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Live Report: Renato Zero @ Forum Assago 11/12/09

Dicembre 14th, 2009 in Reports by Redazione Rockol

Lettera a un sorcino mai nato.

Mi spiace proprio che ti sia perso in questo fresco milanese venerdì di dicembre una data dello zeronove tour, un tour al quale Renato tiene moltissimo perchè è il tour nel quale presenta al suo pubblico il suo ultimo figlio, discograficamente parlando, “Presente”. Un cd al quale tiene veramente molto perchè devi sapere che Renato si è messo in proprio ed ha abbandonato la discografia delle major e ha deciso tutto lui. A sentire il disco ha fatto proprio bene, il disco è bello e mi spiace che tu non l’abbia mai potuto ascoltare. Il palco del Forum è agghindato come nelle grandi occasioni, con tanto di orchestra e un sacco di luci, proprio belle…sia l’orchestra che le luci. L’orchestra è la stessa che ha inciso il disco con Renato, è diretta dal maestro Renato Serio…ahò, un altro Renato !!! E davanti all’orchestra, proprio in mezzo alle luci Lui. Il concerto ha inizio con “Vivo” – http://www.youtube.com/watch?v=NVW1ukfMmF8 – una canzone vecchia vecchia, di quelle che ci piacciono sempre di più non perchè siano più belle – tutte le canzoni di Renato sono belle – ma perchè stanno con noi da più tempo e ci siamo affezionati di più. Renato dopo tutti questi anni canta ancora proprio bene, ha una bella voce, magari, ecco!; non balla più come un tempo ma ancora si muove e quando si muove il pubblico si illumina e urla di gioia. Dopo una canzone vecchia subito ce ne canta una nuova, la più nuova di tutte “Ancora qui”. Dopo una manciata di altre canzoni, tutto vestito di bianco Renato intona “Non smetterei più”, sul disco la canta assieme a Mario Biondi, un’omone grande e grosso con una vociona calda che ricorda un cantante nero di nome Barry White, e qui c’è la sorpresa, Mario Biondi tutto vestito di nero con tanto di bombetta nera esce sul palco e la cantano assieme, proprio come nel disco. Dopo questa canzone Renato ci tiene uno di quei discorsi sull’amore, sui sogni, sul volersi bene, sul non arrendersi mai e credere in se stessi, che è solito fare durante i suoi concerti, e non sarà l’unico di questi discorsi in questa bella serata. A noi piace quando Renato ci parla, ci ha sempre parlato in questi anni, ci ha sempre sostenuto e non ha mai lasciato indietro nessuno di noi. Mi spiace sorcino mai nato che tu non possa essere qui con noi, mi spiace proprio tanto. Il concerto tra un discorso e una canzone fila via veloce veloce. Quasi tutto l’ultimo album ci viene proposto e rende proprio bene dal vivo. Il mio momento preferito, quello dove ho cantato a squarciagola è stato “Morire qui”, un’altra canzone vecchia vecchia. Renato si è cambiato spesso di abito: prima tutto in nero, poi in bianco, poi in rosso, addirittura una canzone l’ha cantata con un poncho messicano, da non credere. Ora che guardo l’orologio è quasi mezzanotte, e sono quasi tre ore che è sul palco. Canta “I migliori anni della nostra vita” e poi le luci si accendono, lo spettacolo è finito. Renato ci saluta tutti con la mano, proprio uno a uno indicandoci con il dito, dice che è fiero di noi, dice che siamo il suo orgoglio, dice che siamo GRANDI. E lo dice con un urlo, poi ci saluta definitivamente con tre parole che sono il suo marchio di fabbrica: NON DIMENTICATEMI EH!!! Proprio un bel concerto, e anche se a me spiace non aver sentito almeno uno dei suoi cavalli di battaglia come “Il carrozzone”, “Amico”, “Il cielo” va bene così. E sono sicuro che sarebbe andato bene anche a te.

(Paolo Panzeri)

Live Report: Renato Zero @ Stadio Meazza Milano 09/06/2007

Giugno 10th, 2007 in Archivio by Redazione Rockol


“Quattro-tre-due-uno-zeroooo, quattro-tre-due-uno-zeroooo”, questo il gioioso mantra intonato dai cinquantamila presenti nel tempio calcistico milanese per rendere più lieve e divertente l’attesa delle 21.00, allorquando sul palco si sarebbe palesato il gran Cerimoniere. La parola gioia, declinata in tutte le sue accezioni, è la più corretta per definire l’atmosfera che si respira al Meazza: un pubblico che trascende generazioni e ceti sociali attende in grande tranquillità lo spettacolo del suo artista preferito.
“.mpZero” è il nome dato al tour e il palco nelle sue fattezze non poteva che riprodurre la sagoma di un lettore mp3: display centrale contornato – ovviamente – di bianco, con tanto di casse ben visibili ai fianchi. “.mpZero” è uno spettacolo ideato, scritto e interpretato da Renato Zero, una ambiziosa produzione che ricorda i varietà musicali in onda il sabato in prima serata tanti anni fa. Una dozzina di ballerini di ambo i sessi introducono lo spettacolo ballando sulle note di una canzone “…tutti per Zero e Zero per tutti…” in puro stile sigla televisiva Canzonissima ’70.
Il display sopra citato si fa sipario e da esso compare, in un tripudio difficilmente descrivibile, l’artista romano sulle note di “Niente trucco stasera”, al termine della canzone saluta il pubblico con un “…è proprio bello il popolo degli Zerofolli!”.
In grande forma fisica e vocale, abbandona spesso il palco per guadagnare le quinte dove si reca per il cambio di abito di scena. La band che lo supporta rimane sullo sfondo nella penombra, lasciando campo libero al mattatore e al corpo di ballo che lo accompagna nella interpretazione coreografica delle canzoni pescate dal vecchio repertorio come “Sesso o Esse”, “Spiagge”, “Baratto”, “Triangolo” che fanno letteralmente esplodere in urla e balli tutti i sorcini presenti. Particolarmente riuscita “L’ambulanza” con Renato che compare sul palco ingessato con il braccio al collo e i ballerini in camice da medico e infermiere a mimare il tran tran lavorativo di una corsia d’ospedale. Mentre i brani più recenti e maggiormente intensi lo vedono solitario sul palco sottolineati da un occhio di bue ad illuminare oltre che l’artista anche la poesia delle parole che canta.
Alla vigilia era stata promessa una sorpresa e la sorpresa assomiglia più a un gioco di prestigio. Dal nulla si materializza Laura Pausini per duettare sulle note di “Nei giardini che nessuno sa” urlando al pubblico “Renato Zero, il nostro idolo!”.
Presentando la band e ringraziando i ballerini, dopo due ore e mezza, con “Il cielo”, si chiude lo spettacolo con Renato che incamminatosi verso l’uscita del palco si volta improvvisamente e, con grande ironia, rivolge al pubblico il classico “Non dimenticatemi, eh!”.
Il pubblico all’uscita è stanco ma felice dopo questo incontro con il proprio guru e non importa se grandi classici del repertorio come “Amico”, “Mi vendo”, “I migliori anni della nostra vita”, “Più su”, “Il carrozzone” non hanno trovato posto nella scaletta dello spettacolo di questa sera, altre occasioni ci saranno in futuro e si farà in modo che siano nuove notti d’amore.

(Paolo Panzeri)

Dal Vivo
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