Live Report: White Lies @ Alcatraz Milano 17/02/10
Giovedì, Ffebbraio 18th, 2010
Dovevano passare dalle nostre parti già nel mese di novembre, ma un malanno al cantante Harry McVeigh (che durante il concerto di stasera si scuserà per il “ritardo”), costrinse gli White Lies a rinviare le date italiane.
Oggi però sono qui, in una serata in cui Milano è sotto la pioggia, un clima che ben si adatta alle atmosfere tra rock e new-wave della band londinese. L’Alcatraz non è penissimo, ma si presenta comunque bene, anzi direi che c’è la quantità ideale di pubblico per ascoltare un concerto. Dopo l’apertura dei milanesi Merci Miss Monroe, alle 21,50 ecco spegnersi le luci e salire sul palco gli White Lies che in veste live diventano quattro: oltre a McVeigh alla voce e chitarra, Cave al basso e Lawrence-Brown alla batteria c’è anche Tommy Bowen alle tastiere.
La scenografia è semplice ma efficace e la formazione londinese decide di cominciare alla grande con uno dei singoli dell’album, quella “Farewell to the fairground” che fa cantare il pubblico a squarciagola sulle parole “Keep on running, keep keep on running, there’s no place like home”.
Colpisce il sound degli White Lies: pieno, forte e sicuro, senza sbavature. Sarà che siamo (ahimè) abituati a location con un’acustica non proprio eccelsa, ma insomma stasera il concerto si sente proprio come Dio comanda. Gli White Lies proseguono con “Taxidermy” (brano presenta sulla versione 7 pollici del singolo “To lose my life”), “E.S.T”, “The price of love” e “You still love him”, altro episodio presente solo come b-side del singolo “Unfinished business”.
Giusto a metà concerto ecco il singolone che li ha lanciati in tutto il mondo “To lose my life”, sulle cui note l’Alcatraz impazzisce, prima di “A place to hide” e della splendida “Fifty on our foreheads”. La prima parte del concerto si chiude con “Nothing to give” e la già citata “Unfinished business”. Una breve pausa e gli White Lies tornano con una bella versione di “Heaven” dei Talking Heads, alla quale fa seguito “From the stars” prima della chiusura col botto. Tocca infatti allo splendido singolo “Death” chiudere le danze: gente che urla, canta e salta, un’immagine perfetta da portarsi a casa, da usare per ripararsi dalla pioggia che ci attende all’uscita.
Non c’è che dire un’ora di ottima musica: gli White Lies hanno svolto con diligenza il loro compito, con quella classe tipicamente inglese e quel pizzico di oscurità che li contraddistingue.
(Ercole Gentile)
SETLIST
“Farewell to the fairground”
“Taxidermy”
“E.S.T.”
“The price of love”
“You still love him”
“To lose my life”
“A place to hide”
“Fifty on our foreheads”
“Nothing to give”
“Unfinished business”
“Heaven”
“From the stars”
“Death”