Blog

Essere indie è molto dura, e per questo fa paura

In un bel blog che ogni tanto leggo, si rilanciava una lettera di Joe Strummer su Springsteen, per dimostrare che il boss non fa schifo. E mi è tornata in mente una intervista che ho fatto anni fa, in cui un cantante  mi diceva che nell’indie italiano, se ascolti i Velvet Underground sei figo, ma se ascolti il boss sei tamarro.

Poi sono capitato per caso su un piccolo sito di musica indie, alla ricerca di informazioni su un concerto. E mi è caduto l’occhio su una recensione di un disco di una band dal passato indie, ma ormai “mainstream”, in cui il recensore si sentiva subito in dovere di precisare che non era musica di quella che passano su Virgin Radio.

Infine mi sono trovato su un palco in Università con un presentatore indie. Mio malgrado: in Università ormai si porta chiunque, persino chi la deride, ma questa è un’altra storia. Vestito da indie, parlava da indie, e come fa spesso sulla TV (generalista…)  sparava battute e sentenze su chi non si veste come lui e non ascolta la musica che ascolta lui.

Allora è tornata in mente questa frase di Moltheni, che quando mi è arrivata in un comunicato stampa ho scambiato per una sparata per fare notizia. Invece: “La scena indipendente non è migliore della sinistra italiana. Rivendica di stare dalla parte dei giusti, ma nella realtà non è cosi. Tutti gli artisti della scena alternativa italiana che credono di essere immacolati sono gonfi di narcisismo e pochezza”.

Insomma, per parafrasare gli Skiantos: essere indie è molto dura, e per questo fa paura…

I commenti sono chiusi.

For those about to blog
Musica e diavolerie digitali varie: il blog di Gianni Sibilla