Live Report: Soundgarden @ Arena Concerti, Rho, 04/06/12
Martedì, Giugno 5th, 2012
Un festival di lunedí. il ritorno dei Soundgarden in Italia dopo quasi 16 anni è un ibrido: Il pubblico e la collocazione infrasettimanale sono da concerto classico, l’abbondante e ottimo cartellone, il luogo sono da festival.
La band di Seattle, riunitasi nel 2010, torna in Europa per la prima volta dal 1996: per l’Italia, il luogo è Milano, per la precisione l’Arena Concerti della Fiera di Rho. La giornata, inizia molto presto, verso le 16, con i Triggerfinger, prima di quattro band di supporto. Ma è lunedì e si vede: i primi gruppi sono accolti da un pubblico molto esiguo, che diventerà cospicuo solo con l’arrivare della sera.
alle 17 arrivano i Gaslight Anthem – che pubblicheranno il quarto disco, “Handwritten”, a luglio. Forse innervositi dall’Arena ancora pressoché deserta,Brian Fallon e soci offrono però un set sottotono rispetto ai propri standard, che sono quelli di una delle migliori giovani rockband in circolazione. “E’ dura, aprire un concerto di qualcun altro, a quell’ora”, ci confesserà Brian Fallon nel backstage più tardi.
Verso le 18, Gli Afghan Whigs mettono in scena probabilmente il miglior concerto della giornata: freschissimi di reunion, dimostrano già di avere ritrovato una forma invidiabile, sia fisica (Greg Dulli è visibilmente dimagrito rispetto ai tempi recenti con i Twilight Singers), sia sonora. La sintonia con i vecchi compari Rick McCullum e John Curley è evidente, e la band rispolvera i suoi classici, da “Debonair” a “Going to town”, con un un tiro notevole, anche grazie al nuovo batterista e a Dave Rosser (già nei Singers). Dalla scaletta vengono eliminati tutti i lenti, con un set teso come pochi, perfetto per la situazione festivaliera. Il pubblico osserva abbastanza tiepido: in pochi si ricordano che i Whigs erano una delle band migliori degli anni ’90, con quella fusione tra rock e influenze black; solo qualche 30-40enne – in minoranza, come il sottoscritto – che non riesce a star fermo. I Refused, pure riuniti da poco, sono attesi un piccolo manipolo di fan venuti appositamente per loro: la band svedese li ripaga con un set tosto, dominato dalla presenza scenica dello spiritato Dennis Lyxzen.
Finalmente alle 9 e mezza è la volta dei Soundgarden: il pubblico, che ora riempie la parte anteriore dell’immensa Arena, è tutto per loro. Il primo impatto visivo non è dei migliori: Chris Cornell è di bianco vestito, con una giacchetta blu - quanto di più lontano dall’estetica rock, diciamolo. Ben Sheperd e Kim Tahyil appaiono un po’ imbolsiti, soprattutto quest’ultimo che nasconde i lunghi capelli sotto una cuffia blu. L’unico che non è cambiato è Matt Cameron, ciuffo biondo e sguardo intenso, dietro la batteria. Quando attaccano a suonare, i dubbi sul look svaniscono grazie all’ottimo sound e alla scaletta perfetta, che alterna le hit (“Spoonman” piazzata ad inizio set, ottiene il primo boato della serata) a quei brani potenti tesi, chitarristici e zeppeliniani che hanno contraddistinto la prima fase della loro carriera: “Loud love”, “Gun”, “Outshined”. Forse proprio i pezzi da quel periodo sono quelli che funzionano meglio, anche se il pubblico apprezza inevitabilmente di più “Fell on black days” e “Black hole sun”. Nessun nuovo brano in scaletta, come promesso da Matt Cameron nell’intervista a Rockol, se non “Live to rise”, la canzone per il film “The avengers”, che dal vivo suona decisamente meglio rispetto alla versione di studio.
Un concerto praticamente impeccabile, quello dei Soundgarden: hanno rispolverato il loro gran repertorio e il loro suono. E ciò era esattamente ciò che si voleva da loro in questa fase. Anche se ogni tanto si aveva la sensazione che Chris Cornell avesse un po’ il freno tirato: voce perfetta e potente come sempre, ma con un po’ meno carica e calore di quanto ci si poteva aspettare. Matt Cameron rimane invece uno dei musicisti più rock ‘n’ roll in circolazione: la sua batteria è il motore sonoro della band.
La serata, comunque sia, finisce in gloria: dopo due ore di concerto, i bis concedono “Jesus Christ pose” e “Slaves and bulldozers”, e la gente sciama verso l’uscita dell’Arena. Ora che la reunion ha celebrato il passato, aspettiamo il futuro dei Soundgarden con il nuovo album, che uscirà ad ottobre.
(Gianni Sibilla)
Setlist Soundgarden:
Searching With My Good Eye Closed
Spoonman
Gun
Hunted Down
Live to Rise
Loud Love
Ugly Truth
Fell on Black Days
Blow Up the Outside World
My Wave
The Day I Tried to Live
Outshined
Rusty Cage
Burden in My Hand
Superunknown
Black Hole Sun
4th of July
Bis:
Jesus Christ Pose
Slaves & Bulldozers