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Live Report: Antonello Venditti @ Mediolanum Forum, Milano 27/03/12

Non è da tutti riempire un palasport capiente come il Mediolanum Forum di Assago, roba da almeno diecimila persone. Anche se ieri sera era allestito alla stregua di un grande teatro con il parterre dedicato ai posti a sedere. Antonello Venditti si presenta sul palco con il classico quarto d’ora accademico di ritardo, così da permettere anche agli impenitenti della puntualità di non perdersi una nota. Una scena a doppio livello con tanto di doppia batteria sul soppalco. Il mattatore in ottima forma con jeans e camicia nera. Immancabili i rayban nella versione “da sole” con lenti scure. Un bel colpo d’occhio per un concerto che si potrebbe definire da subito sportivo e rilassato.

C’era fermento, ma anche emozione nel rivedere dopo tre anni il cantautore romano venuto nella città meneghina per presentare i brani del suo ultimo album “Unica”, pubblicato lo scorso novembre. Se si potesse applicare una regola matematica a Venditti, si potrebbe dire che la bellezza dei suoi concerti è indirettamente proporzionale alla bellezza dei suoi dischi, non per niente quello di ieri è stato, specie nella prima parte, un concerto memorabile, ma lo stesso non si può dire delle canzoni del suo ultimo album. Canzoni come “Unica” e “Oltre il confine” dal vivo trovano la loro perfetta dimensione, mentre altre come “Forever” sollevano più di una perplessità. I brani del nuovo album vengono sovrastati – e non poteva essere altrimenti – dalla bellezza e dalla cantabilità – qualità non da sottovalutare, anzi – di canzoni storiche ed emozionanti come “Giulio Cesare” (Antonello aggiorna il testo sostituendo ai mondiali dell’ottantasei e Paolo Rossi i mondiali del duemilasei e l’amato Francesco Totti), “Piero e Cinzia” (mentre sullo sfondo il wallscreen mandava pillole di Bob Marley e di un concerto consegnato ai libri di storia) e “Sotto il segno dei pesci” (uno dei momenti migliori dell’intero concerto) che hanno aperto le danze del live e accompagnato lo spettatore, dal più anziano (erano in molti, in tribuna stampa, ad aver superato la soglia di quella che prima del governo Monti si definiva l’età della pensione) al più giovane (che spettacolo vederli cantare a squarciagola!), ad uno dei momenti cruciali del concerto, ovvero l’esecuzione di “Roma capoccia” e dell’intramontabile “Sara” (la cronista donna di Rockol ha pianto come sempre le accade al momento di “Se avessi tempo ti porterei ogni giorno a far l’amore”) sdrammatizzata da un errore di testo più che umano che lo ha reso – come ce ne fosse bisogno – uno di noi, uno del pubblico, uno che dal palco, con il cuore in mano, ammette di essere sereno: “Io vivo male i concerti, sono sempre teso, questa sera invece è come se fosse un incontro con dei vecchi amici, vi devo ringraziare perché sono tranquillissimo”. E si vede, canta, balla, ride, fa battute… e quando si mette al pianoforte, quello rosso (“Non so se sono io questo al piano o se è Guzzanti”, dice Venditti riferendosi all’indimenticabile imitazione del comico Corrado Guzzanti), il concerto raggiunge il picco più alto di tutta la serata: “Ci vorrebbe un amico” e “Notte prima degli esami” lasciano solchi nei ricordi del cuore e si confermano canzoni universali che parlano a tutti, ed è talmente bello vederlo al centro del palco con il suo pianoforte, che verrebbe da desiderare e auspicare in un vicino futuro un concerto solo così, piano e voce, a rifare tutti le canzoni di un passato lontano. Magari in un teatro.
Il live prosegue (“Dopo il pianoforte mi devo riprendere”, afferma Venditti, che sembra quasi spaesato) ma non è più la stessa cosa: i volumi sono altissimi, i suoni esagerati, le voci gracchiano e il sassofono anni Novanta è troppo e ovunque. A nostro parere questi particolari non hanno reso giustizia a bellissimi brani come “Dalla pelle al cuore”, “Amici mai”, “Ogni volta” (che dal vivo Venditti non suonava da tempo) e “Benvenuti in paradiso”. Il bis viene lasciato a “E allora canta” e “Ricordati di me”, che fa correre indietro anche i più impazienti che stavano già abbandonando il palazzetto. Noi, inchiodati ai nostri seggiolini, ce la siamo cantata prima di guadagnare l’uscita.

(Daniela Calvi – Paolo Panzeri)

SETLIST:

“Unica”
“Compleanno di Cristina”
“Giulio Cesare”
“Piero e Cinzia”
“Oltre il confine”
“Che fantastica storia la vita”
“Sotto il segno dei pesci”
“Non ci sono anime”
“Roma Capoccia”
“Sara”

Al pianoforte:
“Ci vorrebbe un amico”
“Le cose della vita”
“Notte prima degli esami”
“Dalla pelle al cuore”
“Indimenticabile”
“Forever”
“Amici mai”
“Ogni volta”
“Alta Marea”
“Come un vulcano”
“Benvenuti in paradiso”
“In questo mondo di ladri”

Bis:
“E allora canta”
“Ricordati di me”

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