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Live Report: James Taylor @ Arena Civica Milano 13/07/09

Luglio 15th, 2009 in Reports by Redazione Rockol

L’aria milanese sa di porchetta, sudore e Autan. Ciò nonostante James Taylor, quando sale sul palco del Milano Jazzin Festival, sembra rapito dalla notte milanese del Parco Sempione, e non fa che ripeterlo alla platea dell’Arena. Che è afosa e zanzarosa come solo certe sere lombarde sanno esserlo. Ma la gente sembra non preoccuparsene più di tanto: anzi, quando Taylor inizia, lo fa a tradimento: sono le 9 da poco passate, c’è ancora luce, molta gente sta ancora cercando il posto a sedere, e lui attacca una delle canzoni più belle e famose, “Something in the way she moves”.
Parla poco, James Taylor, a differenza dell’ultimo teatrale basato sullo “storytelling”. Ma questa volta ha una band intera che fa faville, e chi gli dà del malinconico dovrà ricredersi: certo, ci sono tutte le ballate più famose, da “Sweet baby james” in poi. Ma c’è molto rock sporcato di nero, e c’è un atteggiamento sul palco tutt’altro che intimista: anzi, Taylor fa spesso lo scemo, come quando gioca con la voce su “Steamroller blues”, dimostrando un’estensione e una duttilità della voce da far paura.
C’e qualche cover, ovviamente: ha pubblicato un album e un EP di canzoni di altri, inevitabile che
qualcosa finisca in scaletta: colpisce l’accopiata “nera” “In the midnight hour”/”Knock on wood” piazzata alla fine, per far ballare il pubblico che finalmente si alza dalle sedie e si accalca sotto il palco. Ma la gente vuole i successi, e li ha tutti: “Shower the people”, “Fire and rain”, “Mexico”.
Forse è un po’ prevedibile, ma è affidabile: 2 ore e passa che scivolano via con sommo piacere, con una classe che pochi altri possono vantare.

(Gianni Sibilla)

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