Live Report: My Chemical Romance @ Palasharp, Milano 07/03/11
Parola d’ordine: cautela. Più per chi legge, che per chi scrive. L’essere sopra i Trenta (o i Venti, dipende dai casi), non è un motivo valido per girare alla larga da una band come i My Chemical Romance. Tanto meno se si parla di live. Vedere per credere: PalaSharp non esaurito, ma discretamente pienotto se si butta uno sguardo in platea dalle gradinate. E mica solamente di ragazzine, ah no. C’è un po’ di tutto: bambini, adolescenti saltellanti con parrucca rosa e fidanzato al seguito, ma anche signori distinti di mezza età dallo sguardo curioso e, ovviamente, un plotone di accompagnatori defilato nelle zone più remote del palazzetto, pronto a riportare a casa nipoti e membra stanche a fine concerto. Un pubblico da pop band, se ne consideriamo l’eterogeneità, per un set ovviamente più punk che rock (benché a tratti palesemente hard) e perché no, pure funkeggiante (almeno nello spirito). Apertura in mano ai LostAlone, tre ragazzi piacevolmente animati da un fuoco hardcore versione “unrated”, evidentemente molto amati dal pubblico milanese visto il fragoroso boato d’accoglienza ma sconosciuti al sottoscritto (lo ammetto). Quasi quaranta minuti di set, emo punk abbastanza carico ed entusiasta per una band che al sesto anno di vita inizia ad avere un seguito corposo tra i giovanissimi, tanto da permettersi il lusso di far cantare i pezzi più noti a una platea già carica per l’arrivo dei “Fabolous Killjoys”. I MCR salgono sul palco del PalaSharp in formazione a sei, con due chitarre, voce, basso, batteria e tastiere. Nessuno sfondo (se non qualche luce al led), né tantomeno costumi o coreografie studiate a tavolino: uno show senza troppe regole prestabilite, esattamente come anticipato a Rockol da Gerard Way e compagni nell’intervista prima del concerto. Piatto forte della serata il nuovo album “Danger days”, un lavoro meno cupo e più punk rock rispetto al precedente concept “The black parade”, per la gioia dei nuovi adepti, e il disappunto della corrente più emo hardcore dei seguaci della band del New Jersey. Un’ora e mezza di set e venti pezzi proposti. Dopo una piccola introduzione si comincia subito con il singolo “Na Na Na”, “Thank you for the venom” e “Planetary (Go!) a fare da incipit. Le prime smentite a chi frettolosamente tende a catalogare i MCR alla stregua di una emo-boy band arrivano con la grintosa “Hang ‘em high”, inaspettatamente aggressiva e pesante in versione live. E via via le altre, su tutte l’arcinota “SING”, “Mama” (gustosa marcetta strampalata e incalzante molto amata dalla platea milanese vogliosa di dare fiato alle trombe), e a far valere il prezzo del biglietto, il quintetto cardine/spina dorsale dell’intero live: “I’m not okay (I promise)”, “Famous last words”, “DESTROYA”, “Welcome to the Black Parade” e quella “Teenagers” che vince il contest riservato al miglior pezzo della serata (davvero ottima sia per intensità che per coinvolgimento). Uscita, rientro di rito e finale con una “Give ‘em hell, kid” (anticipata da una sbiadita intro di piano) non prevista in scaletta, seguita da “Bulletproof heart” in chiusura definitiva di set. Oggettivamente un buon concerto, immagino strepitoso per gli under venti con le ossa ancora da farsi presenti al PalaSharp (molti, anzi, molte delle quali forse alla prima esperienza live), e potenzialmente divertente anche per i “fuori quota” più scettici. Cautela dunque: i My Chemical Romance sono una band che da una parte flirta con le ragazzine dalle bandane glitterate in debito d’ossigeno schiacciate in prima fila, e dall’altra ti piazza prima un concept-album sull’imminente morte di un ragazzo malato di cancro (“The black parade”) per poi calarsi nei panni di una “gang” di rivoluzionari del futuro, in lotta perenne contro la grande corporation (la Better Living Industries di “Danger days”). Vederli live significa tastare con mano questo dualismo: on stage giocano a fare le rock star tardo adolescenti ammiccando senza sosta, ma se i pezzi funzionano, un motivo ci sarà. Un addio onesto al caro PalaSharp (ex PalaTrussardi, PalaVobis, PalaTucker e Mazda Palace), teatro negli ultimi venticinque anni di concerti memorabili di gente come Peter Gabriel, Paul McCartney, U2, The Cure, Depeche Mode, Radiohead, R.E.M., Nirvana, Faith No More, Neil Young, Prince, Metallica, Black Sabbath e tanti, tantissimi altri: con i My Chemical Romance cala tristemente il sipario su uno dei luoghi storici della musica live milanese.
(Marco Jeannin)
SETLIST
“Na Na Na (Na Na Na Na Na Na Na Na Na)”
“Thank you for the venom”
“Planetary (GO!)”
“Hang ‘em high”
“SING”
“Vampire money”
“Mama”
“The only hope for me is you”
“House of wolves”
“Summertime”
“I’m not okay (I promise)”
“Famous last words”
“DESTROYA”
“Welcome to the black parade”
“Teenagers”
“Helena”
“Cancer”
“Vampire will never hurts you
Encore
“Give ‘em hell, kid” (con intro al piano)
“Bulletproof heart”