Blog

Live Report: Depeche Mode @ Stadio Meazza Milano 18/06/09

Giugno 19th, 2009 in Reports by Redazione Rockol

Raggiungo lo stadio Meazza dopo una camminata lungo il viale che è il pane domenicale dei tifosi di calcio milanesi. E come loro ho il cuore pieno di speranza e di timore. Il timore che si ha prima di ogni appuntamento nel quale riponi belle aspettative. La buonasera mi viene data, davanti alla cassa accrediti, da Lory del Santo e dalle sue infradito ghepardate D&G – la diva era in compagnia di uno di quei loschi ragazzetti che la mattina al bar sfogliando sul bancone dei gelati le sempre più numerose riviste di gossip si evince essere dei tronisti e che hanno una importanza e uno spazio, in questo pezzetto di storia che stiamo vivendo, sorprendentemente importante – che scopre di non avere il tagliando riservato e si muove, cellulare all’orecchio, per rimettere le cose in ordine. Menzione di merito al ragazzo in cassa (che non ho mai visto nelle riviste sfogliate sul bancone dei gelati) che la invita a lasciar passare il prossimo, che sarei io. Alle ventuno, in totale accordo con la potentissima Lobby dei residenti della zona stadio perennemente imbufaliti contro ogni nota che proviene dall’impianto, il concerto ha inizio. All’apparire della band il mio pensiero corre subito alla vescica del piccolo Dave operata una quarantina di giorni fa, sarà in grado di reggere il concerto ? oppure debilitato non sarà all’altezza della situazione ? Nessun pericolo, nelle due ore seguenti il cantante è più che presente a se stesso. La voce sembra di qualche tono più bassa ma pare essere più un problema di amplificazione che di debilitazione. Dall’interno del prato volgendo lo sguardo alle mie spalle verso i tre anelli dell’arena il colpo d’occhio è di quelli giusti: mani che si muovono in continuazione, la tifoseria è calda. Lo schema è risaputo: in partenza si pigia sull’acceleratore per poi dare spazio al momento in cui il proscenio viene rapito dal “Mahatma” Martin, dalle sue gentili ballate, dalle sue immancabili unghie pittate di nero. Martin ti amo !!! Giusto una dozzina di intimi minuti e la tregua è finita. “Enjoy the silence” fa perdere il lume della ragione e io lumo Fletch, il grande imbucato del rock’n’roll, l’uomo (giusto o sbagliato che sia) al posto giusto nel momento giusto, l’uomo che per indole vorrei essere. “Master and servant” e “Personal Jesus” esplodono poderose e non aiutano a trovare il già citato lume. Lunga vita ai Depeche e il concerto è storia. Il concerto rimarrà nella memoria e nei racconti di chi era presente. Guadagnata l’uscita e il lungo viale che riporta alla realtà non va dimenticato di ricordare quanto non è filato per il giusto verso. Un appunto all’audio non proprio all’altezza è più che doveroso. Quando a un concerto di questo genere riusciresti, solo trovando il coraggio, a comunicare la tua gioia alla ragazza – sosia di Wynona Ryder – che hai due metri avanti senza dover urlare vuol dire che i vigili urbani mandati dalla Lobby a guardia del mixer stanno facendo il loro porco lavoro. In definitiva un gran concerto con alcune limitazioni dovute al luogo, i Depeche Mode indoor sono tutta un’altra cosa. Non gliel’ho chiesto, ma sono sicuro che anche la signorina Del Santo sarebbe d’accordo con me e lei è una che il mondo della musica l’ha conosciuto da molto vicino.

(Paolo Panzeri)

SETLIST:
1. Intro + In Chains
2. Wrong
3. Hole To Feed
4. Walking In My Shoes
5. It’s No Good
6. A Question Of Time
7. Precious
8. Fly On The Windscreen
9. Jezebel/Little Soul
10. A Question Of Lust/Home
11. Come Back
12. Peace
13. In Your Room
14. I Feel You
15. In Sympathy/Policy Of Truth
16. Enjoy The Silence
17. Never Let Me Down Again

18. Stripped
19. Master And Servant
20. Strangelove

21. Personal Jesus
22. Waiting for the Night (Bare)

Live Report: Depeche Mode @ Datchforum Assago 18/02/2006

Ffebbraio 19th, 2006 in Archivio by Redazione Rockol

Undici mila i fan accorsi da tutta Italia per la prima delle due date milanesi (entrambe sold out da mesi: 22mila biglietti volatilizzati a tempo di record) del “Touring the angel”, il tour dei ritrovati Depeche Mode che, partito lo scorso autunno dagli States, quest’anno scandaglierà l’Europa fino ad agosto. In un Forum gremito di pubblico festante e devoto, Dave Gahan, Andy Fletcher e Martin Gore (con i turnisti Peter Gordeno alle tastiere e Christian Eigner alla batteria) hanno dato vita a una performance ineccepibile, con una scaletta in riuscito equilibrio fra il repertorio più recente (una manciata di estratti dall’ultimo album “Playing the angel”) e quello passato (grandi assenti solo “Master and Servant”, “Strangelove” e “Dream on”). Due le ore di spettacolo, enfatizzate da una scenografia ipertecnologica sovrastata da un elegante impianto luci e dominata da un’improbabile astronave sferica che sottolinea la sequenza dei brani secondo i 4 temi-base del concerto (Sex, Pain, Angel, Love). Sullo sfondo, un sofisticato sistema di 6 schermi semoventi replica in diretta le immagini del concerto alternandole a suggestivi filmati preregistrati. Il movimento dei wide screen, orchestrati da una regia avveniristica, frammenta e incrocia le inquadrature creando un ubriacante e continuo effetto caleidoscopico. All’altezza della cornice anche la prestazione e la presenza scenica del gruppo, con Gahan particolarmente tonico e istrione (puntualmente a torso nudo da metà show in poi), Fletcher imperturbabile dietro la sua consolle spaziale, e Martin Gore (poco convincente quando intona “Damaged people” ma applauditissimo dopo l’esecuzione di “Home”) che sfoggia un paio di ali nere e un surreale cappuccio crestato. ”Walking in my shoes”, “I feel you”, “Behind the wheel”, “Personal Jesus”, “Enjoy the silence” e “Just can’t get enough”, i passaggi più incandescenti della serata che si chiude, come da programma, sulle languide note di “Goodnight lovers”. Accompagnati da una pioggia di applausi i DM ringraziano e spariscono nel backstage, chiudendo un concerto che li riconferma dotati di grande capacità comunicativa e solidità live, peculiarità spesso estranee alle band elettroniche. Ma lo show ha soprattutto ribadito –e l’enorme affluenza di pubblico lo testimonia- la straordinaria immunità dei DM tanto dall’anacronismo quanto dal declino fisiologico: traguardo clamoroso se si considera che hanno 25 anni di carriera sulle spalle. Per chi ha mancato la doppia occasione del Forum i prossimi appuntamenti italiani scatteranno in estate: a Imola per il Jammin’ Festival (16 giugno) e all’Olimpico di Roma (17 luglio). A meno che non vogliate accontentarvi dell’annunciato dvd che dovrebbe documentare i fortunati show milanesi.

(Leo Mansueto)

Dal Vivo
I concerti recensiti da Rockol