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Live Report: Local Natives @ La Casa 139 Milano 08/02/10

Ffebbraio 10th, 2010 in Reports by Redazione Rockol

E’ un lunedì sera d’inverno, Milano è umida e fredda, ma La Casa 139 di Milano non lo è affatto. L’atmosfera sempre calda del piccolo locale milanese è perfetta per il concerto dei Local Natives, una delle band più attese del momento, perlomeno in ambito indipendente.
La Casa si affolla piano piano, giusto in tempo per il set dei cittadini Iori’s Eyes che aprono le danze per i colleghi americani. Il loro album d’esordio “Gorilla manor” è stato fortemente apprezzato sia dal pubblico che dalla critica di tutto il mondo, grazie ad una miscela di folk e indie-rock di ottimo stampo. Quindi l’attesa è alta e si sente anche tra il pubblico, fremente e curioso per la formazione di Los Angeles.
Ed allora eccoli, in cinque schierati sul piccolo palco: si scambiano spesso di posizione e di strumenti, si mischiano, si intrecciano e sembrano divertirsi davvero un mondo.
E ci divertiamo pure noi. Già perchè i Local Natives ci mettono una carica incredibile, suonano davvero bene e interagiscono il giusto con il pubblico.
Il gruppo pare davvero coeso, ma a trainare tutti sembrano esserci Taylor Rice e Kelcey Ayer che si alternano alla voce e strumenti: i Local Natives eseguono per intero, ma in ordine sparso, “Gorilla manor” ed è un vero piacere sentirli. Viene proprio da pensare che hanno scritto davvero un bel pugno di canzoni e brani come “Airplanes”, “Wide eyes”, l’ottima rilettura di “Warning sign” dei Talking Heads e la conclusiva “Sun hands” lo confermano alla grande. Come dire, dal vivo non perdono un grammo della loro forza, anzi.
Un plauso dunque ai Local Natives, per un concerto che fa davvero tornare a casa soddisfatti.

(Ercole Gentile)

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