tutto questo ad una qualità audio/video molto alta. Purtroppo solo il fortunato popolo degli States, per il momento, può sollazzarsi guardando interi episodi di The Simpsons, Family Guy, Bones, Dr. House, The Office e così via… Ma potete scommettere tutto quello che volete che ben presto arriverà anche in Italia.

Secondo un recente studio sulla crescita dell’advertising pubblicitario nella fruizione di video gratuiti sul web e sull’aumento nella fruzione di video professionali a discapito degli user generated content, Hulu sta attaccando velocemente i maggiori portali di video online degli Usa, raggiungendo il terzo posto in una classifica che vede nelle prime due posizioni i siti di Google e Fox Interactive Media, mentre solo al quarto e al quinto posto troviamo Yahoo! e i siti della Microsoft.

Ma in Italia sappiamo bene come muoverci per aggirare ostacoli alle nostre attività preferite: i più smanettoni, infatti, hanno trovato il modo di vedere Hulu anche da noi, semplicemente utilizzando un servizio VPN gratuito (qui tutte le istruzioni).

Non andremo più da blockbuster ad affittare film e serie tv? Smetteremo anche di scaricare illegalmente file video dal web? Forse siamo ancora un pò lontani da questo, soprattutto perché anche se il servizio dovesse funzionare correttamente e anche se dovesse arrivare legalmente in Italia, tutti i contenuti sarebbero in lingua… Alcuni di noi li vedrebbero probabilmente volentieri, ma la maggior parte di noi è un pò pigra… vorrebbe dei sottotitoli almeno, dato che sarebbe troppo chiedere l’intero doppiaggio, pratica che, oltretutto, esiste da noi e in pochi altri paesi del mondo.

Tempo fa però parlavamo dell’intenzione del mercato del video online di utilizzare realmente i sottotitoli… ricordate (vedi post)? Forse Hulu ci ha già pensato e sta lavorando per questo e ben presto avremo un portale di fruizione video gratuita e ad alta qualità, che ci permetterà di allenare il nostro inglese o americano con film e serie tv tra le più quotate, di poter avere i sottotitoli, magari anche nella nostra lingua potendo scegliere, comodamente seduti a casa nostra o nei momenti in cui, in ufficio, proprio non abbiamo voglia di lavorare (o come dicevo tempo fa a proposito dell’argomento,  durante una estenuante riunione in cui noi non siamo i protagonisti principali).

Sarebbe un sogno per noi e un incubo per la concorrenza… Ma se il futuro del video gratis sul web fosse davvero Hulu?

muzu.tv: la sfida a suon di musica continua

Aprile 24th, 2009 in Video by Mademoiselle Depeche

La sfida a Youtube non si arresta. Soprattutto si combatte a suon di musica.

Muzu.tv, web tv e community irlandese, è completamente dedicata ai video musicali. Gli utenti possono guardare numerosi contenuti, commentarli, ovviamente registrarsi e comunicare, ma più importante creare proprie playlist e canali video che, a seconda dei voti degli utenti, potranno comparire direttamente in Home Page.

Da pochi giorni, Universal ha siglato un accordo con muzu.tv per mettere a disposizione sulla piattaforma i propri video musicali (vedi news) (da sottolineare come Universal si stia muovendo parecchio: risale infatti a die settimane fa l’accordo con Google per il futuro lancio di Vevo (vedi news e mio post).

Poiché incentrato esclusivamente sulla musica, l’obiettivo di wuzu.tv è quello di coinvolgere il più presto possibile tutti i partner musicali, grandi e piccoli. Attualmente, infatti, la piattaforma, ancora in versione beta, può contare su un numero decisamente esiguo di contenuti musicali e su una scarsa presenza di videoclip ufficiali degli artisti più conosciuti. Ha però già siglato accordi con Emi e Sony, e con le indipendenti Ministry of Sound and Cooking Vinyl: dobbiamo quindi aspettare solo il tempo materiale di caricamento per vedere cosa potrà accadere e se il portale riuscirà nei prossimi mesi a dare qualche gatta da pelare alla concorrenza (soprattutto se pensiamo ai conti in rosso di Youtube).

L”idea è decisamente da premiare. E ovviamente il business che tiene in vita il portale è l’advertising, con un punto di forza per gli irlandesi, cioé la disponibilità a pagare da subito le royalties a chi di dovere.

Probabilmente discografiche e indipendenti non si faranno scappare la possibilità di ottenere subito dei compensi per diffondere maggiormente il popolarissimo e ricercatissimo video musicale, cibo che oggi tutti fagocitiamo giornalmente e voracemente.

Il mondo della musica ieri, il mondo della musica oggi (riflessione di un lunedì)

Aprile 20th, 2009 in Video, musica by Mademoiselle Depeche

Per promuovere gli artisti, l’industria musicale ha da tempo valicato i confini tradizionali. Cd e dvd soffrono di una crisi sempre crescente probabilmente anche a causa della moltiplicazione degli strumenti che oggi permettono l’ascolto e la visione della musica. Tv, radio, web in molteplici forme: la rete infatti, soprattutto, offre il mix ideale di musica, video ufficiali dei brani in promozione, video che riprendono gli artisti nei momenti della registrazione dell’ultimo lavoro diffusi dalla loro stessa casa discografica, immagini e foto anche professionali, per non parlare delle milioni di notizie battute ogni giorno dalle agenzie e spesso accompagnate da altrettanti video e immagini. Inoltre esistono centinaia di registrazioni live fatte dagli utenti e sempre più spesso numerosi concerti messi a disposizione su portali da content provider professionali.

Il boom della discografia risale agli anni ‘50, quando la crescita economica dell’occidente e la conseguente liberazione di certi comportamenti sociali portarono ad un aumento dell’attenzione verso la musica come espressione artistica ma anche politica ed idealistica. Gli strumenti per la diffusione della musica però erano ben pochi. La tv nasceva da poco e la musica non era certamente il primo contenuto da diffondere nelle case degli spettatori. La radio era l’unico strumento per la sua circolazione ufficiale. Ma, se un ascoltatore voleva risentire un pezzo non poteva far altro che ascquistare l’lp, a meno di chiamare ogni giorno in radio per risentirlo. Anche i jukebox si servivano dei 33 o dei 45 giri. L’acquisto di beni fisici era quindi l’unico modo per poter essere vicini alla propria musica preferita, possederla e riascoltarla a dismisura. I live ci sono sempre stati, ma erano comunque delle occasioni particolari, non presenti in tutti i periodi dell’anno e non per tutti gli artisti inizialmente, a meno di non essere stramaleddatamente bravi, con un discreto seguito e supportati da un team organizzato e con le giuste conoscenze. E comunque anche oggi gli spettacoli dal vivo, seppur molto più numerosi e facili da avvicinare, rimangono delle esperienze uniche, che soffrono della fugacità del momento.

Oggi tutti hanno a disposizione tutto. I costi per la realizzazione di un brano, per la sua diffusione e promozione non sono più paragonabili a quelli degli esordi e il web dà una gigantesca mano, permettendo, come purtroppo ben sappiamo, anche il download gratuito.

Siamo tanto abituati ad avere tutto facilmente a disposizione, che un cambio di direzione, auspicato dagli stessi addetti ai lavori, risulta per ascoltatori, utenti del web o semplici acquirenti un tradimento. Creiamo il modo per scambiare e scaricare file gratuitamente, ma poi denunciamo perché l’operazione è illegale. Mettiamo a disposizione interi album, con anche contenuti speciali e poi ci lamentiamo della diminuzione dell’acquisto di cd e dvd. Produciamo tutto e tutti e allo stesso tempo tacciamo la musica attuale di essere vuota, ripetitiva e senza uno straccio di originalità.

Il futuro della musica non può arrestarsi ma probabilmente va ripensato con maggiore attenzione.

Toc, toc, toc… chi è? Sono il Pooooop-Uuuuuuup!

Aprile 3rd, 2009 in Video by Mademoiselle Depeche

Non è una novità: nell’era digitale, ormai ci sentiamo perduti se restiamo troppo tempo senza poterci connettere alla rete. Tutti, dall’America ai lontani Giappone e Australia, abbiamo bisogno di Internet. A fare che? Ecco qualche esempio:

- essere aggiornati sulle ultime notizie – ieri pomeriggio ad esempio ho letto subito la notizia della strigliata della regina al nostro presidente del consiglio durante il G20(anche se potevo sospettarlo visto che senza gaffe si sente un uomo come tutti gli altri…)
- comunicare con i nostri amici – programmi per la serata e per il weekend, scambi di informazioni e commenti vari, ma anche racconti di vita con vecchi compagni di scuola o semplici saluti in stile “ciao, come stai? che cavolo hai combinato di bello in tutti questi anni?” e così via
- guardare video – ah, ecco la mia attività preferita: video musicali a parte, per i quali avrete capito che ho una predilezione particolare, anche serie tv, puntate perse di qualche talent show televisivo, video divertenti, piccanti e, per i più appassionati, documentari di varia natura, viaggi, senza dimenticare la divertentissima attività di caricare sul web video realizzati da noi stessi
- guardare la tv – visto che durante il giorno siamo fuori casa, ogni tanto facciamo una capatina sulla prova del cuoco ad esempio, per farci venire un’idea per la cena con gli amici (anche se alcune ricette sono proprio improponibili)
- blog… ecco appunto – i nostri diari online, sia professionali sia super personali, per discutere, comunicare, sentirsi vicini e ascoltati, o meglio letti
- fare acquisti online – sono sempre di più le persone che comprano su internet, per mancanza di tempo o perché due o tre click sulla tastiera sono più semplici e più comodi del trovare il tempo per andare in giro e mettere fisicamente mano al portafoglio (le mie colleghe ed io ultimamente abbiamo sostenuto letteralmente un sito di abbigliamento e accessori vari con le nostre finanze…)
Le attività che gli utenti di tutto il mondo svolgono su Internet sono innumerevoli, queste forse sono solo le principali. Spagnoli, Francesi, Italiani, Inglesi, Tedeschi, Americani, dichiarano che navigare su Internet ha dato loro la possibilità di scoprire anche nuovi interessi e passioni.
Eppure, c’è un popolo che è un pò spaventato… I Giapponesi considerano Internet “scary” – letteralmente vuol dire proprio spaventoso… Queste le attività da cui sono spaventati:
- il 43,5 % dichiara che a spaventare sono gli innumerevoli pop-up che si aprono quando si tenta di accedere ad un sito (…!!!???)
- il 33,2% quando contrae un virus sul proprio pc (questo è effettivamente legittimo – la settimana scorsa anche io mi sono spaventata da morire quando il “cavallo di troia” ha infestato il mio povero pc)
- il 25,9% quando riceve un conto per qualcosa che non ricorda di aver comprato… ecco, dicevo io che è troppo facile fare acquisti online oggigiorno!!! poi non ti ricordi più la quantità di roba che hai comprato!!!
- il 19,4% quando trapelano informazioni personali – giusto, anche se in molti casi siamo noi stessi a metterle online
- il 13,4% quando si guarda un video spaventoso – ho un problema: non lo scegliamo noi in genere il video da guardare? anche con i film funziona così, se sai di avere il cuore debole non guardi un film horror… comunque, diciamo che può capitare di pensare di guardare una roba e poi viene fuori tutt’altro.
Altre percentuali minori parlano della paura di entrare in una discussione o della possibilità che alcune relazioni personali della vita reale vengano minate da questioni avviatesi sul web, come può capitare con i social network ad esempio – se le mie amiche pubblicano una mia foto in bikini, magari il mio fidanzato non sarà proprio contento della pubblicità gratuita verso centinaia di presunti amici…
Vorrei soffermarmi sulla prima percentuale, però, che è anche quella più cospicua: il 43,5% dei giapponesi è spaventato dai pop-up… in che senso??? hanno paura che saltino loro addosso? che propongano degli acquisti o delle informazioni oscene? magari in Giappone fanno vedere la faccia di qualche politico occidentale come minaccia?
Come facciamo ora che l’advertising sta diventando protagonista?
Toc, toc, toc… chi è? Sono il Pooooop-Uuuuuuup!
Se volete leggere la ricerca completa ecco il link.

Music Reporters by Rockol
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