Welcome to the jungle
Insomma, dopo tutte le polemiche, la cerimonia della Rock ‘n’ Roll Hall of Fame è stata noiosa, si legge tra le righe dell’articolo del New York Times. I Guns ‘n’ Roses si riformano. No, non si riformano. Forse sì, però. Ma Axl non vuole. Axl non viene ed è incazzato. Axl scrive una lettera e insulta tutti. Almeno lo avesse fatto durante la serata, di fronte alle telecamere…
In realtà, la R ‘n’R Hall of Fame è molto più che un baraccone di gossip e notizie fatte per attirare attenzione. E’ una macchina da soldi, ed arrivarci (ci vogliono 25 anni di carriera dal primo disco, e poi essere scelti da una giuria di 500 addetti ai lavori) vuol dire rilanciare una carriera, o farla decollare, con indotti da manicomio: lo racconta bene questo bellissimo articolo di qualche tempo fa del NYT, che spiega tutti i meccanisimi e i retroscena che si mettono in moto ogni anno. Le cerimonie in sé, poi, sono spettacoloni dove gli artisti suonano, cantano assieme, duettano come se non ci fosse un domani (ne han tratto dischi e DVD con performance davvero memorabili).
Un genere a parte di queste cerimonie sono gli “induction speech”, i discorsi in cui gli artisti ammessi nella Hall of Fame vengono presentati e celebrati da artisti più giovani, che sono loro debitori. E’ in uno degli speech di quest’anno che è venuta fuori una cosa bella, poche parole in grado di dare un senso alla serata. Billie Joe Armstrong ha presentato i Guns ‘N’ Roses, che erano presenti tutti tranne Axl. E ha celebrato Slash, così
“The opening riff of ‘Welcome to the Jungle’ is a descending trip into the underworld of Los Angeles. Misfits, drug addicts, paranoia, sex, violence, love and anger in the cracks of Hollywood.”“It was a breath of fresh air”.
