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Sad ballad of El Goodo

Marzo 18th, 2010 in Uncategorized by Gianni Sibilla

Tristi notizie: è scomparso Alex Chilton, all’eta di 59 anni.

Un grandissimo autore, soprattutto con i suoi Big Star , che tra l’altro dovevano suonare in questi giorni al SXSW di Austin. Sono stati quello che si dice - con un terribile aggettivo - un gruppo seminale, che ha influenzato generazioni e generazioni di musicisti.

Scartabellando in rete ho trovato questo video, con Adam Duritz che canta la  canzone più bella di Chilton, “Ballad of El Goodo”: i primi secondi sono una professione d’amore per Chilton.

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Purtroppo, non è finita qui: è mancato anche il DJ inglese Charlie Gillet, che ebbe tra i tanti meriti anche quello di scrivere “The Sound of the city” nel 1970, un libro che ha anticipato molti studi e riflessioni serie sulla popular music. In Italia venne tradotto e pubblicato, altrettanto meritoriamente, dal Mucchio Selvaggio.

Battlestar Sabotage/New Dork

Marzo 11th, 2010 in YouTube, videoclip by Gianni Sibilla

Ieri, grazie a Stereogram, mi sono imbattuto in un bel video, in cui una pazza ha ricreato pari pari “Sabotage” dei Beastie Boys con sequenze di “Battlestar Galactica”. E quando dico “pari pari” non scherzo: Wired, che ha intervistato l’autrice del montaggio, ha postato anche una clip in cui due video sono messi al passo, e il risultato è strabiliante:

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E, a proposito di parodie/omaggi, in rete da qualche giorno si parla molto di questo rifacimento della canzone di Jay-Z/Alicia Keys:

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La fine della telenovela: gli OK Go divorziano dalla EMI

Marzo 10th, 2010 in Industria Musicale, YouTube, videoclip by Gianni Sibilla

In questo blog si è parlato spesso, nelle ultime settimane, degli OK Go, dei loro video, delle liti che hanno causato con la loro etichetta major, per divergenze di vedute nella gestione.

La telenevola (forse) è finita: gli OK Go hanno rescisso “di comune accordo” il contratto con la EMI: lo riporta Rolling Stone, che aggiunge che il divorzio si è consumato prima della messa on-line del nuovo clip per “This too shal pass”, che senza i lacci e lacciuoli imposti dalla casa discografica ha raggranellato - si fa per dire - quasi sette milioni di contatti in 8 giorni.

Kathryn Bigelow, regista di videoclip (bruttissimi)

Marzo 8th, 2010 in Cinema, Televisione Musicale, YouTube, videoclip by Gianni Sibilla

Sono contento che Kathryn Bigelow abbia vinto l’Oscar. Non ho visto il film premiato, ma “Point break” e “Strange days” sono due dei miei film preferiti di sempre; solo quelli da soli valgono molto di più di una statuetta.

Anche i più grandi registi hanno qualche scheletro nell’armadio: non sapevo per esempio che la Bigelow avesse diretto anche dei videoclip. Amo questa band alla follia, ma questo video l’ho sempre reputato uno dei più brutti mai prodotti. Guardare per credere. La qualità non è granché, ma forse è meglio così.

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Questa scoperta - grazie a TwentyFourBit - mi conferma un’altra mia teoria: salvo rare eccezioni, i registi di cinema non sanno proprio girare videoclip. Ma questa è un’altra storia, e ne parlerò un’altra volta

La fine dei CD o della stampa musicale?

Marzo 5th, 2010 in Giornalismo musicale, Industria Musicale by Gianni Sibilla

Un tempo, uno dei veri motivi per cui si provavava fare quella pseudo-professione che è quella del giornalista musicale erano i “benefit”: CD gratis, accrediti ai concerti. Perché di soldi se prendevano pochini, se se ne prendevano.

Oggi, per procurarsi i CD gratis ci sono altri modi. Ma fa comunque un certo effetto questa notizia che ha scritto un mio collega: in Inghilterra la Sony ha deciso di non mandare più CD promozionali ai giornalisti.

La Sony ha le sue motivazioni, e la decisione certifica un processo in atto da anni. Anche da noi, in redazione, di CD fisici ne arrivano sempre meno, e sempre di più ci mandano dischi in digitale.

Però la decisione rischia di rivelarsi la classica zappa sui piedi. Io ascolto dischi soprattutto in digitale (anche se mi girano le scatole quando te li mandano con tutti i tag sbagliati e senza informazioni, così che non si capisce né tracklist né niente). La cosa non mi crea particolari problemi, se non un po’ di nostalgia per quando vedevo corposi pacchetti arrivare e ogni giorno mi sembrava  un po’ natale.

Però c’è un dato: è vero che la promozione dei dischi passa attraverso i blog e il passaparola, ma è anche vero che le case discografiche mirano alla visibilità che possono dare le grosse testate cartacee. E allora quoto quello che dice David Hepworth, coeditore di riviste come The Word e MixMag:

la decisione della Sony “rientra in un processo che avrà come risultato finale la morte delle rubriche di recensioni dei giornali così come le abbiamo conosciute fino ad oggi. Sono consapevole di tutto quel che si dice sul declino dei supporti fisici, ma questa mossa dimostra che le case discografiche non capiscono cosa passa per la testa di un giornalista che riceve ogni giorno pacchi di nuovi dischi, molto spesso di gente di cui non ha mai sentito parlare….La mia previsione è che da qui a un anno, quando la Sony vorrà che un recensore prenda nota di un suo disco, tornerà a recapitarglielo per posta”.


Sempre più difficile!

Marzo 2nd, 2010 in YouTube, videoclip by Gianni Sibilla

Adesso stanno esagerando. Decidete poi voi se nel bene o nel male: gli OK Go oggi hanno pubblicato un altro video per “This too shall pass”.

Bellissimo. Ma è chiaro che i tempi del low-fi visivo sono lontani, tanto è complessa la messa in scena, anche se sul sito dell’azienda che ha costruito la macchina, si dice che il budget era ridotto. Ma ci sono voluti diversi mesi di lavoro…

When the rock band OK Go, famous for their viral videos including the spectacular and award winning “treadmills video”, wanted to feature a 4-minute long Rube Goldberg Machine in an upcoming video, they tapped Syyn Labs to build it.  The requirements were that it had to be interesting, not “overbuilt” or too technology-heavy, and easy to follow.  The machine also had to be built on a shoestring budget, synchronize with beats and lyrics in the music and end on time over a 3.5 minute song, play a part of the song, and be filmed in one shot.  To make things more challenging still, the space chosen was divided into two floors and the machine would use both.


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Wired ha un’interessante articolo sul making of della macchina.

Due appunti 1)Il video, contrariamente a quelli precedenti, è embeddabile. Hanno vinto il braccio di ferro con la EMI? 2)il video è sponsorizzato da una società di assicurazioni, che compare nella schermata finale.

Swell Season, Drive all night

Marzo 1st, 2010 in Concerti, Interviste, Uncategorized by Gianni Sibilla

Qualche tempo fa raccontavo del pomeriggio perfetto con gli Swell Season. Ecco, ora ci sono le prove, compreso il video della cover di “Drive all night” di Bruce Springsteen, che decisero di eseguire ispirati dal sole, dalla bellezza del luogo e dall’acustica del cortile del Conservatorio.

Con malcelato orgoglio, dico che è una delle cose più belle che abbia mai portato a casa, facendo questo mestiere. Ma il merito va soprattutto a Glen Hansard & co.

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(Qua ci sono le altre due canzoni e l’intervista. Un grazie anche a Simone Bianchi, che ha montato i video)

Fake plastic beach

Marzo 1st, 2010 in File Sharing, Nuova musica by Gianni Sibilla

Un uomo che morde un cane fa notizia, non un cane che morde un uomo.

Segno dei tempi: fa notizia che un disco importante NON sia ancora finito in rete, a pochi giorni dall’uscita;  fino a questa mattina, le copie che circolano in giro di “Plastic beach” dei Gorillaz erano dei fake: il che ha una certa ironia, pensando al titolo del disco e all’immagine virtuale della band.

Se non volete perdere tempo a scaricare una raccolta di lati b, remix e quant’alto - e magari scambiarla per il disco vero, e magari recensirla (è successo, anche su riviste autorevoli) - fate la cosa giusta: andate ad ascoltare il disco in streaming sul sito della National Public Radio.

Comprare un disco solo per il nome della band

Ffebbraio 25th, 2010 in Nuova musica by Gianni Sibilla

Si chiamano Shake Some Action!, come una delle mie canzoni preferite, “Shake some action” dei Flamin Groovies, un inno del power-pop, che se ben mi ricordo pure Springsteen usava per aprire i suoi concerti. Qua c’è la versione originale, uno dei più bei giri di chitarra ever.

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Il disco dei Shake Some Action!, che sono di Seattle, si intitola  “Fire and ice” e non è niente male: power-pop chitarristico della vecchia scuola, come i loro maestri. Qua c’è un loro video, registrato alla sempre benemerita radio della loro città, la KEXP:

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Il piccolo e il principe

Ffebbraio 24th, 2010 in Sanremo, Televisione Musicale, YouTube by Gianni Sibilla

Non posso esimermi: questi video sono ovunque, oggi, in ogni luogo e in ogni lago.

Ma li posto lo stesso. Una sola parola: grandi.

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