Live Report: Editors @ Palasharp Milano 04/12/09
Sabato, Dicembre 5th, 2009
Il dubbio era: come suoneranno dal vivo gli Editors? Non che non l’abbiano mai fatto, o che non siano mai passati dalle nostre parti, anzi. Ma l’ultimo disco, “In this light and on this evening”, ha spiazzato un po’ di fan, con i suoi suoni elettronici. Fan che, peraltro, sono parecchio numerosi: il concerto è stato spostato dall’iniziale sede dell’Alcatraz al ben più capiente PalaSharp, che non è pienissimo – le parti alte delle tribune sono coperte da teli neri – ma è comunque bello denso, con un gran colpo d’occhio.
Le prime note sono quelle della title-track, e riproducono il suono a base di sintetizzatori vintage, beat e chitarre. Poi si attacca con un’altra title track, “An end has a start”, e la band ritorna al suono che l’ha fatta conoscere, fatto di riferimenti new-new-wave e una voce cavernosa che ricorda inevitabilmente Ian Curtis dei Joy Division.
Così la risposta alla domanda iniziale è molto semplice: gli Editors suonano come su disco. Alternano canzoni vecchie e canzoni nuove, sound “vecchio” e “nuovo”. Le ultime sembrano funzionare meglio, sia per l’impatto visivo (uno schermo di led con illustrazioni molto semplici e vintage, quasi da videogioco 8-bit), sia perché permettono al gruppo di lasciarsi andare un po’ di più, abbandonando la forma-canzone che sembrano cercare troppo rigidamente nei brani vecchi, risultando a tratti freddi (problema peraltro comune a colleghi come Interpol e Franz Ferdinand).
La scaletta rispetta in larga parte quella dei concerti recenti, con i colpi migliori alla fine: l’1-2 di “You are fading”- “Bricks and mortar” e i bis con “Munich” – una delle tante canzoni di queste nuove band a rubare la chitarra in controtempo di “Marquee moon” dei Television – e “Papillon”, vero trionfo di electrorock.
(Gianni Sibilla)