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Playlist luglio e agosto 2012…

Agosto 28th, 2012 in Artisti UK, Artisti USA, Playlist by Laura Passador (Ciarly)

Rieccomi, avevo bisogno di raccogliere un po’ di materiale prima di poter mettere insieme una playlist decente! XD Ed eccola qui, buon ascolto! :D

1. Wrongkong – Dear Euphoria
2. Gaz Coombes – Hot Fruit
3. Cheers Elephant – Leaves
4. Satellite Stories – Anti-Lover
5. Oceanics – Chinatown (Is Not Newtown)
6. Maximo Park – The Undercurrents
7. Yung Life – Isn’t This
8. The Chevin – Drive
9. The Lightouse And The Whalers – Pioneers
10. The Neighbourhood – Sweater Weather
11. Jukebox The Ghost – Everybody Knows
12. The Killers – Runaways
13. Band Of Horses – Knock Knock
14. Matt and Kim – Let’s Go
15. We Were Evergreen – Baby Blue
16. Miss Li – My Heart Goes Boom
17. Jukebox The Ghost – Somebody
18. Bloc Party – Octopus

Playlist maggio e giugno…

Giugno 15th, 2012 in Artisti UK, Artisti USA, Playlist by Laura Passador (Ciarly)

Eccoci alla prima playlist estiva, spero sia di vostro gradimento! :)
Oltre al nuovo pezzo di Florence Welch per l’OST di “Biancaneve e il Cacciatore”, vi segnalo in modo particolare anche i pezzi di Japandroids, Coyote Theory, Dry The River, Jordan Klassen, A Silent Film, Black Night Dinner Party e Passion Pit…sono tanti, ma meritano tutti secondo me, son davvero soddisfatta di questa playlist! :P

1. Florence + The Machine – Breath of Life
2. Lola Kite – Energy Could Be Our Closest Friend
3. The Agiles – Gold Guns Girls feat. Jeanne & Lauren (Metric Cover)
4. Japandroids – The House That Heaven Built
5. Coyote Theory – Vibe
6. Windmills – Great Divide
7. Dry The River – Weights & Measures
8. Jordan Klassen – Call and Answer
9. City of Glass – Sticks and Stones
10. Maximo Park – Write This Down
11. A Silent Film – Danny, Dakota & The Wishing Well
12. Lacey – In Circles
13. Black Night Dinner Party – Leave It All
14. Arctic Monkeys – Electricity
15. Mystery Jets – Someone Purer
16. Passion Pit – Take A Walk
17. High Safari – Waves On Waves
18. The Tallest Man On Earth – 1904

Sogni aperti ad occhi chiusi…

Maggio 22nd, 2012 in Artisti Italia, Proposte d'ascolto, Reports by Laura Passador (Ciarly)

Il titolo di questo post è preso dal testo della canzone “La Mia Orchestra” di Marco Guazzone & STAG, contenuta nel loro album d’esordio “L’Atlante Dei Pensieri”. Ed è proprio di loro che parlerò.

Il mio interesse verso di loro è partito da Sanremo 2012, che nonostante tutto rimane la vetrina più importante per chi cerca di arrivare a un grande pubblico in Italia. Marco Guazzone si presenta sul palco dell’Ariston con il brano “Guasto”, che cattura immediatamente la mia attenzione, dato che vi riconosco l’influenza di quel diabolico trio del Devon che amo tanto.
Scarico subito quella canzone da iTunes e l’ascolto in loop per i giorni successivi. Vengo poi a sapere dell’album in uscita il 17 aprile. E sono davvero curiosa di ascoltarlo. Qualche settimana prima viene caricato per intero su Soundcloud sul loro account ufficiale:

http://soundcloud.com/sunnybit/sets/atlantedeipensieri

Colpo di fulmine, è amore al primo ascolto. Rimango colpita dalla varietà di generi racchiusi nelle varie canzoni e dalle emozioni che sanno trasmettere. Trovate una fantastica recensione di questo disco fin nei particolari più tecnici sul blog di un giovane compositore molto affine a Marco per formazione di nome Alberto Cipolla, che conosco dai tempi del concerto dei Muse a San Siro. Eccovi il link:

http://brokenwhitemask.wordpress.com/2012/04/19/di-marco-guazzone-stag-latlante-dei-pensieri-recensioneanalisi/

Nel frattempo scopro che il 27 aprile  Marco Guazzone, assieme al suo gruppo di nome STAG, si esibirà presso La Salumeria Della Musica di Milano. Ovviamente decido di andarci assieme ad Alberto e altri amici.
Il concerto è stato davvero coinvolgente: sarò ripetitiva, ma non mi ero divertita così tanto dall’ultimo concerto di Bellamy e soci. Oltre ai brani contenuti nell’album (con piacevoli variazioni incluse), abbiamo potuto ascoltare “Love Will Save Us (L’Amore Ci Salverà)”, che spero verrà incluso in qualche prossima uscita, e due cover ben fatte: “Fever” di Peggy Lee e una trascinante “Just Can’t Get Enough” dei Depeche Mode. In conclusione della serata, i ragazzi sono usciti per venire in mezzo al pubblico con fisarmonica, tromba, tamburello, chitarra e contrabbasso per coinvolgerlo a cantare “Ma che freddo fa” di Nada. Il locale era pieno e ha sicuramente fatto sentire il suo calore a questi giovani e talentuosi musicisti.
Eccovi le foto e qualche video del live:

http://www.flickr.com/photos/artsnrock85/sets/72157629552395110/

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E la scaletta:

Ma non è finita qua. Perché alla fine del live abbiamo avuto la possibilità di scambiare quattro chiacchiere con Marco, che si rivela gentile e umile come pochi musicisti della sua età. Alberto, avendolo già contattato su Facebook, gli passa il suo cd e si offre di aprirgli la data di Torino. Marco promette di ascoltarlo e spera di dargli una risposta positiva.
Detto, fatto. La SunnyBit, etichetta di Guazzone e soci, chiama Alberto il giorno prima del live allo Spazio 211 di Torino e si accordano per il giorno successivo, il 10 maggio. Ovviamente non possiamo mancare né io né gli altri nostri amici, quindi prendo il treno con un’amica comune da Milano e prenotiamo un fantastico b&b a Carmagnola. In serata ci incontriamo con gli altri e ci rechiamo verso il locale a Torino.

Alberto suona una ventina di minuti, facendo pezzi suoi come la bellissima “Carol In The Rain” e una cover di “Please, Please, Please Let Me Get What I Want” degli Smiths, apprezzatissime da tutti i presenti. Ecco i video:

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Poi è la volta di Marco e gli STAG. Scaletta simile al live di Milano, ma questa sera appaiono più sciolti e inclini a divertirsi. E nei brani proposti questo si avverte benissimo. Prima di andarcene, c’è tempo per un’altra chiacchieratina, con Marco che ci ringrazia per esser venute fin da Milano, e delle foto di gruppo. Eccovi tutte le foto della serata e il video di “Love Will Save Us (L’Amore Ci Salverà)”:

http://www.flickr.com/photos/artsnrock85/sets/72157629685121178/

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E dulcis in fundo, io e due amici siamo tornati alla Salumeria Della Musica il 17 maggio per sentire Marco, Stefano Costantini (tromba) e Suelo Rinchiusi (contrabbasso) esibirsi in acustico, in apertura del concerto del cantautore texano Jay Brannan. Le canzoni prendono tutta un’altra veste e si riescono ad apprezzare le varie sfumature che possono assumere se suonate in modo diverso. Finalmente riesco anche ad ascoltare la loro stupenda cover de “Il tempo dei limoni” di Tenco e anche una versione del brano sanremese “Guasto” che mi ha davvero commossa. Poi duettano anche con Jay e la serata risulta molto piacevole nel suo complesso, tra buona musica e momenti d’ilarità.
Eccovi le foto e i video della serata:

http://www.flickr.com/photos/artsnrock85/sets/72157629853327882/

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Concludo consigliandovi ovviamente di andarli a sentire, perché ne vale davvero la pena, la buona musica e chi la sa davvero suonare meriterebbero sempre maggiore attenzione di quella che gli si dà attualmente.

Per info su Marco Guazzone & STAG:

http://www.stag.st/
http://www.facebook.com/pages/STAG/120616388005029
http://www.youtube.com/officialstag

Per info su Alberto Cipolla:

http://soundcloud.com/alberto-cipolla
https://www.facebook.com/albertocipollamusic/
https://twitter.com/albertocipolla
http://www.youtube.com/user/AlbertoCipolla

Playlist marzo e aprile…

Aprile 30th, 2012 in Artisti Italia, Artisti UK, Artisti USA, Playlist by Laura Passador (Ciarly)

Con enorme ritardo, lo so, ma eccovi ben tre playlist! Buon ascolto! ;)

Playlist 1: in questa segnalo particolarmente “Wild One” di I Am Harlequin, un brano con un giro di piano ipnotizzante, e “Crystallize” di Lindsey Stirling, che questa volta mixa il suono del suo violino a ritmi dubstep.

1. Gotye – Somebody That I Used To Know (feat. Kimbra)
2. Lana Del Rey – Blue Jeans
3. Train – Drive By
4. Nina Zilli – Per Sempre
5. Florence + The Machine – Never Let Me Go
6. The Naked And The Famous – Young Blood
7. Death Cab for Cutie – Stay Young, Go Dancing
8. Arisa – La notte
9. I Am Harlequin – Wild One
10. Kasabian – Goodbye Kiss
11. The Black Keys – Gold On The Ceiling
12. Dolcenera – Ci vediamo a casa
13. Noemi – Sono solo parole
14. The Naked And The Famous – No Way
15. Fun. – We Are Young (feat. Janelle Monáe)
16. Young The Giant – Cough Syrup
17. Snow Patrol – This Isn’t Everything You Are
18. Lindsey Stirling – Crystallize

Playlist 2: “If I Don’t Belong” di Strike The Colours l’ho presa dalla colonna sonora del film inglese “You Instead”, filmato all’interno del festival T In The Park…se siete sia appassionati di musica che cinefili, vi piacerà! :) Altre tracce degne di nota sono “Youth” di Foxes e quelle dei cantautori Ben Howard e Damien Jurado.

1. Garbage – Blood For Poppies
2. Feist – Graveyard
3. Death Cab for Cutie – I Will Follow You Into The Dark
4. Strike The Colours – If I Don’t Belong
5. Foxes – Youth
6. Chairlift – I Belong In Your Arms
7. Labyrinth Ear – Humble Bones
8. Christopher Norman – Connect Me
9. No – Another Life
10. Camden – (Talking On The) Telephone
11. The Concept – Gimme Twice
12. Little Comets – Worry
13. Chinese Christmas Cards – Dreams
14. Princeton – Florida
15. Ben Howard – The Wolves
16. Bombay Bicycle Club – Leave It
17. Nada Surf – Waiting For Something
18. Damien Jurado – Museum of Flight

Playlist 3: di Marco Guazzone & STAG e del loro album parlerò ampiamente nel prossimo post su questo blog! ;) “Love Will Save Us (L’Amore Ci Salverà)” non è contenuta nel loro disco, ma merita di essere inserita in questa playlist. Poi segnalo “Home” di Foxes, altra gran bella canzone di questa artista londinese.

1. Marco Guazzone – Love Will Save Us (L’Amore Ci Salverà)
2. Foxes – Home
3. Of Monsters And Men – Lakehouse
4. Moonface – Teary Eyes and Bloody Lips
5. Walk The Moon – Tightrope
6. Beach Fossils – Lessons
7. So Many Wizards – Lose Your Mind
8. Gemini Club – By Surprise
9. Boxed Wine – Summer Wine
10. Mesita – Everything Is Burning
11. Skipping Girl Vinegar – Chase The Sun
12. Young Empires – Let You Sleep Tonight
13. Fort Lean – Sunsick
14. Little Comets – Waiting In the Shadows In the Dead of Night
15. Capybara – Neighbor Crimes
16. Lucy Rose – Red Face
17. Release The Sunbird – I Will Walk
18. Passenger – Feather On the Clyde

Playlist febbraio 2012…

Ffebbraio 1st, 2012 in Artisti UK, Artisti USA, Playlist by Laura Passador (Ciarly)

Eccovi una selezione di canzoni per questo mese, trovate spulciando qua e là o consigliate da amici, spero siano di vostro gradimento! ;)

1. Ross Copperman – Holding On And Letting Go
2. The Fray – Heartbeat
3. The Loud Vice – Behing the Curtain
4. Mogwai – Hound Of Winter
5. Hammock – Sinking Inside Yourself
6. Work Drugs – Dirty Dreams
7. Contrakids – Fool
8. Bear Cavalry – Roman Summer
9. The Maccabees – Went Away
10. Bats On A Swing – Hexangle
11. Rozi Plain – See My Boat
12. Mikaela Davis – Dreaming
13. Like Spinning – Forces
14. Kimbra – Good Intent
15. Wishes And Thieves – Forest Fire
16. Shearwater – Animal Life
17. Thom Cross – Standing on the Edge of the World
18. Desert Noises – Smoke Breathing Monsters
19. Battleships – In Retrospect
20. The Lumineers – Ho Hey
21. Tokyo Police Club – Little Sister
22. Arkells – Whistleblower

There’s only one Tree Hill…

Ggennaio 22nd, 2012 in Artisti USA, Proposte d'ascolto by Laura Passador (Ciarly)

Oggi ho tre album da consigliarvi, tutti made in USA. In questo periodo sono in fissa coi cantautori americani e con tre in particolare:


Il primo è Gavin DeGraw, l’artista newyorkese che dopo essere esploso con l’album “Chariot” e un secondo disco che porta il suo nome, torna a mio parere alla grande con il terzo lavoro di studio, intitolato “Sweeter”.

Sono particolarmente affezionata a questo artista, anche perché fu sua la sigla del mio telefilm preferito, che si appresta alla chiusura con la nona stagione, ovvero “One Tree Hill”.  Questo telefilm è stato un pozzo infinito a cui attingere in termini musicali…una colonna sonora molto ben curata e l’inserimento degli stessi artisti in alcuni episodi mi ha fatto scoprire tantissime band valide, che tuttora seguo… :)
Il nome della serie deriva dal celeberrimo brano degli U2 e ogni episodio porta il titolo di una canzone, a sottolineare il forte legame del telefilm col mondo della musica.
I fan erano talmente affezionati alla sigla che dopo tre stagioni di stop per problemi di budget e quindi di pagamento dei diritti, ma subissati di lamentele, i produttori hanno deciso di rimetterla in onda cantata però da altri artisti legati in qualche modo alla serie! :P
Ecco la sigla originale nelle prime quattro stagioni:

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Sono davvero contenta di poter finalmente assistere a un concerto di Gavin in Italia, il 20 febbraio all’Alcatraz di Milano! :D

Ma veniamo al disco: “Sweeter” a detta dello stesso artista è un mix di tutte le influenze che gli sono arrivate collaborando con altri suoi colleghi. Per esempio, il primo singolo estratto “Not Over You” è stato scritto in collaborazione con Ryan Tedder dei OneRepublic.
Ecco il video:

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Personalmente, adoro il suo timbro vocale…in conclusione, provate ad ascoltare l’album e non ne rimarrete delusi! ;)

http://www.gavindegraw.com/

Il secondo cantautore di cui vorrei parlarvi è Michael Grubbs e della sua band Wakey!Wakey!, anche loro facenti parte della scena newyorkese. La sua fortuna è stata quella di incontrare Mark Schwahn, sceneggiatore e produttore di “One Tree Hill”. Dopo averlo ascoltato a un’open mic night a New York, Mark gli ha offerto un ruolo nella sesta stagione del telefilm, all’interno del quale ha potuto pubblicizzare l’album di debutto dei Wakey!Wakey!, intitolato “Almost Everything I Wish I’d Said the Last Time I Saw You…”. Il disco si ascolta tutto d’un fiato e per quanto mi riguarda ne sono rimasta piacevolmente colpita! :)
Eccovi il video del brano “Car Crash”, in cui è presente anche l’attore James Lafferty, uno dei protagonisti della serie televisiva sopracitata:

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http://wakeywakeymusic.com/

L’ultimo album che vi consiglio è “The Boy Who Never” di Landon Pigg, originario di Nashville. Anche lui c’entra con “One Tree Hill”, visto che la sua canzone “Great Companion” è stata usata in vari momenti di un episodio del 2007 intitolato “Sad Songs for Dirty Lovers”. Ha all’attivo anche una carriera da attore di serie televisive e film per il cinema, cosa che ovviamente ha fatto crescere sia la sua popolarità, sia l’interesse verso la sua musica.
“The Boy Who Never” ha degli arrangiamenti fantastici ed è molto rilassante…provare per credere! :P
Ecco la versione acustica del singolo “Falling In Love At A Coffee Shop”:

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http://www.landonpigg.com/

Playlist gennaio 2012

Ggennaio 1st, 2012 in Artisti Italia, Artisti UK, Artisti USA, Playlist by Laura Passador (Ciarly)

Scusate per la lunga assenza, ma si erano accumulate troppe cose e così alla fine non ne ho scritto nemmeno una…perdono! :P

Inauguro il 2012 con un post che farò all’inizio di ogni mese per consigliarvi un po’ di brani scovati qua e là da ascoltare…spero possiate scoprire così nuovi gruppi che vi piaceranno e che seguirete, magari andando a sentirli dal vivo in una loro ipotetica data italiana! Enjoy! :D

1. M83 – Too Late
2. La Fame Di Camilla – Susy e l’infinito
3. Lindsey Stirling – Electric Daisy Violin
4. Ed Sheeran – Lego House
5. Matteo Setti – La mia libertà
6. Hard-Fi – Bring It On
7. Daughtry – Crawling Back To You
8. Regurgitator – Outer Space
9. Concrete Knives – Time For Disco
10. Cloud Nothings – Stay Useless
11. The Cinema – Say It Like You Mean It
12. Erik Lind – Wherever You Go
13. Absofacto – If You Want
14. Nantes – Fly
15. Jethro Fox – Before
16. Emma Louise – Jungle
17. Pinback – True North
18. Rococode – Weapon

Primo concerto in Italia per Owl City

Settembre 12th, 2011 in Artisti USA, Notizie by Laura Passador (Ciarly)

Adam Young alias Owl City

La sua Fireflies l’abbiamo sentita praticamente ovunque e per certi versi è impossibile levarsela dalla testa. E pensare che Adam Young, vero nome dell’artista statunitense che si cela dietro lo pseudonimo di Owl City, questo successo non se lo aspettava affatto.

Tutto è cominciato quattro anni fa nello scantinato di casa sua a Owatonna, nel Minnesota. Di giorno caricava camion della Coca Cola, di notte coltivava la sua passione per la musica componendo brani propri, che poi caricava su MySpace. Come tanti gruppi diventati famosi in questo modo nell’ultimo decennio, è riuscito a crearsi una piccola schiera di fan devoti rispondendo personalmente ai messaggi, interagendo al massimo con loro e aggiornando spesso il proprio blog.
La sua crescente popolarità sul social network lo fa notare dai vertici della Universal Republic, che lo mettono ufficialmente sotto contratto ad inizio 2009 e gli assegnano come manager Steve Bursky, il quale si è poi battuto contro la stessa etichetta per far sì che Adam rimanesse quello che era, artisticamente parlando.

L’album di debutto major si intitola Ocean Eyes, uscito il 14 giugno 2009, trascinato a livello mondiale dal singolo Fireflies. Apre concerti per artisti del calibro di John Mayer e Maroon 5 e la sua canzone The Technicolor Phase viene inclusa nella colonna sonora di Alice Nel Paese Delle Meraviglie di Tim Burton.
L’anno scorso ha dato il via anche a uno dei suoi vari side project sotto il nome di Sky Sailing, che si allontana un po’ dall’elettronica, che è il suo genere prediletto, in favore di brani composti per chitarra e piano. Il prodotto di questo sforzo creativo è l’album An Airplane Carried Me To Bed, pubblicato il 13 luglio 2010.
Il 21 settembre 2010 esce invece To The Sky, theme song del film Legend Of The Guardians: The Owls Of Ga’hoole.

Copertina di 'All Things Bright and Beautiful'

Il nuovo album si intitola All Things Bright and Beautiful ed esce il 14 giugno 2011, anticipato dal singolo Alligator Sky, che vede la collaborazione di due rapper, Shawn Chrystopher e B.o.B., ottenendo così due versioni distinte della stessa canzone. La seconda traccia rilasciata come singolo in aprile è Galaxies, che è diventato il suo brano più venduto dopo Fireflies. La successiva Deer In The Headlights viene dapprima pubblicata pezzo dopo pezzo sul sito ufficiale di Owl City, per poi uscire ufficialmente come singolo su iTunes a maggio. Il videoclip di quest’ultima vede l’artista guidare la mitica DeLorean di Ritorno Al Futuro.

Adam compone personalmente la musica, definita da molti indietronica o synthpop, e i testi delle sue canzoni, che registra in completa autonomia, occupandosi di voce, programming, tastiere, piano, sintetizzatori, chitarre, basso, percussioni, vibrafono e fisarmonica; dal vivo è però supportato da un gruppo di validi musicisti, quali Breanne Düren (tastiere, cori, la quale ha prestato la voce a varie canzoni, tra cui The Saltwater Room, Honey and the Bee, ecc.), Daniel Jorgensen (chitarra, vibrafono), Laura Musten (violino), Hannah Schroeder (violoncello) e Casey Brown (batteria).

Owl City sarà impegnato col tour promozionale di All Things Bright and Beautiful fino novembre, di cui l’unica data italiana è prevista per il 24 settembre ai Magazzini Generali di Milano. Per ulteriori informazioni, eccovi la pagina ufficiale dell’evento su Facebook.

www.owlcity.com

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Wish You Were A Pony…

Luglio 27th, 2011 in Artisti Italia, Artisti UK, Recensioni by Laura Passador (Ciarly)

Copertina di Wish You Were A Pony

I Lilies On Mars sono una band shoegaze e sperimentale per due terzi italiana, formata inizialmente da Lisa Masia e Marina Cristofalo, che hanno dato vita a questo progetto tre anni fa. Nell’aprile 2009 esce il loro primo album autoprodotto, dopodiché si esibiscono a Parigi con il loro mentore Franco Battiato e girano l’Europa e gli USA fino all’inizio del 2010. Dopo varie collaborazioni, il duo si evolve in un trio dall’incontro con l’ex batterista dei Sunny Day sets fire Matthew Parker. Wish You Were A Pony, uscito il 23 maggio 2011, è il prodotto di questa nuova lineup.

Dopo un primo ascolto non si riesce a percepire un concetto di fondo, semmai ci fosse, ma quest’album risulterà un bel bocconcino per gli estimatori dell’indie sperimentale. Non appena facciamo partire il disco, ci accoglie la deliziosa voce di Lisa e colpiscono le percussioni, accompagnate da un riff accattivante in Retro. La successiva Crabs è invece permeata da una vocalità stralunata e piacevoli atmosfere sperimentali. E dopo i granchi, ci addentriamo in un acquario con Aquarium’s Key, che dà proprio la sensazione di trovarsi sott’acqua, in balia del canto delle sirene. Poi vengono in sequenza quelli che sembrano essere i pezzi migliori dell’album: chitarra fuzz, voce decisa e ritmo cadenzato caratterizzano A Lost Cause, mentre I’m Confused, It’s Ok! si avvale di chitarra acustica e piano, dando vita ad paesaggi sognanti e ad un gioco di eco nel finale; Coming Slowly Undone offre interessanti armonie vocali che si intrecciano con un ipnotico tessuto sonoro. Seguono due pezzi in italiano, ovvero La mattina prima di andare a letto, che ricorda all’inizio qualche brano degli Horrors, e Su che rimanda un po’ alle ultime canzoni dei Verdena. Un altro pezzo degno di nota è Hiding Under Water, costruito su chitarra e voce femminile e maschile per la prima metà, per poi rapire con i suoi cori nella seconda. Un intro alla Radiohead degli ultimi dischi caratterizza Panic Awakening, che esplode poi in un groviglio di chitarre distorte nel chorus. Chiude la tracklist forse il pezzo più oscuro dell’album dall’azzeccatissimo titolo Angry Lullaby, completo di finale onirico.

Wish You Were A Pony rispecchia un po’ quella che è la scena inglese attuale, da cui trae sicuramente ispirazione, e che combina il predominante shoegaze con del folk e un pizzico di elettronica, oltre ai tradizionali pop e rock. Manca un filo narrativo, che si spera ci sia in quelli che saranno i suoi successori.

Info:
http://liliesonmars.com/

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Intervista ai La Victoria + recensione dell’album La Victoria

Luglio 26th, 2011 in Artisti Italia, Interviste, Recensioni by Laura Passador (Ciarly)

Ecco l’intervista alla rock band romana La Victoria che ho realizzato poco tempo fa per Radiostar.it!

La Victoria

- Ciao! Potete presentarvi a chi ancora non vi conosce?

Ciao a tutti, siamo La Victoria, una band romana formata da 5 elementi: Ermanno (voce), Dario (basso/voce), Federico (chitarra/voce), Valerio (chitarra), Gianluca (batteria). Il genere non è facilmente classificabile, diciamo un pop-rock che spazia molto tra vari tipi di influenze culturali e temporali.

- Quando e perché avete deciso di formare un gruppo? Come ne avete scelto il nome?

Quando l’interesse e l’amore per la musica diventano attivi nella vita di una persona, ovvero quando si forma un fiume in piena di idee su brani, concerti e quant’altro, la formazione di un gruppo diviene necessità. Ovviamente bisogna avere fortuna nel trovare le persone giuste, quelle che oltre ad avere talento e spiccate doti musicali, considerino anche il progetto nello stesso modo in cui lo consideri tu, senza sminuirlo o ridurlo a semplice passatempo. Per quanto ci riguarda, tutto questo insieme di fattori positivi ha avuto luogo nel 2005. Per 5 anni abbiamo suonato con diverso nome e diverso genere, dopodiché dal 2009 abbiamo deciso di chiudere quel percorso ed iniziarne uno nuovo totalmente diverso.
Mentre ci trovavamo in studio di registrazione per l’album del “nuovo progetto”, ancora non avevamo scelto un nome. L’amplificatore per chitarra con cui ci propose di registrare il produttore si chiama Victoria, e quel nome ci ha folgorati.

- Come descrivereste la vostra musica? Quali sono le vostre influenze?

L’aggettivo che meglio può descrivere il nostro progetto è “eclettico”. La nostra musica si basa sul concetto di massima libertà espressiva, senza tener conto di schemi o logiche compositive preconfezionate, né tantomeno di canoni e linee guida da seguire. Ogni brano è un mondo a sé stante dal punto di vista musicale, non c’è un vero e proprio filo conduttore.
Le influenze sono di svariata natura e partono dal pop-rock più classico degli anni ‘60, per toccare sfumature che possono passare dal country alla musica latino-americana.

- Secondo voi, cosa vi distingue dalle altre band?

Nel tentativo di portare l’ascoltatore all’interno del nostro universo, ovvero all’interno dei vari mondi ed atmosfere che caratterizzano i nostri brani, non ci siamo limitati all’uso degli strumenti convenzionali per una band di estrazione rock o pop. Abbiamo cercato di ricreare a pieno le sfumature e le sonorità a cui ci siamo ispirati con l’uso di strumenti caratteristici, come può essere il banjo, gli strumenti a fiato o le percussioni.

- Il vostro primo album è uscito il 18 marzo e si intitola proprio “La Victoria”. Potete dirci qualcosa di più su questo lavoro? Abbiamo notato che ha una copertina un po’ particolare…

L’album “La Victoria” è, musicalmente parlando, un viaggio tra varie culture e varie epoche.
Nel momento in cui ci siamo trovati a dover rappresentare a livello grafico La Victoria, ci siamo rivolti all’illustratrice e designer Carolina Turrio (che ha realizzato il lavoro), la quale ha interpretato il concetto di vittoria come nascita, ed inizio di un viaggio.
Sui nostri profili social network è stata pubblicata una video intervista in cui la stessa Carolina parla di questa idea ed illustra le varie bozze del lavoro realizzate a mano.

- Quali sono gli artisti che stimate di più nel panorama italiano? Con chi vi piacerebbe collaborare, avendone la possibilità?

I nostri gusti a livello di ascolti sono molto diversi, sono pochi gli artisti che ci mettono d’accordo. Andando a stringere il campo sul panorama italiano direi che sicuramente amiamo gli artisti provenienti dalla tradizione cantautoriale, che sono un vanto per il nostro paese; il primo nome che mi viene in mente fra tutti è Battisti.
Parlando invece di band e di realtà più vicine cronologicamente parlando, ci piacciono alcuni artisti di spicco, come può essere Ligabue, ed anche band provienienti dal panorama alternativo come i Verdena e gli Afterhours. Tra l’altro poco meno di un mese fa ci siamo ritrovati con nostro grande piacere a dividere il palco con i Ministri, una realtà ormai affermata nel panorama italiano, una band che ci piace molto!

- Pensate che Radiostar.it sia un modo utile di promuovere gli artisti emergenti e in generale la musica?

Al giorno d’oggi qualsiasi portale o piattaforma che dia spazio alle nuove realtà musicali è di vitale importanza. Permette la creazione di uno spazio alternativo rispetto ai canali mainstream (dai quali viene proposta per lo più sempre la stessa roba), dove chi fa musica ha la possibilità di arrivare a gente nuova, e chi la ascolta può scoprire cose di cui non sospettava l’esistenza.

- Data la vostra esperienza, che consigli dareste ad una giovane band che vuole intraprendere la strada della musica?

Puntate all’anticonvenzionale, a fare cose che non avete mai visto in tv o sentito in radio. A fare cose che possano lasciare un segno, che non risultino né uguali né simili ad altre, fregandovene di seguire le istruzioni per il successo facile, ammesso che esistano.

- Che progetti avete al momento e/o in futuro?

Continuare a combattere questa guerra contro il sistema musicale italiano, che è interamente controllato da determinate realtà, le quali sono le uniche ad avere la facoltà di proporre ed imporre ai network radio e tv chi vogliono loro, lasciando a casa tutti gli altri.

Ed eccovi la recensione del loro album d’esordio:

Copertina di La Victoria

La Victoria sono una band romana formata da Ermanno Finotti (voce), Dario Gambioli (voce, basso), Federico Nardelli (voce, chitarra), Valerio Brunori (chitarra), Gianluca Neroni (batteria). Dopo essere stati apprezzati in Europa e in Giappone con un progetto precedente, hanno deciso di cambiare direzione condensando esperienze passate e influenze musicali individuali nell’album omonimo, uscito il 18 marzo 2011.

La copertina, volutamente provocatrice, simboleggia appunto la nascita. Apre il disco un pezzo rock uptempo intitolato Ritento, sarò più fortunato, che sembra quasi un augurio autoreferenziale. In fuga da me, il singolo estratto per promuovere l’album, non rende giustizia allo stesso; una ballata rock piuttosto orecchiabile, ma che non dà molto l’idea dell’ottimo potenziale della band. Per i pezzi migliori bisogna arrivare a metà disco: E’ lontana la città ricorda molto lo stile di Hendrix, mentre Anna Moore è una ballad dal sapore anni ’60. Altri due brani che colpiscono sono la trascinante Da uomo a uomo, che ricrea atmosfere alternative rock, e Vivo(?), canzone ritmata al piano e striata di pop. Bambola Russa la vedrei bene come pezzo sanremese, mentre 7 è interessante per i cori e l’arrangiamento. La finale colpisce per la parte di batteria e il riff che ricorda qualche brano degli Oasis. L’influenza di una band come i Litfiba è chiara in Io sono Dillinger, ma poi si passa anche al folk col banjo di Scatola di carta, la cui conclusione ricorda l’intro di Promises dei Cranberries. Poteva mancare il funky in questa tavolozza variegata di stili? Ovviamente no, e il puzzle viene completato da La grande ingiustizia.

Un esordio promettente per un gruppo che sa mischiare sapientemente i vari generi, senza mai risultare banale o ripetitivo

Voto: 8.5/10

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