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Live Report: Gianluca Grignani @ Teatro Smeraldo Milano 19/05/2010

Confesso: Gianluca Grignani mi è sempre piaciuto. E dopo il concerto di ieri sera mi piacerà ancora di più. So che da una indie rocker-novizia clubber come me non ce lo si aspetta, ma il “Grigno” ha segnato una parte della mia adolescenza. Ore 21, Teatro Smeraldo.  L’androne è gremito di un pubblico che più vario non si può: si spazia dalle teenager accompagnate dai genitori, gruppi di amiche ventenni, gruppi di giovani donne fan di Gianluca dei primi tempi e di ora, coppie, signori di mezz’età e nonne in compagnia di nipoti a dir poco esagitate. Entriamo in sala, qualche minuto d’attesa, allietato da Massimiliano Lalli, giovane promessa del cantautorato italiano, preso da Grignani sotto la sua ala protettrice. Arriva il momento che tutti stiamo aspettando: iniziano giochi di luci, magistralmente eseguti da un “light designer” esperto, acompagnati da stralci di interviste a personaggi celebri montate ad incastro e a suoni distorti, che pian piano diventano un battito cardiaco, fino ad esplodere in un vagito di un bambino, davvero di grande impatto. Salgono sul palco i musicisti e, subito dopo compare lui, Gianluca Grignani, nascosto dietro un sipario bianco, che ne lascia intravedere la sagoma, E’ proprio in forma, la data milanese lo carica e si vede. Intona le prime note di “Allo stesso tempo”, seguita da “Sei sempre stata mia” ed è delirio generale. Senza un attimo di sosta si susseguono “Romantico Rockshow”, cantato sul finale da un coro gospel, “Le ro la”, e due dei pezzi del nuovo album che mi sono rimasti partcolarmente nel cuore: “il più fragile”, in cui, lo ammetto è scesa una lacrima, e “Amica mia”. Un turbinio di emozioni, Gianlica è sempre più carico, ringrazia il pubblico e la sua Milano, luogo in cui è cresciuto e che porta sempre dentro di sè. In perfetta armonia si alternano brani recenti e bran storici tra cui : “Sei unica”, “Non ho più fiducia”, “Rimani acqua di mare” dedicata allo zio, la splendida “Mi piacerebbe sapere”, “L’allucinazione”, “Falco a metà” e “Destinazione Paradiso”. Qualche minuto di pausa per far riprendere noi dalla scarica elettrica infusa attraverso le canzoni e per lui, per riprendere fiato. Gianluca torna sul palco ancora più energico di prima ed è la volta di “Speciale”, dal vivo ancora più bella, “La fabbrica di plastica”, ” Bambina dallo spazio” e “Cammina nel sole”. Mi guardo attorno, il teatro è gremito, nonostante si stia seduti (davvero una sofferenza), vedo il pubblico scalpitare, mi sa che sul finale mi alzo, non riesco a trattenermi. Arriva la sorpresa: Gianluca annuncia un brano che l’ha reso famoso non solo in Italia ma anche all’estero, reinterpretato da molti artisti e questa sera suonato da un chitarrista d’eccezione, Alberto Radius,braccio destro di Battisti. La commozione sui volti di chi mi circonda è chiarissima. Dopo due ore intense, Gianluca temina il live con “Più veloce del suono”, la mia canzone preferita in assoluto, la canzone che ha fatto da colonna sonora a molte delle mie serate speciali da quattro mesi a questa parte, e non posso non alzarmi. Esplode lo Smeraldo, tutti in piedi. Il “Grigno” saluta, ringrazia e sparisce dietro le quinte con i suoi musicisti. Caro Gianluca, ti ringrazio io per avermi fatto vivere un concerto spettacolare, in tutti i sensi. Esco dal teatro canticchiando. “E poi perchè bisgna morire vivendo, baby”….. Sacrosanta verità.
(Rossella Romano)

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