Live Report: Fu Manchu @ Latte Più Brescia 10/02/10
Sabato, Ffebbraio 13th, 2010
I Fu Manchu rientrano in quella categoria di band che meritano di essere viste, a prescindere dal come e dal quando. Gente che ha segnato la storia dell’alternative di marca statunitense come la band capitanata da Scott Hill necessita di un trattamento di favore, anche se i tempi ormai sono cambiati e l’età dell’oro tramontata. I Fu Manchu però non sembrano risentire del peso dell’età, né tantomeno di quello delle mode: pubblicano senza pause dal ’94, con coerenza e continuità. Vederli sul palco equivale a fare un salto indietro nel tempo di una quindicina di anni buoni. Sentirli è un’esperienza da amarcord. I Fu Manchu sono in tour per presentare la loro ultima fatica, “Signs of infinite power”. Un disco alla Fu Manchu tanto per capirsi, niente di più e niente di meno. Riff alla Black Sabbath, chitarre distorte, atmosfera da skate contest e polo a righe smanicata. Il set di Brescia è un buon compendio della quasi ventennale vita della band californiana. Un’ora e mezza abbondante di stoner vecchia scuola che, se all’inizio funziona alla perfezione con un sound pieno supportato da una notevole abilità tecnica, alla lunga mostra la corda scadendo un pelo nel ripetitivo. Chiariamo: tutto bello e interessante, ma se i Fu Manchu non sono mai usciti dal loro guscio con una vera esplosione, un motivo ci dovrà pur essere. Ad ogni modo quello all’ottimo Latte più è stato un set da non mancare, anche solo per riporlo nel proprio bagaglio personale di live che fanno la differenza, in questo caso quello di una band che rappresenta la vera essenza dell’essere indipendenti (mai con una major), il volto concretamente alternativo di un genere pesantemente ridimensionato che ancora dopo tanti anni sopravvive grazie ai live in piccoli club popolati da uno zoccolo duro di irriducibili. Tra cui il sottoscritto.
(Marco Jeannin)