Live Report: Bloody Beetroots @ Magazzini Generali Milano 25/02/10
Venerdì, Ffebbraio 26th, 2010E’ possibile che il pubblico riesca a rovinarti un concerto? Già, perchè di concerto si trattava, ma evidentemente la maggior parte del giovanissimo pubblico (l’età media senza esagerare sarà stata sui 18 anni) che affollava ieri sera i Magazzini Generali di Milano non l’ha capito.
Il dubbio si instilla nella mia mente fin dall’ingresso dove scopro che per entrare si deve essere in lista e aver prenotato l’ingresso alla serata tramite i pr, in classico stile italian-disco.
Ok Bloody Beetroots sono un fenomeno nuovo, di musica elettronica, ma lo spirito del disco d’esordio “Romborama” non mi sembrava questo, anzi sono quasi certo che non è questo: Bob Rifo (il titolare del progetto) viene dal punk, è un ammiratore di fumettisti “ribelli” come Tanino Liberatore e ha mostrato in più di un’intervista di essere una persona acuta. Insomma cosa c’entra tutto questo con molta della gente che c’è stasera ai Magazzini Generali?
Poco: molti sono qui perchè la musica di Bloody Beetroots adesso “spacca”, i ragazzini possono fare casino coi soldi di papà e come recita la maglietta di uno di loro “essere presi bene al 100%”. Forse anche grazie ad un aiutino chimico.
Impossibilitato a consolarmi con una birra (qualsiasi consumazione costa 8 euro), attendo l’inizio del set che arriva alle 23,20. Devo ammettere che quando le luci si spengono, la nebbia avvolge il palco, le urla del pubblico coprono tutto con un grande boato, l’atmosfera è davvero eccitante. Si fa fatica a riconoscere quanti sono i Bloody Beetroots: sembrano in tre in questa nuova versione live che si chiama Death Crew 77, non più un dj set, ma una vera band per un vero concerto.
Si salta e si balla con i mascherati Bob Rifo e soci (che faremo fatica a vedere per tutto il concerto a causa di uno studiato gioco di fumo e di luci), non c’è che dire: i Bloody sanno come si fa, con i loro potenti sbalzi alla Justice e Daft Punk. “Warp 1.9” è una bomba. Il concerto ogni tanto vira verso il rock puro ed anche sul punk tanto caro a Bob, prima di tornare all’electro quasi techno.
Sarebbe stato un gran bel concerto se si fosse potuto vedere, ballare e anche pogare. Per l’ultima opzione si può andare nelle prime file per il resto si può andare…fuori visto che la gente non sta ferma un secondo in qualsiasi parte del locale: attenzione non intendo che balla e salta, intendo decine e decine di persone che continuano a spostarsi, senza tregua. Il fastidio è alle stelle:non posso ballare, fatico ad ascoltare e sono continuamente urtato da spintoni e ragazzini ubriachi (beati loro che se lo possono permettere!).
Cedo ed esco. Mi spiace Bob, magari verrò a sentirti da qualche parte, all’estero, visto il super tour mondiale che stai per intraprendere. Peccato farsi rovinare un concerto carico ed esplosivo da un pubblico così.
Non me ne vogliate ragazzi, forse sto solo invecchiando.
(Ercole Gentile)