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Live Report: Renato Zero @ Stadio Meazza Milano 09/06/2007


“Quattro-tre-due-uno-zeroooo, quattro-tre-due-uno-zeroooo”, questo il gioioso mantra intonato dai cinquantamila presenti nel tempio calcistico milanese per rendere più lieve e divertente l’attesa delle 21.00, allorquando sul palco si sarebbe palesato il gran Cerimoniere. La parola gioia, declinata in tutte le sue accezioni, è la più corretta per definire l’atmosfera che si respira al Meazza: un pubblico che trascende generazioni e ceti sociali attende in grande tranquillità lo spettacolo del suo artista preferito.
“.mpZero” è il nome dato al tour e il palco nelle sue fattezze non poteva che riprodurre la sagoma di un lettore mp3: display centrale contornato – ovviamente – di bianco, con tanto di casse ben visibili ai fianchi. “.mpZero” è uno spettacolo ideato, scritto e interpretato da Renato Zero, una ambiziosa produzione che ricorda i varietà musicali in onda il sabato in prima serata tanti anni fa. Una dozzina di ballerini di ambo i sessi introducono lo spettacolo ballando sulle note di una canzone “…tutti per Zero e Zero per tutti…” in puro stile sigla televisiva Canzonissima ’70.
Il display sopra citato si fa sipario e da esso compare, in un tripudio difficilmente descrivibile, l’artista romano sulle note di “Niente trucco stasera”, al termine della canzone saluta il pubblico con un “…è proprio bello il popolo degli Zerofolli!”.
In grande forma fisica e vocale, abbandona spesso il palco per guadagnare le quinte dove si reca per il cambio di abito di scena. La band che lo supporta rimane sullo sfondo nella penombra, lasciando campo libero al mattatore e al corpo di ballo che lo accompagna nella interpretazione coreografica delle canzoni pescate dal vecchio repertorio come “Sesso o Esse”, “Spiagge”, “Baratto”, “Triangolo” che fanno letteralmente esplodere in urla e balli tutti i sorcini presenti. Particolarmente riuscita “L’ambulanza” con Renato che compare sul palco ingessato con il braccio al collo e i ballerini in camice da medico e infermiere a mimare il tran tran lavorativo di una corsia d’ospedale. Mentre i brani più recenti e maggiormente intensi lo vedono solitario sul palco sottolineati da un occhio di bue ad illuminare oltre che l’artista anche la poesia delle parole che canta.
Alla vigilia era stata promessa una sorpresa e la sorpresa assomiglia più a un gioco di prestigio. Dal nulla si materializza Laura Pausini per duettare sulle note di “Nei giardini che nessuno sa” urlando al pubblico “Renato Zero, il nostro idolo!”.
Presentando la band e ringraziando i ballerini, dopo due ore e mezza, con “Il cielo”, si chiude lo spettacolo con Renato che incamminatosi verso l’uscita del palco si volta improvvisamente e, con grande ironia, rivolge al pubblico il classico “Non dimenticatemi, eh!”.
Il pubblico all’uscita è stanco ma felice dopo questo incontro con il proprio guru e non importa se grandi classici del repertorio come “Amico”, “Mi vendo”, “I migliori anni della nostra vita”, “Più su”, “Il carrozzone” non hanno trovato posto nella scaletta dello spettacolo di questa sera, altre occasioni ci saranno in futuro e si farà in modo che siano nuove notti d’amore.

(Paolo Panzeri)

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