Live Report: Archive @ Magazzini Generali, Milano 24/11/12
Novembre 26th, 2012 in Reports by Redazione Rockol

Concerto di un altro livello. Questo credo abbiano pensato tutti i presenti al termine delle due ore e un quarto suonate della band fondata da Darius Keeler e Danny Griffiths.
Gli Archive sono stati accolti dal sold out, ultimi biglietti in cassa alle 18, per una data neanche tanto comunicata dai magazine di settore. Il live inizia presto, bisogna finire entro le 22, e loro non vogliono giustamente privare i fan di una perfomance completa. Allora si anticipa. Già alle 19.40 si spengono le luci e degli altisonanti rintocchi di campana richiamano le persone all’ordine e la loro attenzione verso il palco.
Pollard Berrier, uno dei vocalist della band (paese d’origine: Austria) è a centro palco e intona senza troppi preamboli “Wiped out”, prima traccia di “With Us Until You’re Dead”, l’ultimo disco della band uscito a settembre di quest’anno. La voce riempie le mura del locale e al momento massimo della sua estensione parte puntuale il groove elettronico che dà corpo al brano. Un riff di chitarra gli dona tensione, entrano pulsanti batteria e percussioni aggiunte, ed il pezzo ha già cambiato forma tre volte. Dall’estremo sinistro del palco Keeler dirige come un maestro d’orchestra i suoi musicisti dando sicurezza e coesione dalla postazione synth, di fronte a lui Griffiths alle tastiere disegna le melodie di piano. La luce blu dei fari accorcia la distanza con il pubblico, completamente rapito già da ora e come sarà per tutto il concerto. Neanche il tempo di riaversi dall’impatto che entra sul palco Maria Q e parte “You Make Me Feel”. La cantante italo-inglese, con il gruppo dal ‘99 e diventata meritatamente una delle vocalist principali dal 2006, incarna ora il lato più soul delle composizioni degli Archive. Sulle composizioni tecnologiche e complesse la sua voce galleggia profonda e sensuale, ed il pubblico l’ accoglie come se fosse una di casa. Si susseguono senza soluzione di continuità canzoni del passato e del presente: “Sane”, “Interlace” e “Stick Me in My Heart” che vede finalmente l’entrata della seconda voce femminile del gruppo, una novità intravista quest’anno nel videopromo della band. Si tratta di Holly Martin, giovanissima vocalist dal capello lungo e biondo che ci mette ben poco a conquistare la platea. Basterà infatti l’entrata in scaletta di “Violently”, primo singolo del 2012, per poterne apprezzare davvero le capacità. Una voce incredibilmente decisa e potente racchiusa in una ragazza dall’aspetto esile quanto dolce; inutile dire che il brano viene una bomba.
A questo punto del concerto è chiaro a tutti cosa siano gli Archive del 2012, un vero e proprio collettivo di musicisti di spessore enorme; la loro musica dal vivo rappresenta più di una conferma dell’ottimo disco pubblicato quest’anno. Ritengo stiano portando in tour una delle massime espressioni della musica moderna, una sintesi perfetta della contaminazione tra rock ed elettronica. Ma non solo. Nella loro produzione si intrecciano frammenti di musica classica, intermezzi industrial, ritmiche techno, aperture pop. Ad oggi è quanto mai inconsistente definire il loro genere Trip-Hop. Così si era arrivati a definirli dopo i primi due dischi, ma al di là del fatto che già la definizione del genere è sempre stata poco soddisfacente di suo, qui è chiaro che la musica degli Archive è qualcosa di notevolmente oltre. Sono presenti chiari retaggi di un suono dub, cupo e ipnotico caro al genere “d’origine”, ma la ricchezza dei contenuti sonori attuali e la quantità di strumenti suonati dal vivo, ne disintegrano metaforicamente i limiti. I musicisti on-stage sono nove, di questi ben quattro sono vocalist eccellenti che si alternano dietro al microfono come voce principale. Ogni canzone prevede un rapido spostamento di postazione da parte di David Penney, vocalist e polistrumentista della band arrivato nel 2006. Dietro a tutti Steve Barnard alla batteria scandisce ora delicatamente, ora energicamente, il ritmo dei brani. La struttura dei Magazzini Generali a volte vibra troppo sotto i suoi colpi ed il suono arriva spesso schiacciato, rivelando così l’unico difetto del live, l’inadeguatezza della sua location. Il concerto non ne esce comunque rovinato, la gente balla, si commuove, si diverte e viene completamente risucchiata dalle atmosfere sognanti create da questo collettivo straordinario.
(Marco Danelli)
Setlist
Wiped Out
You Make Me Feel
Sane
Interlace
Stick Me in My Heart
Conflict
Violently
New Track 1
Again
Fuck You
Pills
New Track 2
Danger Visit
Damage
Rise
Silent
Hachet
Controlling Crowds
Kings Of Speed
Waste
Twisting
The feeling Of Losing Everything
Bullets
