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Record Store Day, il disco è cultura

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Doman, Sabato 18 aprile si celebra il Record Store Day.

La lista delle iniziative messe in piedi per l’occasione è impressionante: vinili esclusivi pubblicati da gente come Bruce Springsteen, Bob Dylan, Tom Waits. Concerti, video, download. Partecipano anche molti negozi italiani: qui trovate la lista . Alcuni organizzano dei concerti, ma putroppo un giro di telefonate a qualche negozio mi conferma che le pubblicazioni esclusive saranno solo disponibili in America.

Il tutto per ricordarci che il digitale starà cambiando la musica, starà mettendo in crisi la discografia, ma è insostituibile il piacere di entrare con in un negozio, scoprire un disco nuovo e farsi consigliare da qualcuno.

Il punto è che non bisogna confondere i negozi di dischi con la discografia: quest’ultima ha tentato legittimamente di difendere i propri interessi, ma lo ha spesso fatto in maniera repressiva e reazionaria, negando la realtà dei fatti con strategie suicide. I negozi di dischi sono l’ultimo anello della catena produttiva, ma anche uno dei più importanti. E’ il luogo fisico dove si fa mediazione culturale: tutti i negozi di musica digitale cercano di riprodurre quell’atmosfera del negozietto specializzato, con consigli, scaffali virtuali… Negli ultimi anni ne sono scomparsi troppi, di negozi di dischi: se siete vicino a qualcuno di quelli in lista, fate un salto.

3 Responses to “Record Store Day, il disco è cultura”

  1. matteo ha scritto:

    … purtroppo è proprio così. Anche qui a Bologna lo storico “Nannucci” sta chiudendo i battenti dopo oltre 70 anni di onorato mestiere. Per il sottoscritto un rifugio in quelle orette libere che si hanno, lontano dalla folla e immerso nella propria passione..
    Sì, sta scendendo un pò di gelo in questi tempi…

  2. Claudio Ferrante ha scritto:

    Difendiamoli i cari negozi di dischi. Parla uno che ci è cresciuto (come acquirente) in un negozietto di dischi.
    Sono luoghi ormai rari, per colpa delle grandi catene ne sono spariti in tantissimi.
    Un piccolo negozio di dischi con persone competenti ti fa venir voglia di acquistare tanta musica, godendo di una profondità di catalogo di cui le catene purtroppo non dispongono.
    Il tutto a scapito della cultura musicale, sempre più di “classifica” piuttosto che di contenuto.

  3. Mademoiselle Depeche ha scritto:

    D’accordissimo!!! Anche in provincia di Lecce stiamo lavorando per mantenere vivo il culto del negozio di musica, nonostante i continui problemi del settore… prossima apertura in grande, ora il negozio è ancora piccolo, ma abbiamo tante iniziative culturali in programma… A favore della buona musica :)

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