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Buona la prima, anzi la quinta: il ritorno di X Factor

Novembre 18th, 2011 in Televisione Musicale by Gianni Sibilla

Tanto tuonò che piovve, e alla fine X Factor è tornato.

Dopo una lunga, lunghissima anticipazione durata 4 prime serate dedicate ai provini, ieri sera c’è stata la prima vera puntata della di XF5, su Sky Uno. Com’è andata? Bene, grazie.

Dopo il disastro di Star Academy, tornare a vedere X Factor è come respirare una boccata d’aria fresca. Anche se in realtà questa nuova edizione, la prima sul satellite dopo l’abbandono del format da parte della RAI, non differisce granché dalle precedenti. C’è uno studio grande, anzi enorme. C’è l’HD, per chi ce l’ha: che rende tutto più pulito, ma anche più gelido, con quelle immagini così precise e perfette. C’è un nuovo conduttore, Alessandro Cattelan, cresciuto alla scuola di MTV e poi della Ventura a “Quelli che il calcio”: però è parso molto rigido, forse un po’ bloccato dall’emozione. C’è sicuramente uno sforzo produttivo imponente, che avevamo notato anche nelle diverse conferenze stampa di presentazione.

Ma da queste parti non si fa critica televisiva, quella la lasciamo a chi la fa di mestiere. A Rockol ci si occupa di musica, quindi proviamo a ragionare un po’ su quel versante.

E la prima cosa da dire, che spicca ancora di più in confronto rispetto a Star Academy, è che il livello dei 12 concorrenti è alto, altissimo. Tralasciate il fatto che è stata eliminata una delle cantanti più brave, Rahma (la sosia di Taffy, chi se la ricorda?) a scapito de Le 5, uno dei due o tre nomi che non hanno convinto granché assieme ai Moderni e a Valerio. Lasciate perdere che si continua ad insistere sui gruppi vocali, fardello che ci si tira dietro dalla versione inglese del format: genere che da noi non ha né passato né futuro. Per il resto si è vista una manciata di cantanti molto bravi, di cui una bravissima, Antonella Lo Coco, gran voce e gran personalità esibita su un pezzo anche rischioso perché certamente non popolarissimo (“What else is there?” dei Royksopp).

Però, condivido quello che diceva su Twitter il mio critico televisivo di riferimento, Daniela Cardini: le esibizioni sono sembrate molto, molto brevi, a scapito di chiacchiere molto, molto lunghe della giuria. Certo, c’era l’esigenza tutta televisiva di (ri)costruire la chimica tra i giudici… Il problema (televisivo e musicale) è che c’è stato pochissimo spazio per il racconto dei cantanti, per far capire chi sono, anche e soprattutto attraverso l’esibizione della loro emotività.

E poi, i giudici: bentornato Morgan, come sempre bravo a condensare nei tempi televisivi spiegazioni musicali anche complesse. Brava Arisa, che se l’è cavata bene all’esordio. La Ventura è la Ventura. Ed Eio è Elio.

Personalmente, mi piacerebbe vedere un talent show in cui si cerca davvero l’eccellenza della musica e in cui i giudici siano cattivi quanto quelli di MasterChef, che bastonano i concorrenti se sbagliano anche minimamente la dose di un ingrediente. Hanno ragione, i fondamentali non si possono ignorare, in cucina come in musica. Ma, mi faceva notare un collega, questa logica è forse poco applicabile a X Factor, dove i giudici sono in concorrenza tra di loro e quindi un po’ devono blandirsi e un po’ devono blandire i concorrenti. Ci sono stati momenti in cui si vedevano i giudici dare giudizi musicali troppo buoni, in cui loro stessi non credevano. E’ già successo nelle passate edizioni e succederà in futuro. Tant’è.

Poi, mi sono ricreduto sui Kasabian: li ho sempre visti come un gruppo arrogantello inglese, un po’ sopravvalutato dall’hype dei giornali inglesi. Era un mio pregiudizio, basato anche sul fatto che i dischi precedenti non mi avevano convinto granché. Non sono tutto questo,  lo dimostra il successo che sta avendo “Velociraptor”. Però da lì a vederli come ospiti principali in una trasmissione che ha visto passare Katy Perry, Mariah Carey…. Invece ha avuto ragione chi ha deciso di portarli: la canzone funzionava anche in quel contesto, un buon passaggio, parzialmente rovinato dalla regia simil-videoclip (un brutto vezzo nostrano). E vabbé che erano in playback, ma ogni tanto è meglio un buon playback che un brutto live (avete visti Lou Reed e i Metallica da Fabio Fazio?).

Insomma, tutto sommato buona la prima. Commenti sui social network – per quello che possono valere, anche se Twitter in questi casi è un buon gruppo d’ascolto – largamente positivi. Bocciato invece l’Extra Factor, che vorrebbe essere per XF5 quello che il Dopo Festival è stato in diverse occasioni per Sanremo. Invece è sembrato un po’ raffazzonato, soprattutto all’inizio, con i due conduttori che vagavano in studio mentre praticamente non era ancora finito il programma principale. Meglio quando sono entrati Rocco Tanica & Co, e si è iniziato a fare un po’ di talk show anche, sulla musica.

Update: i dati Auditel rilevano una media di circa 750.000 spettatori, con un picco di 808.000.

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Corso di dizione per aspiranti cantanti

Ottobre 5th, 2010 in Nuova musica, Televisione Musicale by Gianni Sibilla

Un disco così dovrebbero farlo studiare a quelli di X-Factor e Amici. Questo ho pensato quando ho ascoltato il nuovo lavoro di Stan Ridgway, “Neon mirage”.

Figuriamoci se sanno chi è, questo signore che faceva cover di Johnny Cash con i Wall Of Vodoo, quando il Man In Black era uno sfigato che non si cagava nessuno; Ridgway è uno che da solista racconta storia in musica fondendo generi musicali e letterari come pochi, dal noir alla canzone d’autore.

I cantanti di X-Factor sono ignoranti musicalmente: in una delle puntate scorse  – ho sentito il seguente scambio: “Dovete cantare una canzone di Carole King” “Chi, carotina?”. Sono uno spettatore tutt’altro che snob di questo genere di programmi, ma potete immaginare cosa mi è passato per la testa in quel momento.

Comunque il motivo per cui si dovrebbero studiare questo disco  è la dizione perfetta, cristallina di Stan Ridgway, il modo in cui porge le parole, degno dei grandi come Sinatra, o Ella Fitzgerald. Credo che il modo in cui questi due pronunciavano quel “Terrificly” in “I got a kick out of you” sia uno dei punti più alti della musica del 20° secolo.

Poi, certo, c’è gente che sulle parole rese incomprensibili ci ha costruito una carriera (Michael Stipe, anyone?). Però la dizione nelle canzoni è un’arte da riscoprire e studiare.

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Marco Mengoni live @ Palaolimpico Torino 21/05/2010

Settembre 6th, 2010 in Reports by Valentina Defassi

Il vincitore di X-Factor piace soprattutto alle giovanissime, infatti l’età media delle spettatrici (di ragazzi se ne son visti pochi) sarà stato sui 18 anni, media che si abbassava ulteriormente tra le prime file, popolate solo di 15-16enni scatenatissime, in attesa dal mattino pur diconquistarsi quel posto privilegiato.

Musicalmente Mengoni se la cava bene, è dotato di buona voce e cavalca bene il palco, mettendo in scena uno spettacolo originale, colorato e travolgente. Ad un certo punto si commuove persino e ringrazia di cuore il pubblico.  Un tenerone romantico che piace tanto alle ragazze. Eccovi le foto dello show!

Marco Mengoni live@ Palaolimpico Torino

Marco Mengoni live@ Palaolimpico Torino

Marco Mengoni live@ Palaolimpico Torino

Marco Mengoni live@ Palaolimpico Torino

Marco Mengoni live@ Palaolimpico Torino

Marco Mengoni live@ Palaolimpico Torino

Fare musica in televisione è come danzare di architettura?

Ffebbraio 3rd, 2010 in Interviste, Televisione Musicale, YouTube by Gianni Sibilla

Un po’ di buona musica, per distrarci dal chiacchericcio e dalla discussioni ipocrite di questi giorni.

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E poi non venitemi a dire che non è possibile fare buona televisione musicale: guardate una  puntata intera di: “Spectacle, Elvis Costello with…”, magari  una di quelle con Springsteen, che hanno appena concluso la seconda stagione del programma.

E’ semplice, assomiglia vagamente a “Storytellers”, ma porta il formato un passo più in là. Costello invita amici musicisti, ci chiacchiera e ci suona assieme. Lui è bravissimo nella conversazione – una delle migliori interviste della mia vita, e certo non per merito mio  -, la regia spettacolare.

Ps: la frase che ho parafrasato ingiustamente per il titolo di questo post è stata attribuita a Costello, a Zappa. Recentemente l’ho vista attribuire a Sting. Qua c’è la sua vera storia.

X Factor, the morning after

Dicembre 3rd, 2009 in Giornalismo musicale, Televisione Musicale, Uncategorized, industria musicale by Gianni Sibilla

Vedere X Factor dalla sala stampa è come non vederlo, praticamente. Come diceva qualcuno: metti tre giornalisti di fronte ad una telecamera: smetterano di raccontare il mondo e inizieranno a parlare di se stessi e del loro lavoro. Per cui ti perdi in chiacchiere, pettegolezzi o nel vedere qualche collega che sgomita per stare in prima fila (senza capire che se vuoi essere inquadrato è meglio la seconda fila, dietro a qualcuno che viene interpellato).

Molto meglio seguire i commenti in diretta su Twitter, soprattutto quelli esilaranti ed irriproducibili di Pyoman.

Ieri sera volevano farci credere di essere a SanRemo, dove la sala stampa è un’enorme gabbia di matti in cui vieni rinchiuso per 8 giorni. Il direttore di RaiDue Massimo Liofredi ha dichiarato testualmente: “Vogliamo creare una kermesse che diventi un piccolo SanRemo”.Beh, di strada ce n’è da fare.

Alcuni appunti sparsi:

  1. Livello musicale bassino, quest’anno. Marco ha vinto per mancanza di reali concorrenti, adesso bisogna sperare che gli diano delle canzoni decenti. Giuliano non ha presenza scenica, Damiano ha la canzone migliore. Sorvoliamo sugli altri. Ma mi pare di intuire che non ci sia grande fiducia attorno a questa tornata di cantanti.
  2. Il programma così com’è non potrà più essere, ha dato tutto quello che doveva e poteva. Ha bisogno di una bella ripassata e rinfrescata.
  3. Mi sarebbe piaciuto sapere se sono davvero serviti al programma gli ospiti nazionali e internazionali. Molti dei quali, per inciso, sono stati pagati, contrariamente ad una convenzione che vuole che un artista che va in TV ci va gratis perché va a fare promozione ad un proprio disco.
  4. In conferenza stampa si è capito bene che questa edizione ha lasciato qualche strascico: il direttore di RaiDue ha fatto chiaramente capire appunto che bisogna rimettere mano al progetto.
  5. Ma la lezione di comunicazione è arrivata dal capo di Magnolia Giorgio Gori: che ha detto chiaramente e con una diplomazia encomiabile che il programma è stato bistrattato dalla RAI: fatto troppo a ridosso dell’edizione precedente, e collocato in una posizione di palinsesto troppo difficile da sostenere (contro Bonolis e la Champions League). E poi ha fatto chiaramente capire che si è sentita troppo la mancanza della Ventura, tirando un paio di stilettate alla Mori, che si è lasciata andare troppo sì, ma dopo un bel po’.
  6. Lo scoop della serata è l’intenzione di Morgan di abbandonare il programma. E’ una sparata costruita ad arte, perché fino a quel punto la conferenza stampa non aveva offerto notizie vere e propre. “Non c’era il pezzo”, come aveva detto un collega. Magari è vero, magari no. Ma Morgan di certo sa come attirare l’attenzione, anche se rivendica di essere un produttore musicale, e non un oratore.
  7. Su Macchianera c’è un’interessante teoria di Paolo Madeddu sull’atletismo vocale che i vari X Factor stanno rendendo genere di consumo di massa.

Eppur qualcosa si muove (2)

Ottobre 30th, 2009 in Tap Tap, Televisione Musicale, Videogames, industria musicale by Gianni Sibilla

Appunti sparsi su cose che stanno succedendo nella musica in questi giorni.

Marcare il territorio:  Google ha lanciato il suo motore di ricerca musicale. Se cercate artisti, canzoni e dischi vi rimandano verso siti partner: Lala, MySpace ecc. La cosa è spiegata da Google sul suo Blog e qua c’è una news di Rockol. Insomma, l’ennesima espansione di Google, che marca un altro territorio…

Videogiocare al DJ e al metallaro: il settore dei videogiochi musicali è tra i più dinamici. Ieri è stato lanciato DJ Hero, corrispettivo di Guitar Hero, cosa che certifica – se mai ce ne fosse bisogno ancora – lo status di divi dei DJ. Una volta non avevano faccia, si nascondevano dietro le console, non si vedevano nei video… ora assomigliano sempre di più a delle rockstar, in termini mediatici. Anzi, sono più rockstar delle rockstar stesse.

Poi sono usciti nuovi videogiochi dedicati ai Metallica  – una versione  dedicata di Tap Tap Revenge, e ormai da qualche tempo Rock Band per iPhone, che mi sembra decisamente meglio di Tap Tap, per giocabilità e repertorio.

X-Factor: Infine, segnalo questo post del blog di Ernesto Assante, che prende spunto da X-Factor per ragionare sulla distinzione tra cantanti, interpreti e autori.

Youtube: i videoclip musicali più visti oggi (breve dissertazione sulla direzione della musica odierna)

Aprile 6th, 2009 in Video, musica by Mademoiselle Depeche

Questa mattina, durante il breve viaggio in metropolitana per raggiungere il mio ufficio, leggevo un articolo-inchiesta di Panorama intitolato “Dove va la musica?”, una domanda che tutti gli addetti ai lavori si pongono ormai da troppo tempo. Dopo avere sottolineato più volte i soliti luoghi comuni sulle perdite di vendita dei cd, sulla crescente importanza dei talent show rispetto al tradizionale invio di demo alle case discografiche (ricordiamo anzi che sono proprio queste oggi a volere i talent show che permettono maggiore visibilità a tutti, Sony con X-Factor ed Emi con Amici), si evidenziava come il mercato della musica tuttavia sia cresciuto negli ultimi anni, soprattutto con la visione di videoclip sul web.

La maggior parte delle milioni di persone collegate a Youtube ogni giorno guarda video musicali. Su questo punto certamente confermiamo tutti. Chi di noi almeno una volta al giorno non evade guardando il videoclip del suo pezzo preferito del momento? Stavo appunto per fare la stessa cosa, quando la mia curiosità ha spinto il mouse sul tab dei più visti. Visto che guardiamo tanta musica – sembra un controsenso detta così, la musica non dovremmo “ascoltarla”? – diamo un’occhiata ai videoclip più visti del momento.

Su 23 video contenuti in prima pagina, balzano in pole position, con ben  tre contenuti a testa, Lady GaGa e Miley Cyrus (comincio a sentirmi male). La prima, con Poker face, brano elevato recentemente ad ennesima colonna sonora del programma domenicale di Simona Ventura, la quale proprio ieri ha dato a Quelli che aspettano… uno spettacolo a dir poco raccapricciante, è stata acclamata come la nuova Madonna. Il pezzo non ha nulla di particolare a livello musicale, segue la scia della nuova pop-dance, così come il video. Capita però di cercarlo e di guardarlo, se non altro spinti dalla volontà di capire il perché di tanto clamore. Personalmente non ho ancora compreso… Parliamo di Miley Cyrus, la più recente reginetta dei format talentuosi adolescenziali americani. Anche lei segue la scia dei suoi predecessori, ma anche in questo caso il paragone non regge: Britney Spears, Christina Aguilera, Justin Timberlake avevano dato il via ad un capitolo comunque interessante nella storia della musica recente. Forse possiamo trovare un congruo paragone con Hilary Duff, la quale con l’ultimo pezzo, Touch me, costruito su Personal Jesus dei Depeche Mode (un vero dispiacere per i puristi), ha dimostrato di possedere ben altre doti rispetto a quelle canore.

Al terzo posto, con 2 video, troviamo Beyoncé: respiro un attimo. Rispetto alle precedenti, andiamo certamente meglio, anche se gli ultimi pezzi, Halo e Single ladies non mi fanno proprio impazzire. Ma almeno ritroviamo il suo stile certamente riconoscibile e piacevole. Da qui in poi leggiamo altri nomi come Katy Perry, Kelly Clarkson (mah!), Britney Spears, The Pussycat Dolls, Akon, altri come Enrique Iglesias (???), i vari “featuring Kanye West” e diversi video di personaggi un pò meno conosciuti.

Dopo questo brevissimo excursus, fatto di pezzi più che altro ballabili, nei quali certamente vale di più la visione di coreografie ben costruite della musica quasi relegata ad accompagnamento del balletto stesso, vogliamo chiederci ancora dove va la musica? O forse dove noi stessi la stiamo portando?

XFactor: coperta di piume e pailletts

Aprile 1st, 2009 in Reports by Simone tolomelli

Dalla gara esce Noemi, che è una che canta come un dio sceso in terra. Ve lo dico subito perché è stato un brutto momento televisivo. Ed è vero come è vero che prima o poi ne resteranno pochi ma se tra quei pochi restano Ciccio di Nonna Papera vestito da pinguino coperto di piume e pailletts su qualche crociera nel mediterraneo e Jury, allora non so più quanto ne valga la pena.

Morgan si incazza come un toro e un po’ fa bene, ma un po’ ha capito com’è l’antifona e oramai è piegato pure lui. Quel moto, tra il catartico e il redentore che l’ha spinto sino ad oggi, scema confonendosi e striandosi di quella stessa scialba banalità che ha voluto osteggiare per mesi. Il che è un bel contrappasso, inni?

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XFactor: un trionfo

Marzo 12th, 2009 in Reports by Simone tolomelli

Gloria! … Gloria! … Gloria! Gloria al re! Inni festosi alziam.

Puntatone. E’ stato il vero e proprio puntatone, spetta che prendo il comunicato stampa che già non me lo ricordo più: m’è rimasto addosso il profumo ma in realtà non ricordo niente. Ah già: subito subito i Gemelli Diversi. Che dire, non saprei. Sono rimasto anche un po’ scioccato dall’incensamento ricevuto da Morgan. Mi fa piacere riesca ad apprezzare certe cose, io proprio non lo seguo però. Sarà che ritengo l’hip hop un’altra roba, sarà che nel panorama italiano tra quelli che hanno fatto capolino nel main stream io ritengo bravi solo Frankie Hi Energy e Neffa (il primo è stato un po’ l’Eminem del bel paese, non per i modi quanto per le incredbili doti con le quali intrecciava metriche e rime entusiasmanti, l’altro musicista bravo a cui piaceva ahimé anche cantare e purtroppo ha abbandonato la dopa e i suoi messaggeri, magari il sole, alla fine l’ha pure trovato e buon per lui, è che quella era“roba” buona, “Cambierà” un po’ meno). Tra quelli nuovi “tutto su” per Marracash, per dire, badabum cha cha. Dicevo: i GD, secondo me sono un pacco, secondo me incarnano quella tipologia di milanese imbastardito e finto ghettizzato che proprio non mi torna, che proprio fa ridere, che proprio. Qualche settimana fa lo stesso Morgan prendeva ad esempio l’estetica dell’hip hop nostrano per fare la ramanzia all’estetica del regge idolatrato da Andrea (verrà poi eliminato proprio nel pieno del delirio del get-up-stand-up for your rights), diceva: il regge per il regge non ha senso è come quelli che in Corso Vittorio Emanuele vanno in giro senza i lacci delle scarpe perché loro sono hip hop, ma cazzo ma in America s’è sparsa sta moda perché emulava il carcerato che le stringhe gliele levano sennò si impicca, ma che tu borghese milanese, eccetera.. ecco aveva ragione, quindi, Marco, mettersi lì e fare il pistolotto sui Gemelli Diversi ha fatto molto “sto-facendo-la-tv” e molto meno Morgan del solito. Per dire.

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XFactor, if you need somebody call my name

Marzo 5th, 2009 in Reports by Simone tolomelli

Antefactor.

Ci sono varie teorie. C’è quella cospirazionista che li vede tra le grinfie della Napoli bene, perdutamente innamorata di loro a causa dei trascorsi D’alessiani, e giù sms a fiume; poi c’è l’altra, che è quella del “continente in motorino” per le vie di mezza Italia a consegnar pizze, pacchi, minchie fritte eccetera; sole, vento, freddo, pioggia, neve, nisba: impermeabile, faccia da incazzato, un sacco di scotch per tenere ferma la scocca, e via. Altri quintali di sms. Essendo anche a conoscenza di quale sia la clientela -quella vera- Vodafone & Tim, ammetto che il fil rouge c’è. Ma non so comunque per chi parteggiare, le trovo versomili eppure non convincenti; sane, teorie sane, hanno un tono, filano -oh yeah- ma no, a me non stanno bene sino in fondo. Il mio esperto di riferimento, Giacobbo, mi guarda perplesso alza un sopracciglio con il fare di quello che la sa lunga, ma la sa lunga da una vita, tace e mi giudica. Il mio esperto, poi, ci tiene a dirmi tutto d’un fiato che io non so davvero niente, e ancora stavo lì ad arrovellarmi su provinciali complotti che sanno di Licio Gelli ed import-export in motorino da 50 centimetri cubici che fanno i 270 e svicolano le rotaie del tram con un’agilità da Darex Togni, ma la verità -quella vera- è che sono un ragazzetto.

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Music Reporters by Rockol
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