Live Report: Elio e Le Storie Tese @ ObiHall, Firenze 16/04/13
Aprile 17th, 2013 in Reports by Redazione Rockol

Dovevamo accorgercene fin dall’inizio che non sarebbe stato un concerto come gli altri.
Le luci si spengono e una voce in sala recita queste parole “Tra pochi istanti avrà inizio il concerto. Si prega di togliere la suoneria dai telefoni cellulari. Durante il concerto siete liberi di scattare fotografie, ma non di effettuare registrazioni audio o video dello spettacolo, pena l’allontanamento dalla sala”. A un concerto degli Elio e Le Storie Tese la sospensione dell’incredulità è d’obbligo, però quando durante il concerto abbiamo visto personale di servizio con il puntatore laser segnalare i vari trasgressori, abbiamo capito che non era uno scherzo.
Quella di Firenze all’ObiHall era la seconda tappa del tour primaverile degli Elii, ma soprattutto una sorta di anteprima de “L’Album Biango” il nuovo disco del complessino che uscirà il prossimo 7 maggio.
La prima parte del concerto è infatti dedicata ai nuovi pezzi: oltre alle canzoni presentate a Sanremo – e “Dannati Forever” si conferma, per testo e struttura, uno dei migliori pezzi composti dalla band negli ultimi anni – sono state suonate “Enlarge (your penis)” e “Come gli Area” (già ascoltate nel tour del 2012) e “Il ritmo della sala prove”.
Ovviamente è stata suonata anche “Il complesso del Primo Maggio” il pezzo uscito pochi giorni fa e che è stato linkato, citato e retweettato migliaia e migliaia di volte nel fine settimana (oltre 400mila views su YouTube in quattro giorni). La canzone è una sacrosanta critica al classico concertone del Primo Maggio in Piazza San Giovanni a Roma che, specialmente nella prima parte pomeridiana, propone da anni lo stesso stereotipo di musica alternativa sempre uguale a sé stesso e fuori dal mondo (e la recente notizia dell’annullamento da parte del sindacato dell’esibizione di Fabri Fibra al prossimo Primo Maggio, non fa altro che confermare questa miopia).
Il pezzo è stato accolto con toni entusiasti e spreco di parole tipo “genii” e “capolavoro”. Era anni che aspettavamo uno sberleffo del genere. Poi però, riascoltandola, è subentrata, in molti di noi, una sorta di seconda lettura: quella di un’invettiva fine a sé stessa, da parte di una band che si sente artisticamente superiore rispetto al resto del (desolante) scenario musicale italiano.<br>
Ed è una possibile chiave per leggere questo concerto fiorentino che rappresenta ciò che sono gli Elii oggi: dei grandissimi musicisti, forse i più preparati nel panorama musicale italiano, ma che col tempo hanno perso quella sublime leggerezza del passato, che permetteva loro di parlare di temi alti e bassi con ironiche provocazioni sottoforma di perfette canzoni pop.
I pezzi nuovi sono puri esercizi di stile, quasi impossibili da risuonare o canticchiare, e anche l’atteggiamento di Elio nei siparietti tra una canzone e l’altra è, seppur con tono ironico e sarcastico, molto critico e amaro nei confronti degli altri colleghi; Elio si immagina che la ObiHall sia semplicemente una grande sala prova con pubblico, in vista di occasioni più prestigiose che non verranno (“tipo aprire uno dei quattro sold out dei Modà al Forum di Milano”). Ogni occasione è buona per rivendicare la propria cultura musicale e supportare il dileggio banalotto di chi usa poche note (“In un mondo di analfabeti musicali tanto vale usare una sola nota” oppure “a 12 anni ho fatto il cantautore perché conoscevo solo tre note”), ironia sui talent (Amici e Operazione Trionfo (sic)) e tirare frecciate, a volte un po’ astiose e spesso immotivate (son pur arrivati secondi al Festival di Sanremo), verso un mercato musicale che non li merita e per questo Elio ripete più volte che il prossimo disco è stato “autoprodotto”.
La seconda parte del concerto è una sorta di greatest hits – o, come dicono loro, “canzoni vecchie che hanno rotto i coglioni, e per questo un po’ le cambiamo” – e ti rendi conto che gli Elii sono davvero gli unici a poter passare dal funk soul melodico e sincopato di TVUMDB, all’opera rock di Largo al Factotum (reinterpretazione della cavatina di Figaro tratto da “Il Barbiere di Siviglia”) passando attraverso quella straordinaria trovata di unire la discomusic alle canzoni dell’oratorio (“Born to be Abramo”).
Al di là delle critiche, gli Eelst nella loro formazione base – con la bravissima Paola Folli ai cori e il preciso Jantoman alle “ulteriori pianole” – sono una perfetta macchina musicale, e il concerto alla fine è piacevole, pur non riservando particolari sorprese. <br>
Per concludere, va segnalata la presenza di Mangoni che, nei vari di ruoli di Supergiovane, Presentatore di Sanremo, attivista del Complesso del Primo Maggio, peperone e inventore del burlesque maschile, rappresenta ancora quella leggerezza demenziale di cui gli Elii hanno ancora bisogno.
(Michele Boroni)
SETLIST
Supergiovane
Dannati Forever
La canzone mononota
Con un bacio piccolissimo
Neanche un minuto di non caco
Il ritmo della sala prove
Come gli Area
Enlarge (Your Penis)
Complesso del Primo Maggio
Cara ti amo
Il vitello dai piedi di balsa
Mio cuggino
Il Rock and Roll
Spalman
TVUMDB
Parco Sempione
Largo al Factotum
Born to be Abramo
Tapparella
Seconda serata consecutiva alla Sala Verdi del Conservatorio di Milano e secondo sold out: percorso netto, non che ci fossero dubbi al proposito. Vuoi per la non eccessiva capienza dell’auditorium solitamente dedicato alla musica classica, vuoi perché i ragazzi suonano nella loro città, vuoi perché