I Muse ‘trasgressivi’? Mah…
Le cose stanno così: i Muse vanno a “Quelli che il calcio”. Si scambiano i ruoli, Matt fa lo stupido alla batteria, e la Ventura intervista Dom come se fosse il leader. Senonché questo siparietto buffo e nulla più è diventato un caso: da ieri gira parecchio in rete (su YouTube e Facebook) e il Corriere ne ha parlato a più riprese. Tutti a lodare la band per la trovata “trasgressiva” e a irridere la Ventura per la figuraccia rimediata.
Questo sarebbe materiale perfetto per una bella lezione in università sul rapporto tra musica e TV. Ma siccome i corsi non iniziano prima di qualche settimana, mi sfogo sul blog. Andiamo per punti:
- I Muse sono famosi. Ma non sono così famosi perché il pubblico di una trasmissione della domenica pomeriggio sulla RAI li distingua l’uno dall’altro. Sono certo che il 90% delle persone al momento non si è accorto di nulla.
- Le “comparsate” sono eventi promozionali: vai in un programma TV a far pubblicità a un prodotto. Nella musica, poi, sono gratuite, salvo rari casi. La sede italiana della casa discografica si accolla le spese per portarli in TV, ma la band non viene pagata per l’esibizione.
- Per questo motivo, prendere in giro chi ti ospita per farti pubblicità non è esattamente il massimo della professionalità e del rispetto.
- Inutile nascondersi dietro la scusa della “noia da playback”: esiste una cosa che si chiama “voce su base”, o “half playback” – si canta dal vivo su base registrata. I Muse potevano usare quella formula, se –legittimamente – non volevano fare un “full playback”. E poi non è pensabile che non sapessero che erano ospiti di una trasmissione generalista con quelle modalità, anche se sono state decise all’ultimo momento.
- Dove erano gli autori della Ventura? Erano loro che dovevano suggerirle cose un po’ più sensate da dire, e avvisarla, già durante l’esibizione, nel caso. E mi piacerebbe anche sapere che cosa hanno detto ai discografici che hanno portato la band in trasmissione, che saranno stati messi non poco in imbarazzo dalla situazione…
- Tutto questo è vero se la Ventura e gli autori non erano al corrente della boutade. Oggi la Ventura dice che sapeva ed è stata al gioco. Può essere una difesa, un tentativo di salvarsi in corner. Ma se fosse stata tutta una messa in scena, chi su Facebook scrive o aderisce al gruppo “I Muse smerdano Quelli che il calcio” non ci fa una bella figura, per usare un eufemismo e per non usare lo stesso linguaggio.
Comunque siano andate le cose, i Muse sono riusciti a fare notizia, e a farsi considerare dai quotidiani. Certo, hanno guadgnato un paio di giorni di visibilità. Ma per quel che mi riguarda, la “vera” trasgressione rock – ammesso che esista ancora, oggi – è altra roba. Secondo me ne sono usciti più come dei furbacchioni che altro.