Live Report: In Flames @ Live Club Trezzo d’Adda (Mi) 19/11/09
Venerdì, Novembre 20th, 2009
La cosa più strana di tutte è la dicitura sul biglietto: concerto di musica leggera.
Forse sono io che proprio non ci arrivo, ma tanto leggeri gli In Flames non mi sembrano. Il bel Live di Trezzo ospita il quasi tutto esaurito dell’unica data italiana della band svedese. Tanto amore e tanta fedeltà da parte dei fan intorno a questo gruppo di death metal che più passa il tempo, più sembra ammorbidire gli spigoli.
E inevitabilmente salta fuori la parola “melodic” davanti alle altre due. Roba da storcere il naso? Solo se sei un fedelissimo. Dal vivo però tutto questo non conta, perché sul piatto vengono messi i cavalli di battaglia, l’artiglieria pesante. Spicco in platea come l’unico non vestito di felpa nera con cappuccio. La mia camiciola a quadrettini rossa fa la sua figura almeno tanto quanto la maglietta dei Mogwai che fa capolino timida, bersagliata immediatamente da un paio di sguardi truci.
La seconda cosa in ordine di stranezza è entrare al Live per gli In Flames e sentire i Sigur Ros a tutto spiano accompagnati da un costante ma significativo borbottio in platea (evidentemente l’apertura dei Sybreed non ha placato le voglie). Proprio non si possono sopportare eh? La mia maglietta dei Mogwai però si sente un po’ più a proprio agio. Mancano venti minuti alle dieci quando scatta l’ora del putiferio e qui bisogna attingere ad una serie di espressioni di genuina ammirazione da rivolgere a tutte le persone presenti in sala. Perché si può dire tutto al “popolo del metal”, ma non che non sia il più caldo in assoluto. Nell’ora e mezza scarsa di concerto – senza pause e senza rientri – sono veramente pochissimi i momenti di silenzio: c’è un continuo inneggiare alla band con cori da stadio, roba da far impallidire il più duro dei duri svedesi. La band se ne accorge molto presto e fa notare che dovremmo trasferirci in Svezia ad insegnare alle folle nordiche come si esulta. Tutto questo nonostante l’amarezza per la sconfitta della nazionale di calcio svedese contro l’Italia in amichevole. Dettaglio trascurabile? Mica tanto. Rende perfettamente l’idea del clima che si va costruendo al ritmo dei pezzi più duri e di vecchia data che si mischiano con la produzione più recente.
E da quasi profano mi rendo comunque conto immediatamente dell’enorme differenza che prima ho cercato di inquadrare con la parola “melodic”. Ci sono quindi gli In Flames del prima (quelli degli anni Novanta) e gli In Flames del dopo (quelli dei più recenti Duemila). Cosa ci sia stato nel mezzo non è dato saperlo. Ad ogni modo pezzi come “Pinball map”, “Trigger” e “Only for the weak” sono dei veri spacca folla. Guardandomi intorno vedo che buona parte della platea conosce tutti i pezzi a memoria e condivide la rabbia nelle urla di Ander Fridén. Il momento più divertente però capita quando un ragazzo in prima fila viene chiamato a cantare sul palco tra l’invidia generale. Fridén cede il microfono e si mette in disparte. Risultato? Sarà l’emozione, o un improvviso attacco di panico, beh… niente voce! E via che partono i cori di insulti tra le risate generali. Scherzi a parte, il set come ho già detto ha proposto un’ora e mezza scarsa di musica di buon livello qualitativo. Si sente che gli In Flames sono ormai dei veterani e che sanno stare sul palco. Quando arriva il momento dei classici la bolgia si fa pressante fino alle ultime file e anche i più irriducibili che “pogano” a braccia conserte sono costretti a sciogliersi al ritmo del doppio pedale. E’ così che “Take this life “ e la conclusiva “My sweet shadow” chiudono un set molto sudato e partecipatissimo, abbracciando virtualmente ogni singolo componente della platea e dando appuntamento al prossimo album che è ai nastri di partenza stando alle dichiarazioni di Friéden: “Non ci vedrete tanto presto. Dobbiamo tornare in Svezia a scrivere il nuovo F*****issimo album”. Per dei fan di tale livello, quello che sarà il decimo album in quindici anni non è ancora abbastanza.
(Marco Jeannin)
SETLIST
1. Cloud connected
2. Embody the invisible
3. Pinball map
4. Delight and angers
5. Disconnected
6. Square nothing
7. Trigger
8. The hive
9. Only for the weak
10. Drifter
11. Clayman
12. Come clarity
13. Leeches
14. Alias
15. The mirror’s truth
16. The quiet place
17. Take this life
18. My sweet shadow




