Live Report: Tricky @ Live Club, Trezzo D’Adda 25/04/13
Aprile 27th, 2013 in Reports by Redazione Rockol

Andare ad un live di Tricky equivale ad una scommessa. Molto di quello che succede sul palco è improvvisato e strettamente legato al mood della serata. Tricky stesso è un personaggio umorale ed imprevedibile, in qualsiasi momento potrebbe far cose memorabili o avere gesti di stizza.
Poco dopo le 23 sale la band, composta da giovani musicisti, alcuni già conosciuti nel precedente tour. Basso e tastiere affidati a due ragazze, mentre batteria e chitarra riportano in parità i sessi con due ragazzi. Ovviamente immancabile sul palco la vocalist, condicio sine qua non di praticamente tutte le creazioni di Tricky, sia in studio che on-stage. Anche per questo tour e per gran parte dell’ultimo disco che verrà pubblicato il mese prossimo, il ruolo è occupato da Francesca Belmonte, sinuosa cantante italo-irlandese già spalla di Tricky negli ultimi lavori.
Adrian Thaws, in arte Tricky, entra poco dopo accompagnato dalla più fedele delle sue compagne, una densa e voluminosa nuvola di fumo che gli esce dalla bocca offuscandone le sembianze. Dal primo istante della sua presenza sul palco, sembra chiaro che la performance sarà una scommessa vincente. Ci è andata bene; Tricky è carico, impugna l’asta del microfono con decisione e scuote la testa violentemente. Iniziano sempre così i suoi celebri movimenti corporei, espressione sincopata della sua musica, oscura e nervosa, complessa e sensuale. Una delle variabili che avrebbe potuto compromettere la buona riuscita del live era la possibilità che ci fosse poca gente, tra ponti vacanzieri ed un artista non troppo mainstream poteva accadere. Invece il pubblico c’è, partecipa, e risponderà sempre meglio durante il corso del concerto. Basti pensare che al quinto pezzo, Past Mistake dall’album Knowle West Boy del 2008, Tricky invita già persone sul palco. Ne salgono a caso una quindicina, ma ad Adrian non bastano. Mentre la band continua l’esecuzione del brano, prolungandola senza apparentemente limite, lui continua a fare gesto alle persone di salire; ad un certo punto sembra quasi una minaccia, si arriva al punto che sul palco ci siano una quarantina di persone.
Ed eccolo lui al centro, maestro e guida di un rituale collettivo, che costituisce l’obiettivo di ogni suo live: cercare di creare e mantenere una tensione che lega lui alla band, fino a convogliarla in un legame al limite dell’ erotico col suo pubblico. E’ per questo che un concerto di Tricky dipende da molti fattori, prima di tutto l’attenzione dei suoi musicisti, che non si possono permettere la minima distrazione dai suoi “ordini”. La maggior parte dei pezzi cominciano canonici come su disco, poi Tricky li gestisce durante il loro incedere come un direttore d’orchestra, destrutturando e ricostruendo la struttura delle canzoni a piacimento. Non hanno un genere, sono uno dei livelli massimi di contaminazione tra musica elettronica e rock, tra dub e hip hop. Il repertorio spazia, pescando molto e coraggiosamente dall’album non ancora uscito. Tra queste sono già riconoscibili tracce diffuse via internet, come Nothing’s Changed, Does It e Nothing Matters. Certo non mancano brani storici accolti da maggior clamore dal pubblico, Overcome e Vent per esempio, o della cover che vede ancora Ace Of Spades dei Motorhead come un momento topico con pubblico sul palco a pogare.
Il concerto dura circa un’ora e mezza, Tricky a fine live è completamente perso nella sua performance, non si sa se per merito di quello che si fuma durante lo spettacolo o per pura e genuina estensione musicale; la cosa sicura è che anche questo galvanizza il pubblico a partecipare al suo “delirio”, in un finale lunghissimo e travolgente. Da denotare il ruolo decisivo di Francesca Belmonte, ragazza sempre piuttosto timida e schiva sul palco, dotata non solo di una bellissima voce ma anche della capacità di intervenire in maniera delicata e decisa nei momenti in cui Tricky si fa da parte per raggiungere le sue catarsi. La band saluta, Tricky ringrazia generosamente e scende dal palco energico come vi era salito, e Alessio Bertallot può cominciare il dj set per far sfogare nel dancefloor l’adrenalina accumulata dal pubblico.
(Marco Danelli)
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