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Gente che non sa scrivere…

…intervista gente che non sa parlare per gente che non sa leggere. E’ la famosa definizione del giornalismo musicale ad opera di Frank Zappa.

In tempi di discussione sulla “fine” del giornalismo per causa/colpa di internet, si parla anche della fine del giornalismo musicale. Se ne discute in questi giorni, grazie ad un articolo di Wired, che prende spunto da una tavola rotonda svoltasi il 6 ottobre al convegno della Future Of Music Coalition.

“Quale senso ha, oggi come oggi, il giornalismo musicale tradizionale e dall’alto, quando lo user generated content e la diffusione capillare e virale nella/della rete sembrano e sono più veloce, efficaci, convincenti, condivisi?”, commenta il mio amico e collega Gabriele Lunati.

Gli rispondo quello che ho scritto nei commenti ad un suo post. In quell’articolo di Wired parlano soprattutto di “Music critics”, che è cosa diversa dal giornalismo… Di “music critics” in America ce sono molti, e da noi praticamente nessuno. Esiste qualcuno che fa il giornalista di mestiere e parla di musica, dall’alto dei media generalisti. E poi c’è  molta gente che scrive sulle riviste specializzate; ma pochi sono quelli che hanno fatto dello scrivere di musica una vera professione.

Gli MP3 blog, che pure Nick Hornby ha recentemente santificato, sono quello che è sempre stato in larga parte il giornalismo musicale: fan specializzati in nicchie musicali che si improvvisano critici; solo che ora è più facile, lo puoi fare da solo senza cercare una rivista che ti dia spazio.

Ma qualcuno che ti consigli e ti spieghi la buona musica – in nuovi spazi, su nuove piattaforme – ci vorrà sempre… E, alla fine, giornalismo o meno, è sempre e soltanto un problema di credibilità: perché dovresti perdere del tempo per ascoltare una canzone, un artista, un disco che qualcuno ti ha consigliato? Perché ti fidi di lui, del suo gusto. E la credibilità non è in vendita, sulla carta stampata né in rete.

One Response to “Gente che non sa scrivere…”

  1. Gabriele Lunati ha scritto:

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