Blog

Live Report: Il Teatro degli Orrori @ Latte Più, Brescia 03/12/2010

Dicembre 4th, 2010 in Reports by Redazione Rockol

La serata è veramente da lupi:  vento e pioggia prima, ed una bufera di neve poi, rendono i giochi più complicati, ma il pubblico bresciano offre comunque un’ottima risposta, facendo trovare al gruppo un Latte + pieno e carico, pronto a ricevere lo schiaffo sonoro del Teatro Degli Orrori. Il gruppo, che già si esibì su questo palco lo scorso mese di febbraio, si presenta verso mezzanotte, preceduto dal grunge di una storica formazione locale come i Minio Indelebile. Il Teatro è giunto alle ultime date del più che lusinghiero tour di “A Sangue Freddo” ottimamente rodato, dove il singolo elemento della band riesce già dal primo pezzo a diventare, con gli altri, un’unica amalgama che si chiude in un pugno pronto a colpire in piena faccia la platea. Cosa che puntualmente accade con “E’ colpa mia”, la prima di una lunga scaletta che vede seguire a raffica “A sangue freddo” ,“In due”, “Vita mia”, “Dio Mio!” e “Padre Nostro”: una cinquina che lascia un segno rosso sulla guancia di ogni spettatore.
Il set vola via rapido ed aggressivo, personificato dal liricamente ringhiante frontman Pierpaolo Capovilla, che prende ogni pezzo, lo smonta, lo rimonta come vuole, alza i toni per poi sedarli: un vero leader, un vero attore che ha in mano il pubblico, modellandolo a suo piacimento, stimolandolo, criticandolo e percuotendolo verbalmente e non solo (famigerato è il bisogno di contatto fisico di cui Pierpaolo necessita per esternare tutta la sua classe furente). “Majakovskij” è un sunto eccelso della teatralità di Carmelo Bene a cui la vocalità del gruppo attinge a piene mani. “Carrarmatorock!”, non eseguita nella prima parte del tour, “Il Terzo Mondo”, “Compagna Teresa”,”Mai Dire Mai” e la meno violenta “La Canzone Di Tom” sono elettricità pura per la gente sotto il palco e la scossa la sentono davvero tutti. Poi c’è solo Ken Saro-Wiwa e la sua poesia: “Poeta nigeriano, impiccato il 10 novembre 1995 dal regime militare alleato USA perché  aveva denunciato la Shell che dal 1958 estrae petrolio nel territorio del delta del fiume Niger”.
E qui Capovilla ci ricorda che sul delta del Niger la fa da padrona la “nostra” ENI, inquinando e distruggendo come nessun altro.
Per Ken Saro viene recitata splendidamente la sua “La Vera Prigione” portando Pierpaolo Capovilla al limite delle lacrime da tanta intensità.
“Lezioni Di Musica”, anch’essa eseguita solo in questa seconda tranche del lungo tour del Teatro, chiude tutto questo turbinio d’emozioni e passione lasciando tutti stravolti e segnati, e in tutto questo c’è ben altro che semplici lezioni di musica.

(Alessandro Piva)

Live Report: Il Teatro degli Orrori @ Latte Più Brescia 19/02/10

Ffebbraio 22nd, 2010 in Reports by Redazione Rockol

Nel bel mezzo di un tour che sta toccando l’Italia intera, in contemporanea con il festival di Sanremo e con tutto quello che passa la televisione, Pierpaolo Capovilla si prepara al set del Latte Più (colmo di gente) passeggiando tra il pubblico, ascoltando i bresciani Marydolls, gente pronta a fare il salto e spiccare il volo. Capovilla ha quel “profilo della persona perbene” che lui stesso canta in “Io ti aspetto”. Quello che invece non ti aspetti e vederlo fare stage diving a ripetizione quando sul palco sale il Teatro, quando l’energia si moltiplica e le casse iniziano a pompare senza risparmiarsi. Nelle due ore di un set del Teatro si vive e si muore, si esulta e ci si lascia prendere dalle parole e da quei testi che ci hanno fatto innamorare… a sangue freddo. La nuova line-up che vede Favero fuori dai giochi (se non altro dal vivo) e dentro Nicola Manzan (Bologna Violenta) e Tommaso Mantelli (Captain Mantell) sembra funzionare davvero alla grande, sembra quasi dare più risalto ai cambi di tempo tipici del gruppo. Poco importa poi che il microfono ceda sotto i colpi di chi ne vuole ancora e si aggrappa fisicamente alla band, non contano i fischi degli amplificatori provati allo stremo. E’ il bello della diretta, il bello dei concerti senza tregua. Capovilla e il Teatro, Capovilla che fa teatro e intrattiene, parla senza filtro e si abbandona al potere del palco, al sudore della gente. Passano i pezzi di “A sangue freddo”: “Io ti sapetto”, “Due”, “A sangue freddo”, “Majakovskij”, “Mai dire mai”, “Direzioni diverse”, “Alt”. Menzione speciale per la bellissima “Die Zeit”, un piccolo capolavoro che si rivela ogni volta in modo diverso, così come “Il terzo mondo” e “Padre nostro”. C’è spazio anche per la storia, per “La canzone di Tom”, “Il turbamento della gelosia”, “Vita mia”, “Compagna Teresa”, “Dio mio”. Il fischio che persiste in testa lascia spazio al silenzio quando tutto finisce. La band saluta, si fa abbracciare, si concede fino all’ultimo, a testimonianza che un concerto rock è più di semplice musica: è l’occasione per un incontro tangibile fuori dal “mondo della tv”, è cultura, è sfogo e collera, passione estrema. Resta poco da dire quando la voce viene a mancare dopo aver buttato fuori rabbia ed amore in modo così intenso nell’arco di pochi minuti. E’ questo il potere del Teatro, lasciarti senza altro da dire: “Angusto sarebbe il cielo, per potermi contenere…”

(Marco Jeannin)

Dal Vivo
I concerti recensiti da Rockol