Live Report: Skunk Anansie @ PalaArrex, Jesolo (Ve), 21/11/12
Novembre 23rd, 2012 in Reports by Redazione Rockol

L’ultima tappa del tour italiano degli Skunk Anansie si svolge al Pala Arrex di Jesolo, dopo aver infiammato Milano e Roma. Il palazzetto non è sold out, ma il pubblico è comunque molto numeroso e le tribune con i posti a sedere sono quasi al completo, mentre nel parterre ci si riesce a muovere e ad avvicinarsi al palco senza troppi problemi.
Sono circa le 21.30 quando il quartetto inglese entra in scena, prima i musicisti e poi a scatenare il boato ci pensa la cantante Skin che inizia subito a saltare da una parte all’altra cantando e urlando sulle note di “The skank heads”. Il pubblico grida entusiasta e sembra ipnotizzato dall’energia della frontwoman, che durante l’esecuzione di “I believed in you”, tratta dall’ultimo album “Black traffic”, sembra aver confuso lo spettacolo con una lezione di step o aerobica per quanto salta e si muove, senza però mostrare mai un attimo di incertezza o di fiatone nel corso di tutto il brano.
Si sa che Skin è un animale da palcoscenico, ma qui siamo a livelli davvero altissimi. Sembra una ragazzina mentre corre e salta, sorridendo e guardando negli occhi i suoi fans adoranti. La scaletta propone un giusto mix di brani nuovi e del passato ed il primo momento in cui il ritmo cala un po’ è quando giunge l’ora di “I hope you get to meet your hero”, un pezzo lento che mette in mostra ancora di più le doti vocali della pantera inglese. Ma gli Skunk Anansie nascono come gruppo punk e rock e la loro attitudine traspare nuovamente con il pezzo “Twisted (Everyday hurts)”, con il bassista Cass Lewis che si mette a suonare il suo strumento sul a bordo palco, mentre Skin urla a tutti di ballare.
La cantante durante l’esecuzione si avvicina alle transenne e senza pensarci si lancia sugli spettatori che impazziscono e la sorreggono, mentre continua a cantare come se fosse la cosa più normale al mondo, senza sbagliare una nota o un acuto. Non c’è davvero un attimo di respiro e prima con “I’ve had enough” e poi con “My ugly boy”, la leader degli Skunk Anansie esorta il pubblico ad alzarsi in piedi e a saltare. Il Pala Arrex è ormai una polveriera pronta ad esplodere e la miccia giunge a fine corsa quando Ace il chitarrista suona i primi accordi di “Weak”, uno dei pezzi più amati tratto dal disco d’esordio “Paranoid & Sunburnt”. Skin è indemoniata e questa volta non si accontenta di buttarsi sul pubblico, ma si erge in piedi sorretta dagli spettatori entusiasti. Nonostante l’equilibrio stentato continua a cantare, urlare e galvanizzare la folla e prima della fine del brano si lascia cadere sui fans in visibilio. E’ il momento di riprendere fiato, non per Skin, ma per tutti i presenti che sono stati investiti dall’energia positiva degli Skunk Anansie, e non c’è brano migliore di “Hedonism (just because you feel good)”, durante il quale Ace si lascia andare ai suoi assolo di chitarra e Skin raggiunge note alte quanto il tetto del Pala Arrex.
Per la successiva “Our summer kills the sun” viene invitata sul palco per un duetto la moglie del batterista Mark Richarson, la quale dopo un primo momento in cui sembra un po’ timorosa e timida si lascia andare, forse anche lei elettrizzata da Skin che le salta intorno.
Il tempo passa talmente veloce ed intensamente che sembra che qualcuno abbia schiacciato il tasto fast forward, e “I can dream” spinge ancora di più sull’acceleratore per poi arrivare all’intro che scatena una vera e propria ovazione per “Because of you”.
Skin è la regina della serata e la sua voce passa da toni graffianti a vellutati, da quelli bassi a quelli alti con una facilità disarmante. Sembra di ascoltare su disco talmente la voce risulta pulita, ma fortunatamente è un live e quindi c’è molta più adrenalina e cattiveria nell’aria, che raggiungono il momento topico con la fantastica “Charlie big potato”: continui cambi di ritmo e tonalità di Skin, la batteria di Richardson che colpisce senza sosta, il basso di Cass che fa muovere anche senza volerlo e i fendenti elettrici di Ace, non sono in alcun modo descrivibili, bisognava viverli.
E’ il momento di una meritata pausa per i quattro inglesi, ma il pubblico inizia a richiedere a gran voce altre canzoni e quando rientrano, per la prima volta nella serata, si vede Ace sorridere. Skin chiede appoggio ai presenti e li ringrazia per aver speso i soldi del biglietto in un periodo di crisi per vederli dal vivo. La ricompensa è “Secretly”, una delle ballad più note e amate. E’ il momento del finale ed il compito spetta a “Little baby swastikkka”, durante la quale Skin ritorna in mezzo al pubblico e chiede agli spettatori di abbassarsi, ma purtroppo non lo fanno in molti, indispettendo la cantante e gli altri musicisti che interrompono l’esecuzione del brano. Dopo pochi istanti ci riprova, ma anche questa volta pochi si abbassano e si alzano di scatto al suo segnale. Il pubblico sembra non voler perdere neanche un attimo del concerto e quindi rimane tutto in piedi e attento agli spostamenti della frontwoman, che decide ad un certo punto di farsi strada tra la folla e arrivare al mixer. Sale in piedi e saluta gli spettatori sulle tribune e riprova per la terza volta a far abbassare tutti e questa volta finalmente ci riesce. Al suo segnale tutti balzano in piedi come un’onda e Skin dà il colpo di grazia lanciandosi sul pubblico e facendosi riportare al palco passando di mano in mano sopra le teste dei fans. E’ il momento dei saluti e lo spettacolo finisce lasciando dentro una grande energia e tanta grinta.
(Luca Latini)
Sembrava dovesse accadere di nuovo. Sul palco dell’Heineken Jammin’ Festival al Parco San Giuliano di Venezia stanno suonando i