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Live Report: Of Monsters And Men @ Teatro dell’Arte, Milano 16/09/12

Gli Of Monsters and Men sono una novità proveniente dall’Islanda, con un singolo inchiodato nelle prime posizioni delle classifiche italiane da mesi e che ha alimentato una certa attesa per la loro resa dal vivo.

Si potrebbero identificare come una piccola anomalìa radiofonica stagionale, soprattutto se posta in relazione ai “prodotti musicali” coi quali condividono il successo estivo (Gustavo Lima, Club Dogo, Flo Rida e… Pulcino Pio…) ma non solo, anche guardando il video del loro singolo è lampante come questo non segua per niente i classici canoni del “video dell’estate” o il tipico copione del promo-video per far conoscere il volto di una band emergente. Eppure la clip di “Little Talks” con il suo immaginario da cartone animato, i volti della band poco riconoscibili e i disegni astratti e mitologici, ha vinto su tutti i fronti. La canzone è conosciuta sia dal ragazzino in spiaggia che dalla casalinga di Voghera e non c’è troppo da stupirsi se il Teatro Dell’Arte di Milano risulta sold out per il loro concerto.  Il posto è particolarmente adatto per un live intimo e raccolto ma sarebbe stato un errore entrare con la convinzione di vedere un concerto in stile Von dei Sigur Ròs, perchè la storia risulta da subito molto diversa.

Di similare alla band islandese più importante nel mondo c’è solo il paese d’origine e un approccio culturale, chiaramente pervaso dal contatto con la natura.  Ma musicalmente sono storie diverse. Non hanno così torto coloro che azzardano ad accostare il nome degli Of Monsters and Men a quello degli Arcade Fire per esempio.  L’atmosfera di festa, la partecipazione del pubblico come parte integrante del live, il ritmo e il cantato corale, la strumentazione usata, l’interscambiabilità dei loro singoli elementi, sono tutte caratteristiche accostabili a quelle della band canadese.  Certo, gli OMaM sono più giovani, sono più inesperti degli Arcade Fire, come anche dei Mumford and Sons e il loro repertorio è ancora inberbe e immaturo, ma l’impatto che riescono a creare sul palco è notevole e  promette molto bene per il futuro. Sono in sette on stage, la loro disposizione iniziale li vede in fila e disposti orizzontalmente, al centro i due cantanti, un ragazzo biondo,piccolo e cicciotello, e di fianco una ragazza più delicata nei lineamenti che a noi ricorda un poco, e forse banalmente, Bjork. Una parte da protagonista di scena ce l’ha anche il batterista, un uomo di forte presenza scenica che chiede fortemente la partecipazione degli spettatori sin dalla prima canzone. E la ottiene. La platea applaude, tiene il tempo con le mani e ballicchia sin dalle prime note del live. Gia quando attaccano con “Dirty Paws”, che è anche la prima canzone del disco, la gente del teatro è pronta per rispondere. La musica si presta particolarmente, è molto orecchiabile ed ha sempre una forte componente ritmica,  la coralità delle voci dei due cantanti fa il resto. Notevole è il timbro di voce del cantante maschile, a volte vicino a tonalità in stile Fleet Foxes, a volte Midlake ma anche capace di muoversi verso territori più pop-rock. “Little Talks” arriva come decima canzone e la cantano tutti, anche se riflettendoci altre canzoni non avrebbero sfigurato se scelte come singoli.

Insomma, gli Of Monsters and Men portano a casa un concerto chiaramente breve, eseguono quasi tutte le canzoni da loro pubblicate, e  il pubblico presente, pur non conoscendole tutte, risponde molto bene dall’inizio alla fine con spontaneo coinvolgimento che sembra quasi gli appartengano già.

(Marco Danelli)

Setlist

Dirty Paws

From Finner

Slow & Steady

Mountain Sound

Skeletons

Your Bones

Love Love Love

King & Lionheart

Lakehouse

Little Talks

Six Weeks

Sloom

Yellow Light

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