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Live report: Tame Impala @ Roundhouse (22/06/11)

Teatro del concerto é la Roundhouse di Camden, maestoso palazzo vittoriano recentemente rinnovato.
I Tame Impala si presentano sul palco ma sono cosí lontani che potrebbero essere chiunque. Il dubbio viene risolto appena iniziano a suonare. Attaccano subito con una tripletta mozzafiato: Why won’t you make up your mind?, Solitude is bliss con un finale quasi slow-motion e It’s not meant to be. Prima di seguire conAlter Ego, uno dei momenti migliori del concerto, ci mettono pure una citazione a Bonnie and Clyde di Serge Gainsbourg . Infatti dopo un inizio un po’ freddo ed esecutivo iniziano ad entrare in serata ed i pezzi si arricchiscono di mutazioni, distorsioni psichedeliche, variazioni sul tema e dilatazioni ipnotiche.

Me li ricordo pochi fa allo Heaven, dove mi sembravano piú in un ambiente a loro congeniale, negli spazi ridotti la loro timidezza riusciva ad essere mascherata dalla pienezza dei loro suoni, l’esuberanza del batterista e il loro proiettore che trasmette su uno schermo cerchi verdi alimentati da microfoni scelti accuratamente da Kevin Parker, e che qui sembrava uno di quei televisori inadeguati nei bar dove la partita te la immagini soltanto.

Ma l’atmosfera inizia a cambiare, e lo si capisce chiaramente sul finale di Expectation dove il giro di basso coinvolge il resto del gruppo in un crescendo delirante, una cascata di suoni come schiaffi in faccia. Anche Desire Be Desire Go viene suonata al massimo con un finale alla Jimi Hendrix Experience, con gli anni 70 che colavano dai soffitti. La vera svolta viene sancita dalla cover, la grande sorpresa del concerto. L’altra volta era stata Remember Me, poco scontata ma in tono con le loro ritmiche che rendono omaggio alla musica di 40 anni fa, questa volta invece si lanciano in un volo pindarico verso il trip-hop con Angel dei Massive Attack.

Immagine anteprima YouTube

Da qui in poi il concerto é un delirio. Finalmente i Tame Impala si sposano con il pubblico e iniziano a farci l’amore. Loro parlano poco e malvolentieri…in tutto il concerto le frasi piú significative sono state “Holy shit! Look at this place” e le scuse in anticipo per l’assenza di bis, ma comunicano con la musica e le immagini che ignorano ogni confine tra il suono e la grafica.

Per concludere ottimo concerto, ripeto che questa é una delle band migliori dei nostri tempi e che ancora ha espresso poco, quasi nulla e che ha nel suo frontman Parker (che ha scritto e registrato quasi tutto il disco da solo) un genio di rara bellezza.

Si puó vedere il sito intero del concerto su www.figurehead.it

Questa la set list della serata:

1. Why won’t you make up your mind?
2. Solitude is bliss
3. It’s not meant to be
4. Bonnie and Clyde (Serge Gainsbourg)
5. Alter Ego
6. Expectation
7. Desire be desire go
8. Angel (Massive Attack)
9. Jeremy’s Storm
10. Lucidity
11 – Runway, City, Houses, Clouds
12 – Half Full Glass of Wine/Skeleton Dance

Videos by: monkeyman1928

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