Live Report: Grinderman @ Live Club Trezzo (Mi) 06/10/10
Il “live” di Trezzo sull’Adda ci accoglie con un gran caldo e luci blu soffuse per la “prima” assoluta in Italia dei Grinderman di Nick Cave, giunti al secondo disco dopo l’esordio del 2006. Nonostante la prolificità mostrata dal cantautore australiano negli ultimi anni, è la prima volta che si presenta nel nostro paese con questa formazione a quattro, democraticamente formata da Bad Seeds apparentemente senza un vero leader.
Alle 21 e 30 inizia lo spettacolo ed è subito chiaro qual è l’intento musicale: suonare diretti, quasi grezzi, accompagnati da un palco con poche luci e che concentra l’attenzione sui musicisti.
E la sequenza di apertura non lascia dubbi: “Mickey Mouse and the Goodbye Man”, “Worm Tamer”, “Get it on” e “Heathen Child” travolgono gli spettatori che si dimenano in un movimento tra il ballo e il classico pogo.
Nick Cave è il solito personaggio: nonostante la chitarra imbracciata (e suonata, diciamola tutta, con qualche impaccio), riesce ad essere magnetico, a tratti ipnotico quando osserva i ragazzi delle prime file. I Grinderman sono dichiaratamente il suo esperimento ludico, e vuole che il pubblico si diverta. Così, dopo tre canzoni e qualche “vaffa” alla security, la caccia definitivamente bloccando l’esecuzione di “Get it on”. Da quel momento, in modo generoso e coinvolto raggiungerà più volte i fan, come durante “Honey Bee” che scatena il pogo delle prime file. In un’occasione abbandona il microfono tra il pubblico per far continuare un coro alla gente, mentre lui raggiunge la band.
Appunto, la band. La sezione ritmica è rappresentata al basso dal fidatissimo Martyn Casey e alla batteria da Jim Sclavonus. Ma il mattatore ancora una volta è il sempre più tarantolato Warren Ellis, oramai alter ego musicale di Cave. Anima noise dei Grinderman, Ellis suona ogni tipo di strumento, spesso in modo scoordinato e buffo, ma sicuramente efficace e coinvolgente. Durante “Evil” è addirittura inginocchiato davanti alla sua pedaliera, attiva e riattiva continuamente loop musicali, quasi vivendo il concerto in un mondo tutto suo (forse sarà anche la sua folta barba da guru a regalare questa impressione).
La prima parte si chiude con la ballata “Bellringer Blues”. Al ritorno sul palco si scopre che il piccolo organo di Nick si è rotto (lui chiede scusa in modo ironico, chi sarà mai stato?) e forse per questo motivo salteranno un paio di pezzi in scaletta.
Poco importa: il concerto si chiude regalando una splendida “Grinderman”, sofferente ed ipnotica e che forse ci fa capire che Nick Cave con i Grinderman ha trovato la strada per fare qualcosa di diverso e che lo diverte, ma con la maturità dei cinquant’anni. Il pianoforte è stato bandito e suonando dal vivo solo pezzi dei Grinderman vuol dire che questa sua nuova creatura musicale ha oramai preso forma. Resta da chiedersi quale sarà il suo prossimo passo: Un altro libro? Una sceneggiatura? Un disco con i Bad Seeds (orfani ormai anche di Mick Harvey)? Di una cosa si è sicuri: che il suo percorso artistico ha sempre manifestato una coerenza di fondo e il concerto di stasera lo ha ampiamente dimostrato.
(Simone Bianchi)
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Ottobre 7th, 2010 alle 7:11 pm