Live Report: Bob Dylan @ Datchforum Milano 27/04/2007

In perfetto orario, come annunciato nel programma, alle ore 21.00, le luci del Datch Forum di Assago si spengono. Nel buio salgono alte le voci eccitate dei seimila presenti. Dopo alcuni squilli di tromba una voce fuori campo introduce lo spettacolo di Bob Dylan. Le luci sul palco si accendono e Bob, chitarra a tracolla, giacca e cappello calato in testa, inizia il concerto. Trascorsa una mezz’ora lascerà la sei corde per portarsi, dando il fianco al pubblico, dietro un organo: da quella postazione non si muoverà più e da lì porterà a termine lo show. Ben spalleggiato da una band di cinque elementi: basso, batteria, tre chitarre. Ma anche, alla bisogna: banjo, violino, contrabbasso e armonica.
Ogni concerto è figlio delle canzoni incise nell’ultimo disco e dalla loro bontà dipendono le sue fortune. “Modern Times” è un cd di grande valore che ha riportato Bob Dylan a frequentare la cima delle classifiche di vendita a trent’anni di distanza da “Desire”. Il concerto, quindi, sillogisticamente, è di grande valore.
Un concerto nel quale trovano posto molte delle sfumature musicali della storia di Dylan: il blues come il rock, accenni country mescolati alle atmosfere “fifties” dell’ultimo lavoro.
La serata si apre con “Cats in the well”e si chiude con “All along the watchtower”. Tra l’inizio e la fine trovano dimora classici come “It ain’t me, babe”, “To Ramona”, “Highway 61 revisited”, “Desolation row”, “It’s alright, ma” e “Like a rolling stone” a fianco delle nuove “Nettie Moore”, “Thunder on the mountain”, “Spirit on the water” e “When the deal goes down”.
Dylan, in buona forma vocale, al solito, offre versioni arrangiate nei modi più diversi dei suoi brani più famosi, come a voler esplorare completamente le potenzialità delle canzoni e a voler regalare al pubblico emozioni sempre uniche in questo “NeverEnding Tour”, iniziato una ventina di anni orsono, che lo porta ad esibirsi dal vivo non meno di un centinaio di volte l’anno
Alle 23.00 le luci del palco si spengono per qualche secondo, al loro riaccendersi Bob Dylan e i suoi cinque compagni sono uniti a centro palco per salutare, ringraziare e ricevere il giusto tributo da un pubblico che ha gradito quanto visto e, soprattutto, ascoltato.
(Paolo Panzeri)