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Archivio per Settembre, 2009

Live Report: Starsailor @ Magazzini Generali Milano 24/09/09

Venerdì, Settembre 25th, 2009

Gli Starsailor sono una di quelle band che mi sono sempre state simpatiche. Vuoi per degli ottimi lavori realizzati (soprattutto i primi due “Love is here” e “Silence is easy”), vuoi per quell’aspetto da musicista della porta accanto.
E’ indiscutibile che, dopo il grande successo del singolo “Four to the floor”, la formazione inglese abbia iniziato lentamente una parabola discendente, forse non esclusivamente per colpa loro, ma anche per una caduta del genere brit-pop (non è successo lo stesso ai Travis, per esempio?), vip esclusi (Oasis, Coldplay).
Così i Magazzini Generali di Milano sono lontani dal sold-out, ma si presentano comunque con un buon pubblico, tale da rendere l’atmosfera gradevole.
Si inizia prestissimo (alle 22,30 verremo sbattuti fuori dal locale a causa di un evento discotecaro in procinto di cominciare), con i quattro sul palco capitanati dal cantante e chitarrista James Walsh: sembra leggermente ingrassato il frontman, ma riesce subito ad instaurare un rapporto di simpatia con la platea milanese.
Il repertorio spazia sui quattro dischi prodotti dagli Starsailor, con brani come “Tie up my hands”, “All the plans”, “Fidelity”, “Love is here”. L’entusiasmo sale sulle note malinconiche della splendida “Alcoholic”, su un tag di “Hungry heart” di Bruce Springsteen e prosegue con i vecchi singoli “Silence is easy” e “Four to the floor”, ma anche l’ultimo “Tell me it’s not over” è accolto con calore dal pubblico.
Piccola pausa e si riprende con una versione solo voce e chitarra di quel che fu il primo splendido singolo della band di Wigan, quella “Lullaby” che aprì loro tante strade. La chiusura è affidata sempre ad un brano tratto dal primo (e probabilmente resta il migliore) disco “Love is here”, la coinvolgente “Good souls”.
James e soci salutano, ringraziano e vanno a casa. Il loro compito lo hanno fatto con precisione e passione ed il concerto è risultato piacevole, soprattutto sui brani che li hanno resi celebri ed ai quali sono legati numerosi ricordi. E’ altresì vero che non sono questi i concerti che rimangono a lungo nella memoria. Ma per oggi va bene così.

(Ercole Gentile)

Live Report: Marlene Kuntz (feat. Franz Di Cioccio e Manuel Agnelli) @ Palasharp 08/09/09

Mercoledì, Settembre 9th, 2009

Le impressioni iniziali non sono delle migliori; arrivando al
concerto, la ex-festa dell’Unità (ora Festa Democratica) milanese
sembra dimessa, anzi dismessa: pochi stand e spazio, rispetto a quello
occupato negli anni passati. Una volta entrati nel glorioso palazzotto
milanese, le impressioni non cambiano: sembra vuoto.
E’ vero, i Marlene Kuntz sono in giro da due anni e passa. Con questa
tranche del tour, più rock e meno intimista di quelle precedenti, sono
passati almeno altre due volte in zona Milano, negli ultimi mesi. Il
tempo (molto tempo: sono le dieci passate) che il concerto inizi, la
gente si raduna sotto il palco, ed è più di quella che sembrava
inizialmente. Insomma, un buon pubblico, che i Marlene scalda fin da
inizio scaletta, con il recupero di “classici” veloci come “Festa
mesta” e “Sonica”, accolte trionfalmente e cantate a gran voce.
I suoni sono più tesi ed energici che nel passato recente, anche se la
scaletta ha un moto sinuoso, con rallentamenti ed accelerazioni. E’
impreziosita dalle presenze di due grandi, Franz Di Cioccio, che
canta e suona la batteria su “Impressioni di settembre”, pezzo della
PFM ormai in repertorio da tempo della band cuneese. “Premiata
kuntzeria marconi”, scherza l’incontenibile batterista, che fin dal
concerto si può vedere nel backstage che scalpita per salire sul
palco, e quando ci è sopra non riesce a star fermo dall’entusiasmo.
Tornerà nell’ultimissima canzone della serata, “Ineluttabile”,
inscenando un altro “duello” ai tamburi con Luca Bergia. In
quest’ultima canzone, in realtà, sembra che Di Cioccio vada un po’ per
conto suo, ma l’effetto è comunque pregevole… L’altro ospite è Manuel
Agnelli, che rende il favore all’ospitata di Godano al Primo Maggio.
Anche questa volta si esegue “Il paese è reale”, ma con una formula
diverse: canta solo Agnelli, i Marlene si limitano – si fa per dire –
a marlenizzare la canzone, in maniera davvero esemplare.
Ancora qualche data aspetta i Marlene, che poi inizieranno a pensare
al futuro: completare il progetto Beautiful, assieme a Howie B e
Gianni Maroccolo, i progetti per un nuovo album, la direzione musicale
da prendere… Sia quel che sia, serate come queste dimostrano che i
Marlene sono e rimangono una delle più belle realtà del rock italiano.

Live Report: Soulsavers feat. Mark Lanegan @ Magnolia Parade Milano 02/09/09

Giovedì, Settembre 3rd, 2009

Inutile girarci attorno. L’attrazione della serata, per la maggior parte del pubblico presente alla prima giornata della Magnolia Parade di Milano, è lui. Mark Lanegan, idolo di diverse generazioni di rockettari: da chi il grunge lo visse in prima persona con i suoi Screaming Trees, ai più giovani amanti delle sonorità ruvide e grezze di Queens Of The Stone Age (con i quali collaborò per il capolavoro “Songs for the deaf”), Mark Lanegan Band e Gutter Twins (con Greg Dulli), da ascoltatori soft (vedi i lavori con Isobel Campbell), fino a patiti di musica elettronica (con, appunto, i Soulsavers).
Il duo inglese, autore di melodie electro largamente contaminate dal rock, ma anche dal gospel, dal folk-country e sonorità cinematiche alla Morricone, ha ben pensato di “portarsi dietro” il massiccio Mark, probabilmente sicuri di un incremento notevole di pubblico. Ed in effetti così è, pur avendo i Soulsavers numerosi estimatori conquistati con l’ottimo secondo album “It’s not how far you fall, it’s the way you land” del 2007 e alcuni appena acquisiti grazie al freschissimo nuovo lavoro “Broken”.
Il programma della serata prevede diversi gruppi italiani in apertura (tra cui The Leeches e Octopus), nella giornata più rock di un’ottima rassegna dedicata alla scena elettronica che porterà a Milano (fino al 4 settembre) realtà internazionali di altissimo spessore come Peaches, Moderat, Matthew Herbert, Nouvelle Vague e altri.
Sono le 23,15 quando i Fratelli Calafuria lasciano il palco. Una ventina di minuti per il cambio di strumentazione, il tempo per un’ultima birra e per guadagnarsi agilmente il posto in prima fila.
I Soulsavers si presentano come una vera e propria band composta da basso, chitarra, batteria, una splendida tastierista e voce femminile e Lanegan in prima linea.
Gigante è l’unico termine che mi sovviene per descrivere il cantante di Seattle che ho proprio davanti a me: alto, grosso, enormi piedi chiusi in anfibi neri, sguardo di ghiaccio, una sola parola di ringraziamento e caratteristica voce fumosa (anche se eccezionalmente non accende neanche una sigaretta sul palco: avrà smesso?).
Il set funziona, il sound è ovviamente molto più rock che su disco, ma sempre mantenendo un’atmosfera delicata e soffusa, con brani pescati dal primo album come “Ghosts of you & me”, “Jesus of nothing” e “Kingdoms of rain”, ma anche con le nuove “You will miss me when I’m burn” e “Some misunderstanding”, mentre il freno a mano viene tolto sull’aggressiva “Death bells”. Prima della pausa c’è spazio per “Hit the city”, brano del 2004 firmato dalla Mark Lanegan Band e accolto con grande carica dal pubblico milanese.
Si riprende dopo un minuto di break con “By my side”, etereo brano di “Broken” cantato dalla graziosa creatura in gonnella, prima del grande ritorno di Lanegan sul palco per il finale, sulla canzone che forse più rappresenta il nome Soulsavers, “Revival”.
Set conciso, poco meno di un’ora, ma soddisfacente per i Soulsavers e per lo statuario Mark: niente di trascendentale, ma tutto al posto giusto.
Chiudo con una menzione speciale per la bella organizzazione del festival: location capiente (siamo all’Idroscalo, per chi non conoscesse il Magnolia), ottimo cibo e birra a prezzi onesti, così come il prezzo del biglietto. Sembra quasi di non essere a Milano…

(Ercole Gentile)

Dal Vivo
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