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La fine dei CD o della stampa musicale?

Un tempo, uno dei veri motivi per cui si provavava fare quella pseudo-professione che è quella del giornalista musicale erano i “benefit”: CD gratis, accrediti ai concerti. Perché di soldi se prendevano pochini, se se ne prendevano.

Oggi, per procurarsi i CD gratis ci sono altri modi. Ma fa comunque un certo effetto questa notizia che ha scritto un mio collega: in Inghilterra la Sony ha deciso di non mandare più CD promozionali ai giornalisti.

La Sony ha le sue motivazioni, e la decisione certifica un processo in atto da anni. Anche da noi, in redazione, di CD fisici ne arrivano sempre meno, e sempre di più ci mandano dischi in digitale.

Però la decisione rischia di rivelarsi la classica zappa sui piedi. Io ascolto dischi soprattutto in digitale (anche se mi girano le scatole quando te li mandano con tutti i tag sbagliati e senza informazioni, così che non si capisce né tracklist né niente). La cosa non mi crea particolari problemi, se non un po’ di nostalgia per quando vedevo corposi pacchetti arrivare e ogni giorno mi sembrava  un po’ natale.

Però c’è un dato: è vero che la promozione dei dischi passa attraverso i blog e il passaparola, ma è anche vero che le case discografiche mirano alla visibilità che possono dare le grosse testate cartacee. E allora quoto quello che dice David Hepworth, coeditore di riviste come The Word e MixMag:

la decisione della Sony “rientra in un processo che avrà come risultato finale la morte delle rubriche di recensioni dei giornali così come le abbiamo conosciute fino ad oggi. Sono consapevole di tutto quel che si dice sul declino dei supporti fisici, ma questa mossa dimostra che le case discografiche non capiscono cosa passa per la testa di un giornalista che riceve ogni giorno pacchi di nuovi dischi, molto spesso di gente di cui non ha mai sentito parlare….La mia previsione è che da qui a un anno, quando la Sony vorrà che un recensore prenda nota di un suo disco, tornerà a recapitarglielo per posta”.


2 Responses to “La fine dei CD o della stampa musicale?”

  1. chiarina ha scritto:

    E sì ormai di cd ne arrivano sempre di meno. Tanto tanto posso sopportare le cartoline promo che ti consentono di scaricare un album ma quando mandano un cd via streaming impazzisco. Non si può ascoltare un disco in quelle condizioni, se lo devo recensire, già parto incazzata se devo intervistare l’artista già mi girano.

    E’ una scelta drastica questa che mi pare adottata da molti altri oltre la sony (universal? emi? è una vita che non mandano un cd vero). Dovrebbero invece saper scegliere, spedirne di meno ma spedirne, credo.

    io comunque son giovincella e l’era d’oro del freebies non l’ho mai vissuta.

  2. Gianni Sibilla ha scritto:

    sono d’accordo su tutto: lo streaming è insopportabile, non ti permette di lavorare, e qualche CD dovranno comunque spedirlo.
    E non è che l’età d’oro dei freebies l’abbia vista tanto anche io, ne ho solo visto la fine. Anche se solo un po’ di tempo fa c’era gente che faceva cose turpi per qualche promo cd, come diceva Vites su Facebook

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