Live Report: Faithless @ Italia Wave, Livorno, 23/07/2010
A Livorno è il terzo giorno dell’Italia Wave Love Festival, e quando manca meno di un quarto d’ora a mezzanotte, sul palco dello Stadio Comunale “Armando Picchi”, che ospita il Main Stage cui sono riservati i concerti principali, salgono i Faithless, a conferma dell’indirizzo fortemente elettronico che accomuna gran parte degli headliners di questa edizione (oltre agli stessi Faithless, anche i Groove Armada, gli Underworld e gli Ojos de Brujo). Si tratta dell’unica data estiva del gruppo inglese, dopo un tour primaverile che li aveva comunque portati in Italia negli scorsi mesi. Forse per questo motivo ad accoglierli c’è meno pubblico di quanto se ne sarebbero aspettato, ma per la band, che parte subito a tutta forza con “Happy”, sembra non essere un problema. Tantomeno lo è per il pubblico, costituito in buona parte da uno zoccolo duro pronto a seguire la band fino in fondo.
Nella scaletta del set, la cui durata è prevista essere di poco superiore all’ora e mezza di musica, un terzo dei brani provengono dal nuovo lavoro della band, “The dance”, dichiarazione d’intenti più che eloquente di quanto Maxi Jazz, Rollo e Sister Bliss abbiano intenzione di fare sul palco. Il suono prodotto da Rollo è affilato il giusto, Maxi Jazz è il cerimoniere migliore per officiare il rito, i movimenti ritimici ed eleganti di Sister Bliss in piedi dietro alle sue tastiere non fanno che accrescere il senso complessivo della presenza sul palco della band, alle cui spalle esplode, sin dalle prime note, un muro di led luminosi che proietta disegni luminosi e spara luci strobo senza sosta.
Dopo “Happy” arriva “Sun to me”, ancora dal nuovo album, mentre Jazz inizia a scaldare il pubblico, a seguire “All races” e poi una delle pietre miliari della band, “God is a DJ”, che arriva dal celebratissimo album del 1998 “Sunday 8 PM”: “Dio è un DJ”, sentenzia Jazz, e questo palco, stasera, è la sua chiesa. Il pubblico si muove all’unisono, gioca con la band così come la band gioca con le dinamiche della sua musica per far crescere la tensione e lasciarla poi scaricare il groove liberatori. Come tutti i concerti dei Faithless anche questo finisce per assomigliare sin da subito ad una funzione liturgica, un rito tribale e arcaico che unisce i celebranti sopra e sotto il palco. Si torna a “The dance” con “Feel me now” e “Crazy Bal’heads”, poi è tempo per un altro classico, “Mass destruction”, dall’ottimo “No roots” (2004). A seguire “Tweaks” e poi “Insomnia”, uno degli apici dell’intero concerto. Il pubblico ruggisce, la band si esalta, poi lascia partire “Everything al right”, “What about love” e “Bombs”. “Drifting away” e “Salvia mea” riportano la tensione del concerto sui brani dell’album “Reverence”, il loro debutto del 1996, mentre la chitarra di “Swingers” fa da ottimo preludio per il finale di “Not going home”. Il palco resta al buio, la band sparisce, il pubblico acclama. Dura poco, però, Jazz fende lo scuro e torna davanti al microfono per lanciare gli ultimi due brani, colpi davvero pesanti: “Muhammad Ali” e “We come 1” sono i due brani migliori dell’album “Outrospective” (2001) e qui arrivano come un micidiale uno-due, a chiudere il set nel modo migliore. La band scompare nuovamente nelle tenebre, le luci si accendono, lo stadio inizia a svuotarsi. Ed è davvero una buona notte quella che arriva, a conclusione di un set così coinvolgente. Da far venir voglia di spostarsi all’Elettrowave poco distante a continuare “Tha dance” fino all’alba, mentre il libeccio soffia forte dal mare e, al porto, la Fortezza Vecchia si riempie di gente mentre il Wave corner ospita un quartetto jazz. Livorno è bella, stanotte, e amica della musica.
(Luca Bernini)
FAITHLESS SETLIST
“Happy”
“Sun to me”
“All races”
“Godi s a DJ”
“Feel me now”
“Crazy Bal’heads”
“Mass destruction”
“Tweak”
“Insomnia”
“Everything alright”
“What about love”
“Bombs”
“Drifting away”
“Salvia mea”
“Swingers”
“Not going home”
“Muhamad Ali”
“We come 1”