To Know I’m Ok…
È uscito lo scorso 21 giugno il secondo album di questa giovane cantautrice indipendente, tornata tale dopo una non felice esperienza con una major. Per chi ancora non la conoscesse, Terra Naomi è americana ed è diventata famosa, come tanti negli ultimi anni, tramite YouTube. Cinque anni fa caricò il video di Say It’s Possible, che le permise di farsi conoscere e le valse il primo YouTube Award come miglior video.
L’anno successivo esordisce sotto la Island Records con l’album Under The Infuence e viene invitata personalmente da Al Gore a suonare al Live Earth di quell’anno, tenutosi al Wembley Stadium di Londra. Ma a Terra stanno strette le imposizioni che le vorrebbe imporre la casa discografica, così l’abbandona e ritorna indipendente. Nel dicembre 2009 ha registrato con la nostra Elisa una cover di River di Joni Mitchell e l’anno scorso di è esibita al Meeting di Rimini, come tappa del suo tour acustico.
Ma veniamo all’album To Know I’m Ok, che è stato realizzato col contributo dei fan tramite Pledge Music, un sito attraverso il quale gli artisti possono raccogliere fondi per i loro dischi in cambio di contenuti esclusivi o altre attività dedicate ai loro sostenitori.
Ciò non significa che la produzione lasci a desiderare, tutt’altro, visto che la supervisione artistica è stata affidata al più che valido John Alagia (che tra gli altri ha prodotto anche artisti del calibro di Dave Matthews, John Mayer e Jason Mraz). Ai cori ha collaborato Rachael Yamagata, altra bravissima cantautrice statunitense.
Il titolo del disco è preso dalla traccia che lo chiude, un’emozionante ballata di soli due strumenti, voce e chitarra. Ed è proprio la voce lo strumento migliore di quest’album, usata in tutta la sua estensione da Terra, un timbro cristallino che consente acrobazie da trapezista alle sue corde vocali. Questo si nota subito in apertura con la vivace You And Me, primo singolo estratto dall’album, e il cui video è stato realizzato dal regista Alex Albrecht grazie all’app Hipstamatic e alle foto realizzate dai fan di Terra. Gli archi che fanno da contrappunto al piano lo rendono un brano immediato e facile da canticchiare già dopo un primo ascolto. Dopodiché abbiamo una carrellata di ballate più o meno lente, alcune più rock e altre più acustiche, semplici e dirette, tra le quali spiccano la trasognata Someday Soon, la radiofonica I’ll Be Waiting e la romantica Take Time. Ma la loro bellezza sembra stia proprio nella loro semplicità. Se siete fan di Elisa, troverete sicuramente interessante una vocalità che presenta molte similitudini con l’artista di casa nostra.
Per chi vuole ascoltare qualcosa di rilassante e senza troppe pretese, ma allo stesso tempo affascinante e impreziosito da una deliziosa voce ipnotica; durante un viaggio in macchina o in qualsiasi momento della giornata, questo è il disco per voi.
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