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Live Report: Skunk Anansie @ Forum Assago, Milano 12/02/11

Ffebbraio 13th, 2011 in Reports by Redazione Rockol

Ci sono quei concerti che vorresti non finissero mai. Non ne hai mai abbastanza di quelle canzoni, di quei riff di chitarra, della potenza della batteria e delle note gravi del basso. Staresti ad ascoltarli per ore ed ore facendoti investire dalle vibrazioni emanate dalle note. E al concerto degli Skunk Anansie è avvenuta proprio questa magia. Il Mediolanum Forum di Assago è gremito fino all’osso: numerosissimi rocker si mescolano a insospettabili fan, a mamme con un passato “hard&heavy” accompagnate dai pargoli, e ai soliti presenzialisti/curiosi/capitati lì per caso. Si spengono le luci e sul telone davanti al palco compare un’immagine che ricorda la copertina del loro ultimo “Wonderlustre”, album del 2010 che ha sancito la reunion di Skin, Ace, Cass e Mark Richardson. L’immagine scompare e appaiono, con in sottofondo le prime note di “Yes it’s fucking political”, delle ombre: il telo si alza e e la voce caldissima e potente di Skin, che indossa delle ali nere, infiamma il palazzetto. L’energia prosegue con “Charlie big potato” e “Beacuse of you”. Il pubblico canta a squarciagola, balla, si dimena incitato dalla “pantera dalla voce di velluto”. Tanti pezzi del passato come “I can dream”, l’energica e bellissima “Weak”, canzone tra le più note del gruppo, “Brazen” e “Twisted”. Molto spazio viene dedicato anche a brani recentissimi come “Talk to much”, “Over the love”, “The sweetest thing”, “My ugly boy” e “Feeling the itch”. Skin salta come un grillo, si arrampica sulla batteria come un ragno e non risparmia contatti face to face con i ragazzi delle prime file. La sua voce riesce a toccare note incredibilmente alte ed è davvero in gran forma, bellissima, androgina e sensuale come al solito. I suoi compagni di avventura non sono da meno, gli anni non sembrano passati e la pausa presa anni fa per seguire i propri progetti personali sembra non esserci mai stata. L’alchimia tra i quattro c’è e si vede, i suoni sono limpidi, la batteria è carichissima, la chitarra è potente e il basso ti scava dentro. Tocca le corde più profonde la versione acustica di “Follow me down” e le due ore di concerto terminano con le adrenaliniche “On my hotel TV”, “.Tear the place up” e “The skank heads”, rock che più rock non si può. Per il bis vengono scelte “Hedonism”, “You saved me”, singolo ora in rotazione e “Little baby swastikkka”. Ma il pubblico non ci sta ad andare a casa, vuole altra musica. I nostri eroi escono una seconda volta, Skin esclama: ”Siete fottutamente meravigliosi” e intona “Squander”. Ringraziamenti al nostro Paese, in cui i quattro sono praticamente di casa, saluti ed inchino di rito. Il concerto è veramente finito ma si fa davvero fatica ad andare via. Per parafrasare le parole di Skin: gli Skunk Anansie sono “fottutamente fantastici” dal vivo e lo hanno dimostrato.

(Rossella Romano)

Setlist

1.Yes It’s Fucking Political

2.Charlie Big Potato

3.Because of You

4.God Loves Only You

5.100 Ways To Be A Good Girl

6.Talk Too Much

7.Over the Love

8.I Can Dream

9.The Sweetest Thing

10.Intellectualise My Blackness

11.My Ugly Boy

12.Weak

13.Brazen

14.My Love Will Fall

15.Twisted

16.Feeling the Itch

17.Follow me down

18.On My Hotel TV

19.Tear the Place Up

20.The Skank Heads

Bis:

21.Hedonism (Just Because You Feel Good)

22.You Saved Me

23.Little Baby Swastikkka

Bis 2:

24.Squander

Non presente sulla setlist, ma eseguito: “Secretly”

Live Report: Francesco Guccini @ Forum, Assago (Mi) 10/12/2010

Dicembre 12th, 2010 in Reports by Redazione Rockol

C’è stato tutto e tutto era al suo posto. Era al suo posto il grande affabulatore Francesco Guccini, in splendida forma vestito dei suoi settanta meravigliosi anni che ha iniziato il concerto (?) con otto minuti di monologo sul questo e il quello dei nostri risibili tempi e dopo trenta minuti aveva proposto solamente tre canzoni. Erano al loro posto i musici compagni di una vita, puntuali come sempre nell’assecondare il gigione officiante e virtuosi quanto basta nell’orlare canzoni che fan parte della storia. Erano al loro posto gli spettatori, tantissimi, tanti da riempire interamente il Forum di Assago. Accoccolati a gambe incrociate nel parterre sotto il palco con vividi occhi ad ascoltare storie in musica che, per la stragrande maggioranza dei presenti, sono state la colonna sonora di tutta una vita. Accoccolati e composti fino alla penultima canzone quando l’uomo di Pavana, imbracciata la chitarra per la prima volta nella serata, ne propone due di quelle vecchie e allora tutti in piedi per il gran finale di un concerto lungo due ore e mezza. E’ stata una serata di vaste emozioni per chi c’era, una serata difficile da descrivere a parole perchè è difficile descrivere un’emozione. Una serata piena di calore e gioia per essere ancora lì in tanti a salutare Francesco, una serata che ognuno ha un poco dedicato a se stesso ascoltando parole che hanno inevitabilmente scavato nella memoria, nei pensieri e nel proprio vissuto. Insomma, meraviglioso e devastante. E a culo tutto il resto.

(Paolo Panzeri)

SETLIST:

Canzone per un’amica

Lettera

Noi non ci saremo

Il frate

Amerigo

Addio Lugano bella (prima strofa)

Il pensionato

Autogrill

Canzone per Piero

Inutile

Farewell

Quattro stracci

Vorrei

Su in collina

Canzone dei dodici mesi

Canzone di notte n. 2

Eskimo

Cyrano

Dio è morto

La locomotiva

Live Report: Lady Gaga @ Forum, Assago (Mi) 04/12/2010

Dicembre 5th, 2010 in Reports by Redazione Rockol

Il tipo di serata che rischia di essere lo si capisce entrando al Forum: è tutto un fiorire di ingressi SkyBox, Hospitality, accessi Vips, aree sponsor… Lady Gaga a Milano, capitale morale dell’Italia che conta. Una serata evento di quelle in cui, cercando faticosamente di raggiungere il tuo posto, ti ritrovi circondato da fan della Presentatrice TV:  la fermano per una foto mentre il suo accompagnatore urla a qualcun altro “Dove siamo? Lassù, ci hanno messo in culo ai lupi!”. Ti guardi in giro e vedi il bel mondo che conta – l’imprenditore, l’assessore… -, ad onorare La Star, in attesa magari poi di incrociarla a qualche party aftershow.

Poi, per fortuna, c’è anche la gente normale, che è la maggioranza. Quella come me e voi che leggerete quest’articolo. Molti bambini, perché Lady Gaga è divertente. E molta gente che ha preso la serata per un party in maschera, vestendosi di parrucche fosforescenti, lattine usate come bigodini, make up pesante e tacchi alti. Gente che ha voglia di divertirsi e ha tirato fuori dall’armadio le cose che assomigliano di più  a quelle che indossa Lady Gaga.
Divertimento doveva essere, e divertimento è stato:  due ore scarse di concerto-spettacolo, con la gente che per tutto il tempo ha ballato, urlato, cantato e usato il telefonino per riprendere e fotografare.
Sulla serata in sé non c’è molto da dire oltre a quanto si è già letto:  il Monster Ball Tour è una macchina rodata, con poco spazio all’improvvisazione e una messa in scena sempre uguale (andate a rileggervi, se volete, la cronaca della serata di Torino). La mia impressione personale – quella di uno abituato per piacere e per mestiere a vedere molti concerti-spettacoli – è che lo show sia una mezza delusione. Dal punto di vista dello spettacolo, il Monster Ball Tour mette assieme molte, troppe cose, senza legarle assieme. E’ diviso in quattro atti – la città, la metropolitana, la foresta e il mostro – ma con molti intermezzi video e molte parti parlate che sembrano dei comizi e che abbassano il ritmo e la tensione. Dal punto di vista musicale, non tutto il repertorio di Lady Gaga è all’altezza delle canzoni più famose e migliori e spesso le canzoni più deboli sembrano la brutta copia di “Bad romance”, “Paparazzi” etc, anche solo per l’impasto sonoro sempre basato sui suoni danzarecci. Però Lady Gaga c’è, eccome: ha presenza scenica, ha una gran voce, sa interpretare le canzoni. La parte migliore, musicalmente parlando, è quella centrale al pianoforte: l’1-2 di “Speechless” e “You and I” dimostra che Lady Gaga è una musicista e cantante vera (come peraltro lei stessa sottolinea più volte “Niente lip-synch, qua, solo voce e strumenti veri”). Ci fossero stati più momenti di questo genere e qualche balletto in meno, qualche discorso in meno…
Ma sono facezie: chi si voleva divertire si è sicuramente divertito. Chi si aspettava qualcosa di più di uno spettacolo… Mah. Visto quanto è brava, Lady Gaga è sicuramente in grado di costruire uno show che sappia unire meglio la dimensione musicale a quella spettacolare. Aspettiamo fiduciosi la prossima tornata: come diceva qualcuno nei giorni scorsi, forse arriverà un momento in cui si andrà a vedere Lady Gaga non per curiosità o per ballare, ma perché lo spettacolo ne vale davvero la pena.
(Gianni Sibilla)

Live Report: Pooh @ Forum Assago 30/11/2010

Dicembre 1st, 2010 in Reports by Redazione Rockol

Non avessi avuto il privilegio dell’accredito stampa e quindi di non pagare il biglietto di ingresso, all’uscita avrei potuto dire: “Euro ben spesi questa sera !”.

Il Forum presenta un parterre nella versione posti a sedere e anche qualche vuoto sugli spalti. La Pooh people, molto trasversale e composita – si va dai nonni fino ai nipotini – torna, a distanza di quattordici mesi, nel luogo in cui si versarono calde lacrime per l’ultimo concerto di Stefano D’Orazio con i compagni di sempre. Torna a distanza di quattordici mesi perché lo spettacolo deve continuare e il “Dove comincia il sole Tour” è il primo passo nel futuro del gruppo, infatti nella prima mezz’ora vengono proposti solamente brani del nuovo album. Sul palco a fare loro compagnia: Steve Ferrone alla batteria, Danilo Ballo alle tastiere e Ludovico Vagnone alla chitarra. Le nuove canzoni hanno una buona resa dal vivo ma, inevitabilmente, il pubblico si accende quando viene proposto il primo dei tanti cavalli di battaglia di una carriera inimitabile, “Canterò per te”. Quello è il momento in cui ci si rende conto di quanto i Pooh, il loro suono, il loro impasto vocale, facciano parte della storia di chiunque o almeno di chiunque abbia avuto negli ultimi quarant’anni un minimo rapporto con l’ascolto della radio. Ci si rende conto di quanto questi ragazzi ci siano sempre stati con l’alternarsi delle stagioni. A metà concerto Dodi introduce l’ascolto di una perla nascosta del loro repertorio, “Il tempo, una donna, la città” che data 1975, seguita dalla ancor più datata “Parsifal”. Suoni che profumano di prog, suoni che giungono da un’altra epoca, suoni che alla maggior parte dei presenti, se non fossero i Pooh a proporli, sarebbero ignoti come il lato oscuro della luna. La sintonia sul palco è rodata da migliaia di repliche e lo stato di forma più che discreto. I tre nuovi compagni che condividono questa avventura hanno belle e solide basi musicali, ma i protagonisti dello show sono Roby, Red e Dodi che, lasciati soli, intonano a cappella “Solo voci” che, con “Amici per sempre”, innalza ed eterna il peana al valore dell’amicizia, nobile sentimento ancora più sentito nella serata in cui Red Canzian compie cinquantanove anni e tutto il Forum intona il “tanti auguri a te” di rito.

Sono trascorse due ore quando la band lascia il palco, per tornare quasi immediatamente in inedita formazione acustica composta da quattro chitarre più Ferrone al tamburello e Roby solo voce per “Pronto buongiorno è la sveglia” e “Piccola Katy”. Nel parterre ormai sono tutti in piedi e assiepati sotto il palco. E’ il catartico momento della festa, è il momento in cui si perde il controllo, il medley con i maggiori successi verrà cantato a squarciagola da tutti ma proprio tutti fino al suo culmine “Non restare chiuso qui…pensieeeerooooo…sono un uomo strano ma sinceeeeeeeerooooooooo…”. Poi i saluti e i ringraziamenti, l’arrivederci al 3 marzo quando saranno di scena nuovamente a Milano al Teatro degli Arcimboldi e infine, soli sul palco con le luci accese, abbracciati in tondo, come la mischia del rugby, si presume si dicano “sì, saremo amici per sempre”.

PS piccola nota personale, il 45 giri “Dammi solo un minuto” mi fu regalato dai compagni di scuola per il mio dodicesimo compleanno…altra nota personale, sono nato lo stesso giorno di Red.

(Paolo Panzeri)

SETLIST

Dove comincia il sole

Fammi sognare ancora

L’aquila e il falco

Musica

Amica mia

Un anno in più che non hai

Isabel

Canterò per te

Io sono vivo

L’altra donna

Stare senza te

La donna del mio amico

Giorni infiniti

Il tempo, una donna, la città

Parsifal

Solo voci

Uomini soli

La gabbia

Viva

Reporter

Il cuore tra le mani

Vento nell’anima

Amici per sempre

Non siamo in pericolo

Stai con me

Chi fermerà la musica

Medley (in ordine sparso)

Pronto buongiorno è la sveglia – Piccola Katy – Tanta voglia di lei – Quando una lei va via – Dammi solo un minuto – Cercando di te – Notte a sopresa – Il cielo è blu sopra le nuvole – Noi due nel mondo e nell’anima – Nascerò con te – Pensiero

Questo sono io

Dove comincia il sole (strumentale)

Live Report: Litfiba @ Forum Assago 22/11/2010

Novembre 23rd, 2010 in Reports by Redazione Rockol

Il Forum di Assago non è pieno a tappo però l’affluenza è più che buona. Del resto i Litfiba – freschi di reunion dopo una decina di anni trascorsi a cercare altri stimoli musicali o forse solo a far tornare la voglia a Ghigo e Piero di frequentarsi nuovamente – hanno inaugurato proprio in questa arena la loro nuova vita non più tardi del 13 aprile, poco più di sette mesi fa.

La prima occhiata verso il palco denota la mancanza di schermi, passerelle e ammennicoli di vario genere, una produzione senza fuochi d’artificio, mirata, forse, a mettere in primo piano la musica. I giochi di luce si riveleranno veramente suggestivi e impeccabili. Sono trascorse le nove da appena qualche minuto, batteria basso e tastiere prendono il loro posto, qualche secondo più tardi il centro della scena è tutto per i due eroi fiorentini. Pantalone nero, gilet nero chiuso sul petto e bicipiti bene in vista per entrambi, un cinque alto e che la festa cominci!

Piero saluta il pubblico e tiene, sin da subito, il primo dei suoi mini sermoni a base di uguaglianza, diritti, mala politica, antirazzismo, ingiustizia, religione. Per iniziare ricorda a tutti che nulla è PRO-PRO-PROIBITO e la sala accende subito i motori al massimo dei giri, la seguente e nuova “Barcollo” non molla la presa e il pubblico del Forum canta ogni singola strofa. Pelù è in grande forma fisica e vocale, Renzulli preferisce lasciare le luci della ribalta alla sua chitarra: puntuale e in gran forma pure lei. Il resto della band è gregario e totalmente al servizio dei maestri di cerimonia. La riunione dei Litfiba è ancora fresca, hanno pubblicato il solo doppio album live “Stato libero di Litfiba”, quindi il concerto pesca per intero dal vecchio catalogo, quello che viene inevitabilmente sacrificato in buona parte quando si hanno nuove canzoni da proporre al pubblico. Per i fans è una goduria ascoltare “Apapaia”, “Fata Morgana”, “Sotto il vulcano”, “Louisiana”, “Soldi” e introdotta da “…ora facciamo un po’ di casino…” una indiavolata “Ritmo#2”.

Piero inforca un cappello rosso da cowboy in onore di “Tex”, una delle canzoni più amate di sempre dal popolo dello stato di Litfiba. Una canzone dietro l’altra senza perdere colpi si vola verso la chiusura del concerto, Piero slaccia i bottoni del gilet ed arriva “El diablo”. La band saluta e prende la via del retropalco, nessuno crede neppure per un attimo che la festa sia finita, le luci rimangono spente, si battono le mani e si attende il gran finale. E gran finale sarà, un trio di gioielli da rimanere abbagliati: dapprima “Spirito” poi una spettacolare versione di “Lacio drom” e infine “Cangaceiro” non fanno sconti. Piero ha abbandonato il gilet e ora folleggia per il palco a torso nudo. Non facendosi mancare due tuffi a volo d’angelo verso il suo pubblico che lo accoglie, lo sorregge e lo restituisce sano, salvo e purificato al proscenio per i saluti finali in compagnia del suo pard di, quasi, sempre. La messa è finita, se siete credenti non perdetevi le restanti date del tour.

(Paolo Panzeri)

Live Report: Prince @ Forum Assago 03/11/2010

Novembre 4th, 2010 in Reports by Redazione Rockol

Ieri sera Prince si è esibito in concerto presso il Forum di Assago. Ecco la recensione della serata su “For Those about to Blog” a cura di Gianni Sibilla.

Buona lettura!

Live Report: Elisa @ Forum Assago 14/05/10

Maggio 15th, 2010 in Reports by Redazione Rockol

Basta la parola “Heart”, titolo dell’ultimo album e dell’omonimo tour di Elisa, a far capire quello che l’artista di Monfalcone cerca di offrire al pubblico: un viaggio nella propria intimità, attraverso la sua musica ma anche con l’aiuto della danza e delle immagini virtuali. Il Mediolanum Forum di Assago, teatro dell’undicesima tappa del suo tour italiano, è pienissimo in ogni ordine di posto. Il palco, creato insieme alle coreografie da Luca Tommasini, è davvero imponente. Quando la cantante appare per la prima volta è solo un’immagine virtuale, una proiezione sul megaschermo, sotto le note introduttive di “Vortexes”. Poi piano piano esce da dietro un telone irrorato di luci rosa e inizia a cantare. E già all’inizio cominciano le sorprese: sul palco Elisa è circondata da quattro ballerini e accenna perfino qualche passo di danza. Ormai l’artista goriziana infatti non si accontenta semplicemente di cantare. Il suo tentativo di evolversi, di scrollarsi di dosso quell’immagine da ragazzina timida e introversa, è lampante.

Dopo l’inizio in inglese, si passa all’italiano con la ballata “Anche se non trovi le parole”. Poi tocca alla cover di “Eleanor Rigby” dei Beatles e a “Stay”. Il pubblico partecipa con grande entusiasmo, soprattutto nei passaggi più melodici come “Gli ostacoli del cuore” e “Ti vorrei sollevare”, cantata con il frontman dei Negramaro Giuliano Sangiorgi. Un duetto da cui era lecito aspettarsi di più, che soffre forse l’eccessivo pathos del momento. Ma in realtà è altrove che Elisa riesce davvero a colpire nel segno, quando alza il ritmo: l’energica rivisitazione del classico “Mad World” – di questi tempi va molto di moda, visto dal vivo la esegue spesso anche Marco Mengoni – la cavalcata di “Lisert” e l’ormai classico “Labyrinth” lo dimostrano. E sono forse proprio questi i momenti migliori del concerto, se si esclude la versione per piano e voce di “Broken”, tanto bella quanto inaspettata. In altre occasioni, il tentativo forzato di coinvolgere il pubblico penalizza un po’ alcuni pezzi come “Heaven out of hell”, troppo pasticciata per assecondare i cori delle prime file. Capita addirittura di vedere Elisa alla prese con “Beat it” di Michael Jackson, con tanto di balletto. Apprezzabile lo sforzo, ma non è il suo territorio ideale. La scaletta spazia per tutto il repertorio, fino a superare le due ore di concerto, anche se prevalgono i brani dell’ultimo album “Heart”. Il viaggio nell’intimità di Elisa continua: sugli schermi scorrono ricordi, compaiono persino Paola Cortellesi e Fiorello. A volte però il rischio è che lo show si appesantisca, quasi perda coerenza. Fortuna che Elisa risolve sempre tutto grazie alla sua voce, impeccabile collante tra una canzone e l’altra. E di fronte a brani come “Luce”, sicuramente la vittoria sanremese più meritata degli ultimi anni, e la conclusiva “Together” non si può che rimanere soddisfatti.

(Giovanni Ansaldo)

Live Report: Litfiba @ Forum Assago 13/04/10

Aprile 14th, 2010 in Reports by Redazione Rockol

Tanto tuonò che piovve: le voci di reunion dei Litfiba giravano da tempo, c’era chi la sognava, c’erano gli Elii che hanno scritto una canzone al proposito, “Litfiba tornate insieme”. Alla fine la reunion è arrivata: dopo l’annuncio dello scorso dicembre, dopo tre date di riscaldamento in Svizzera e Germania lo scorso marzo, Ghigo Renzulli e Piero Pelù si sono ritrovati ufficialmente ieri sera sul palco del Forum di Assago, prima delle cinque date di aprile, a cui ne seguiranno altre 13 in estate, a partire da Nori (Bari), il 17 di luglio.
Poche dichiarazioni, una sola intervista ad un mensile (in cui smentivano la classica tesi del ritorno per questioni monetarie), alcuni pensieri affidati ad un comunicato stampa, e molta voce alla musica: questa la strategia del ritrovato duo. “Non ce lo aspettavamo, poi è andata come è andata e continueremo a far concerti per tutta l’estate. Sul palco ci sarà la classica formazione Litfiba, voce, chitarra, basso tastiere e batteria per un concerto tutto suonato, un live suonato al 100%. Può apparire controcorrente questa scelta, ma pensiamo che si possa dare un segnale in controtendentza e avere uno stile”, dicono nel comunicato.
Scenografia volutamente scarna, in cui troneggiano molti amplificatori e qualche luce, nessun effetto tecnologico, nessun megaschermo. L’entrata sul palco è tutta tesa a dimostrare che i Litfiba sono quelli di una volta: Pelù, lungocrinuto come ai tempi d’oro, anticipa l’attacco di “Proibito” con un un po’ di slogan (“Benvenuti al concerto di chi va controcorrente”), e durante la serata continua indirizzandone altri al Papa (a cui viene dedicata “Bambino” “perché una volta era bambino anche lui”). Il pubblico, che già rumoreggiava per l’attesa, apprezza entusiasta, tributando un’ovazione al primo assolo di Ghigo. L’attaccamento al marchio Litfiba è ancora altissimo, nonostante dalla separazione tra i due siano passati dieci anni, e le prove della band guidata dal solo chitarrista non abbiano ottenuto lo stesso successo.
Il suono del gruppo è decisamente rock, volutamente un po’ sporco, anche in brani originariamente più puliti come “Spirito”. L’acustica del Forum non aiuta, enfatizzando molto la sezione ritmica, in cui spicca soprattutto la batteria, persino troppo presente nell’impasto. “Abbiamo lavorato con i musicisti con i quali ultimamente abbiamo avuto più feeling”, dicono i due, e infatti in formazione ci sono Piero Fidanza alla batteria, già nelle ultime uscite con Renzulli, Daniele “Barni” Bagni al basso, in formazione nella seconda metà degli anni ‘90, e Federico “Sago” Sagona alle tastiere, al lavoro con Pelù negli ultimi tempi. Non sono stati coinvolti nella reunion membri storici come Antonio Aiazzi (che pure era rientrato nel 2003, rimanendo fino al 2006), e Gianni Maroccolo, uno dei fondatori, uscito nel 1989, ma che pure aveva proposto in passato l’ipotesi di celebrare in qualche modo “17 re”, il doppio album dell’86 considerato il capolavoro della band.
Insomma, la reunion è una questione a due, e lo si capisce anche dalla scaletta, che lascia completamente fuori “Infinito”, l’ultimo disco della vecchia formazione, quello della discordia e della separazione con Pelù, e i dischi prodotti dopo l’uscita di quest’ultimo nel 1999. Un vero e proprio “best of”, che parte in quarta: dopo “Proibito” arriva subito “Resta” seguito da “Cangaceiro”, e così via. “Lulù e Marlene”, “Come un dio”, “Fata morgana”, “Gioconda”, “Ritmo 2″, “Maudit”, “El diablo”, “Lacio Drom”, per un totale 24 canzoni, più di due ore di spettacolo. L’intesa tra i due sembra ritrovata, al di là delle speculazioni: Pelù gigioneggia come se il tempo non fosse mai passato, Ghigo fa altrettanto con la chitarra, sbizzarendosi nella parte centrale di uno dei pezzi più apprezzati della serata, “Tex”, introdotto dal famoso urletto di Pelù. In scaletta nessun inedito, neanche quel “Sole nero” che andrà in radio tra poco e che anticiperà un best of discografico, con un’altra nuova canzone. Si parla anche di un DVD dalle date di questi giorni, ma non ci sono ancora conferme ufficiali.

Live Report: Spandau Ballet @ Forum Assago 01/03/10

Marzo 3rd, 2010 in Reports by Redazione Rockol

Impossibile separare gli Spandau Ballet dagli anni ottanta, almeno per me. Impossibile perché nacquero, prosperarono e perirono in quel decennio. Mai stato un loro gran tifoso, una leggera simpatia per il loro primo singolo di successo “To cut a long story short”, quella sì. Poi una colata di miele, ciuffi mechati e sax li portò in vetta alle classifiche di mezzo mondo ma io vagavo da un’altra parte. Difficile comunque ignorarli in quegli anni perchè una bella fetta della mia generazione li aveva eletti assieme ai Duran Duran ad oggetto di fanatismo, radio e tv programmavano incessantemente i loro successi.
Il primo marzo 2010 dopo vicissitudini di vario genere e un lungo silenzio i recentemente riformatisi Spandau Ballet suonano in concerto a Milano per la prima delle loro tre date italiane. Il Mediolanum Forum è molto pieno ma non esaurito.
Alle 21.20 sul telo bianco che ostruisce la vista del palco vengono proiettate immagini provenienti da un’altra epoca di cinque giovanotti di belle speranze che conquistano le prime pagine dei giornali, poi il telo cade e ci si ritrova faccia a faccia con gli stessi ragazzi ma con trenta anni in più sulle spalle mentre le elettroniche note di “To cut a long story short” danno il via alla corsa. Il palazzetto risponde entusiasta con urla, canti, frenetici battiti di mani e da quel momento non si fermerà più per tutta l’ora e cinquanta minuti seguente. I cinque hanno qualche fisiologico chilo in più e capello in meno ma, tutto sommato, una volta che li si è messi a fuoco, reggono alla grande.
Insomma, non sono ancora in età da pensione, hanno solamente una cinquantina di anni…per dire, Ligabue è un loro coetaneo. Per non dire del pubblico, coetaneo pure quello. Tony sprizza sudore come una fontana nel suo completo scuro con tanto di elegante – per i canoni britannici – cravatta ma la voce rimane sempre di tutto rispetto, Martin al basso sembra quello messo meglio ma deve essere perché è quello che si muove meno, Steve salta con estrema disinvoltura dalle percussioni al sax (un mare, un oceano di sax) strizzando spesso l’occhio alla telecamera che rimanda le immagini sul mega schermo, John alla batteria tiene il tempo con grande dignità e Gary con la sua chitarra detta i tempi e tesse la ragnatela sonora. I ragazzi stanno bene, sorridono spesso, sembra che siano felici di essere lì in quel preciso momento e riescono a comunicarlo, dando un’occhiata intorno sembra che siano molto felici anche quelle facce accorse per tornare anche solo per un paio di ore a rivivere l’età della loro innocenza. Prima della disillusione, prima dei figli, prima del lavoro, prima delle responsabilità, prima di tutto quello che a quei tempi lì sapevamo che sarebbe arrivato ma che magari a noi non sarebbe capitato. Tony si scusa più di una volta a nome del gruppo per questi venti anni di silenzio…non pensarlo neppure Tony, non pensarlo…intanto la loro compilation di successi si dipana lenta e inesorabile fino a “One more Milano, one more…the last one”. Siamo pronti, ne manca una, ne manca solo una: è il momento di “Gold”. Un lungo, sentito e gioioso applauso chiude la serata e una fetta della mia generazione guadagna l’uscita sorridente con molta calma, questa è una di quelle sere in cui la fretta è bandita.

(Paolo Panzeri)

SETLIST

To cut a long story short
The freeze
Highly strung
Only when you leave
I’ll fly for you
Virgin
She loved like diamond
Once more
Round and round
Always in the back of my mind
With the pride
Through the barricades
Instinction
Communication
Lifeline
Chant no.1
True

Fight for ourselves
Gold

Live Report: Renato Zero @ Forum Assago 11/12/09

Dicembre 14th, 2009 in Reports by Redazione Rockol

Lettera a un sorcino mai nato.

Mi spiace proprio che ti sia perso in questo fresco milanese venerdì di dicembre una data dello zeronove tour, un tour al quale Renato tiene moltissimo perchè è il tour nel quale presenta al suo pubblico il suo ultimo figlio, discograficamente parlando, “Presente”. Un cd al quale tiene veramente molto perchè devi sapere che Renato si è messo in proprio ed ha abbandonato la discografia delle major e ha deciso tutto lui. A sentire il disco ha fatto proprio bene, il disco è bello e mi spiace che tu non l’abbia mai potuto ascoltare. Il palco del Forum è agghindato come nelle grandi occasioni, con tanto di orchestra e un sacco di luci, proprio belle…sia l’orchestra che le luci. L’orchestra è la stessa che ha inciso il disco con Renato, è diretta dal maestro Renato Serio…ahò, un altro Renato !!! E davanti all’orchestra, proprio in mezzo alle luci Lui. Il concerto ha inizio con “Vivo” – http://www.youtube.com/watch?v=NVW1ukfMmF8 – una canzone vecchia vecchia, di quelle che ci piacciono sempre di più non perchè siano più belle – tutte le canzoni di Renato sono belle – ma perchè stanno con noi da più tempo e ci siamo affezionati di più. Renato dopo tutti questi anni canta ancora proprio bene, ha una bella voce, magari, ecco!; non balla più come un tempo ma ancora si muove e quando si muove il pubblico si illumina e urla di gioia. Dopo una canzone vecchia subito ce ne canta una nuova, la più nuova di tutte “Ancora qui”. Dopo una manciata di altre canzoni, tutto vestito di bianco Renato intona “Non smetterei più”, sul disco la canta assieme a Mario Biondi, un’omone grande e grosso con una vociona calda che ricorda un cantante nero di nome Barry White, e qui c’è la sorpresa, Mario Biondi tutto vestito di nero con tanto di bombetta nera esce sul palco e la cantano assieme, proprio come nel disco. Dopo questa canzone Renato ci tiene uno di quei discorsi sull’amore, sui sogni, sul volersi bene, sul non arrendersi mai e credere in se stessi, che è solito fare durante i suoi concerti, e non sarà l’unico di questi discorsi in questa bella serata. A noi piace quando Renato ci parla, ci ha sempre parlato in questi anni, ci ha sempre sostenuto e non ha mai lasciato indietro nessuno di noi. Mi spiace sorcino mai nato che tu non possa essere qui con noi, mi spiace proprio tanto. Il concerto tra un discorso e una canzone fila via veloce veloce. Quasi tutto l’ultimo album ci viene proposto e rende proprio bene dal vivo. Il mio momento preferito, quello dove ho cantato a squarciagola è stato “Morire qui”, un’altra canzone vecchia vecchia. Renato si è cambiato spesso di abito: prima tutto in nero, poi in bianco, poi in rosso, addirittura una canzone l’ha cantata con un poncho messicano, da non credere. Ora che guardo l’orologio è quasi mezzanotte, e sono quasi tre ore che è sul palco. Canta “I migliori anni della nostra vita” e poi le luci si accendono, lo spettacolo è finito. Renato ci saluta tutti con la mano, proprio uno a uno indicandoci con il dito, dice che è fiero di noi, dice che siamo il suo orgoglio, dice che siamo GRANDI. E lo dice con un urlo, poi ci saluta definitivamente con tre parole che sono il suo marchio di fabbrica: NON DIMENTICATEMI EH!!! Proprio un bel concerto, e anche se a me spiace non aver sentito almeno uno dei suoi cavalli di battaglia come “Il carrozzone”, “Amico”, “Il cielo” va bene così. E sono sicuro che sarebbe andato bene anche a te.

(Paolo Panzeri)

Dal Vivo
I concerti recensiti da Rockol