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Archivio per Ggennaio 20th, 2010

Live Report: Ian Brown @ Magazzini Generali Milano 19/01/2010

Mercoledì, Ggennaio 20th, 2010

Il sottoscritto ha un colpa, ed è meglio dirla subito: una conoscenza non strabiliante degli Stone Roses, band fondamentale della scena musicale inglese a cavallo tra fine Ottanta e primi Novanta, fautrice di una innovativa fusione tra rock, pop e dance. Insieme agli Happy Mondays formarono la cosidetta scena di Madchester.
Da lì l’influenza su tutta la scena brit-pop che nascerà a breve, Oasis in testa (anche come movenze e attitudine).
Conscio comunque dell’importanza che Ian Brown, il leader degli Stone Roses, ha avuto nella storia della musica degli ultimi venti anni, decido di andare a sentire la sua esibizione milanese, convinto anche dall’ascolto dell’ultimo discreto disco solista “My way”.
In Inghilterra Ian è praticamente un idolo, i suoi concerti sono stracolmi e appena può il Festival di Glastonbury lo ingaggia per esibirsi.
In Italia non sono in molti invece i presenti alla sua unica data italiana ai Magazzini Generali, il locale fatica a riempirsi e nelle prime file a urlare e sbraitare ci sono alcuni alticci connazionali di Ian.
Il concerto comincia che sono quasi le 22. L’ex Stone Roses è accompagnato dalla sua band composta da un batterista, un chitarrista, un tastierista (ed effetti), un bassista ed un percussionista.
Il sound è pieno, la fusione tra rock ed elettronica crea una psichedelia dalla quale è difficile sfuggire. Ian sul palco ha le classiche e sfacciate movenze che da anni lo rendono unico (anzi, anche imitato, vedi un certo Liam Gallagher), l’unico problema è la voce e questa volta la rinomata cattiva acustica dei Magazzini non c’entra. Già perchè Ian dal vivo canta proprio così, stona a ripetizione, non ne azzecca una che sia una: agli inglesi non importa (basta cercarsi alcuni video su YouTube per vederli comunque in visibilio), ma a noi un po’ si, evidentemente. Non sono l’unico insofferente infatti, i pareri attorno a me sono tutti simili e dispiace perchè le sonorità, l’atmosfera e lo stesso Ian sono davvero coinvolgenti.
Però quando uno ti stona per un’ora e mezza nelle orecchie infastidisce. Che si chiami Ian Brown o meno. Il rispetto rimane, la gente al concerto un po’ meno.

(Ercole Gentile)

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