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Archivio per la ‘Apple’ Categoria

Tanto tuonò che piovve

Mercoledì, Ggennaio 27th, 2010

Non è l’iPhone (célo), non è il MacBook (célo), è qualcosa di mezzo: l’iPad (manca?).

ipad-launchAlla fine, è stato presentato il famigerato tablet della Apple: un media player che conferma in larga parte quanto era trapelato nella frenetica corsa allo scoop degli ultimi giorni.

I dettagli si trovano ovunque, ma si può partire dal solito iLounge: per ora si sa quando arriverà in America (fine marzo-aprile), da noi la data è incerta, si parla dell’estate.

E’ presto per dire se questa scommessa verrà vinta. al di là dei soliti toni retorici di Steve Jobs, non mancano gli scettici: non sembra esattamente economico, per dirne una; e anche Wired nota diverse mancanze nelle caratteristiche.

E, una cosa che mi pare nessuno abbia notato: i filmati che legge sono solo quicktime. Tradotto: è pensato per riprodurre i film comprati su iTunes (che peraltro in Italia non sono disponibili); quindi scordatevi di usarlo per vederci divx et similia, a meno di lunghe conversioni su un computer “normale”.

Sia quel che sia, siamo tutti qua a parlarne e ci cascheranno (ci cascheremo?) in molti, mi sa.

iVasco

Martedì, Dicembre 1st, 2009

Ormai le App per iPhone di artisti non fanno più notizia. Però quando ne esce una italiana, e mica di uno qualunque ma di Vasco, non si può non prestare attenzione.

Vasco non è il primo in questo campo, che è ancora relativamente inesplorato dai nostri connazionali. I primi furono, pensate un po’, i Bastards Son Of Dioniso: la scorsa primavera pubblicarono un’applicazione (ora rimossa dall’AppStore) che permettevea di ascoltare tre canzoni, a condizione di far salire un “agitometro”, attivato scuotendo il telefonino.

att45888iVasco, così si chiama l’applicazione ufficiale del Komandante, è curata, con la grafica minimale in linea della raccolta “Tracks 2″ appena uscita. Ci sono le esternazioni del Blasco, il feed delle notizie, interviste e molti contenuti derivati dal sito ufficiale; c’è la possibilità di ascoltare qualche canzone (3, per la precisione), dall’ultimo disco. Una funzione  che sfrutta il gps dell’iPhone è la gelocalizzazione delle date del tour  (ma senza la possibilità di interagire con altri fan, come in quella dei Nine Inch Nails). Una funzione un po’ nascosta e molto carina è la possibilità di giocare con il “Line check” della band.

Insomma, un’applicazione in linea con quelle di molti artisti angloassoni. Se non fosse per il prezzo: 3,99€. Pochi soldi in assoluto, molti per lo standard dell’App Store, dove  le applicazioni che hanno questi tipo di contenuti sono di solito gratuite. Quelle a pagamento, solitamente  costano meno e offrono contenuti esclusivi, di cui qua non c’è traccia: dischi interi e  in streaming, accesso a registrazioni inedite o rare….

Ma ai fan  poco importa: al momento in cui scriviamo, iVasco è già in classifica dell’AppStore, pur essendo stata pubblicata da pochi giorni.

UPDATE: a questo indirizzo, la riflessione di una band america sull’utilità delle app per iPhone degli artisti

Arrivano i Beatles digitali, ma non come ve li aspettate

Mercoledì, Novembre 4th, 2009

Una chiavetta USB a forma di Mela, ma non c’entra con la Apple di Steve Jobs, bensì con la Apple dei Beatles: finalmente i Fab Four arrivano in digitale, in questo strano modo. Anche un po’ vecchio, se vogliamo: trasformare gli album in chiavette USB è stato uno dei tentativi della discografia di arginare la pirateria offrendo un oggetto a metà tra il “fisico” e il digitale, spesso corredato di extra e bonus ecc.

viewIl sito dei Beatles specifica che le chiavette conterrano i 14 dischi rimasterizzati  – peraltro finiti in digitale in versione piratata all’indomani della loro pubblicazione il 9 settembre scorso – con tanto di filmati, artwork e una non meglio specificata interfaccia flash per fruire dei contenuti. Il dettaglio interessante è che le chiavette conterranno i file sia in MP3 sia in formato Lossless, Flac.

Il tutto è preordinabile ora, sarà disponibile da dicembre alla modica cifra di 200 sterline.

Sostanzialmente l’operazione è di quelle che solo i Beatles si possono permettere: un supporto già vecchio – le chiavette USB; nessun extra inedito, se non i file ad alta definizione. Nessuna possibilità di acquistare canzone per canzone, e neanche album per album; un prezzo complessivo molto alto. Insomma, un bello smacco per l’altra Apple, quella di Jobs, che da anni sta cercando di portare i Beatles su iTunes.

Apple vs. Blackberry, Pearl Jam vs. U2

Martedì, Ottobre 20th, 2009

promo_magicmouse_20091020La Apple ha presentato un po’ di nuovi prodotti, oggi. Nulla di musicale, però: un nuovo mouse, un nuovo telecomando, e versioni aggiornate di MacBook, iMac e Mac Mini.

Ma anche i concorrenti non stanno a guardare: i Pearl Jam annunciano un’applicazione per Blackberry che permetterà di scaricare tre canzoni da ogni concerto rimanente del tour. Anche gli U2, il cui tour è sponsorizzato proprio da Blackberry, avevano lanciato un’iniziativa simile.

La musica come software, il software come musica

Venerdì, Ottobre 16th, 2009

Questa notte, questa mattina non si parlava d’altro nei vari siti e blog dedicati al mondo Mac: Apple ha cambiato le sue politiche dell’App Store di programmi per iPhone e iPod Touch. Ora è possibile l’ “In-app purchase” anche da applicazioni gratuite.

Suona incomprensibile? Probabile: questo non è un blog dedicato all’iPhone, anche se è uno degli argomenti preferiti. Ma questa scelta di Apple è destinata a cambiare molte cose, anche nel campo della musica. Provo a riassumerle.

Quando ha aperto l’App Store, Apple ha mirato ad avere molto software gratuito che facesse massa. E ha imposto che non si potesse regalare demo, ma app complete. Questo è risultato in 3 tipologie di applicazioni gratuite.

  1. Le app nate per essere gratis (per lo più sviluppate da programmatori indipendenti/amatoriali in cerca di notorietà).
  2. Le App “Lite”, ovvero delle demo sotto mentite spoglie: 1 o 2 livelli di un gioco, qualche funzionalità di un programma. Però poi per avere il programma completo bisognava comprarsi un’altra app.
  3. Le app “Freemium”, secondo il modello teorizzato da Chris Anderson: ti regalo qualcosa, ma se vuoi la versione premium, la paghi. Il caso più famoso è TapTap, rythm game sul modello di Rock Band etc., scaricato nella versione gratuita in milioni di copie, e venduto in centinaia di milioni di copie nelle versioni premium con musica di Weezer, Coldplay, etc.

Poi, la scorsa estate, la Apple ha introdotto le “In-app purchase”, ovvero la possibilità di comprare contenuti direttamente dentro le applicazioni (livelli nuovi per i giochi, nuove funzionalità ecc), limitando però questa funzionalità alle app a pagamento.

ttrshot21Il pasticcio che ne è venuto fuori è dimostrato bene da “TapTapRevenge3″, l’ultima versione della serie: il gioco costa 79 centesimi, ma dentro non ha praticamente nulla, solo 3 canzoni, e pure brutte. Se volete qualche canzone, dovete comprarla (1euro per 2 canzoni, 2 e 39 per mini album da sei). Ma per avere un gioco che abbia abbastanza materiale su tutti i livelli, dovete spendere un bel po’ di soldini, per di più con la fregatura del balzello iniziale. Per dire, Rock band per Iphone che uscirà tra poco, avrà 20 canzoni, giocabili su diversi livelli e 4 strumenti. Certo costerà qualcosa di più, ma è un gioco completo.

Ora questa modifica della politica di Apple aprirà la strada a molte cose, e non solo nei videogiochi. Le versioni “lite” probabilmente spariranno. Fioccheranno le app gratuite come cavallo di troia per vendere qualcos’altro. Wired sostiene che questa modifica nelle politiche di vendita, assieme al famigerato Tablet di Apple, servirà soprattutto per vendere news.

Ma anche la musica diventerà definitivamente un software. Già le app “ufficiali” degli artisti non si contano più; ora  sono gratis per lo più gratis, e permettono di ascoltare musica in streaming: Nine Inch Nails, i primi; tra i più recenti, i Metallica, (anche se la loro è a pagamento, 79 centesimi per ascoltare il loro catalogo di concerti). Trasformare le app in negozi virtuali di musica sarà un attimo….

L’ebook di Nick Cave

Mercoledì, Settembre 30th, 2009

Non sono mai stato un sostenitore né degli audiolibri (un formato che oltreoceano funziona bene, ma da noi stenta a decollare) né degli ebook, almeno fino a quando non arriverà da noi il Kindle di Amazon. Credo che possano funzionare bene per i “reference books”, ma non per la lettura di narrativa, ma sono pronto a ricredermi. E non credo che l’iPhone e l’iPod Touch, con il loro schermo piccolino, siano adatti ad una lettura impegnativa. Magari con il prossimo iPad – il tablet di Apple di cui ieri iLounge ha fornito succose anticipazioni – la cosa funzionerà.

icon-w-bunnyPerò mi sembra davvero interessante questo tentativo: “The death of Bunny Munro”, il prossimo romanzo di Nick Cave in uscita anche in Italia, è stato da poco pubblicato come app per iPhone. E’ una sorta di versione “aumentata” del libro: ci sono da sfogliare con le dita, c’è la voce di Nick Cave che legge il libro, e che si sincronizza con la pagina (che si sposta automaticamente al punto che la voce sta raccontando), con musica originale di sottofondo scritta e suonata assieme a Warren Ellis, con un mix “spaziale” pensato apposta per l’ascolto in cuffia. Ci sono video di Nick Cave che declama il romanzo e ci sono un sacco di altre opzioni che facilitano la lettura (segnalibri, gestione dei caratteri e dei colori….) Insomma, un lavoro davvero ben fatto, da una software house che si chiama appunto Enhanced Editions, e che ha in programma altre uscite del genere, tra cui i libri di Barack Obama.

I difetti? 3. Il prezzo, innazittutto: 20 euro. Tanti in relazione allo standard dell’AppStore, dove raramente si va oltre i 10, e anche rispetto a qualcosa che non è un oggetto fisico, anche se ha più contenuti di un libro. Non molti, in realtà, rispetto al costo di un audiolibro.

Poi il peso: quasi 900 mega, che significa che avrete bisogno di un bel po’ di spazio sull’iPhone.

infine, la lingua: è inglese. Anche se la combinazione lettura/ascolto facilita la fruizione.

Qua sotto un video promozionale che spiega come funziona. E qui il link alla versione “lite” gratuita, che contiene i primi tre capitoli del libro. Provate a leggere ascoltare anche solo una parte. Ne vale la pena, assicurato.

Immagine anteprima YouTube

Il ritorno dell’LP

Domenica, Settembre 13th, 2009

La Apple, con iTunes, ha compiuto l’omicidio perfetto: ha ucciso l’album a suon di singole canzoni in download e di playlist. Ci ha convinto che scaricare la musica canzone per canzone era la cosa migliore da fare. Non aveva tutti i torti, dopo anni di album con una o due canzoni buone e tanti riempitivi.

Dopo l’omicidio perfetto, la Apple ha resuscitato l’album in versione digitale con iTunesLP, la cosa più interessante della nuova versione del player. Che soltanto più “player” non è, tante – troppe? – sono le cose che contiene e che fa.

Sia quel che sia, iTunesLP però è solo disponibile sulla versione americana dello store. A questo link, segnalato da Wittgenstein, c’è una esaustiva descrizione di come funziona la cosa.

Il ritorno di Steve…

Mercoledì, Settembre 9th, 2009

Molto rumore per qualcosa: qua c’è il report di Rockol sulle novità Apple, all’evento di SanFrancisco appena terminato.

Quasi tutto come previsto: iTunes9 tenta di rispolverare l’idea di “Album”, dopo averla distrutta a suon di download, nuovi modelli molto simili a quelli vecchi, almeno di primo acchito. E niente Beatles digitali.

Ma la vera notizia è il ritorno di Steve Jobs, che qua vedete in una foto di Engadget…

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It’s only rock and roll, but we like it…

Lunedì, Agosto 31st, 2009

… E’ il titolo scelto dalla Apple per l’evento del 9 settembre, in cui verranno presentati i nuovi iPod.

Il 9 settembre è anche il Beatles day, con il lancio dei dischi rimasterizzati e del videogioco “Rock band” dedicato ai Fab Four. Si vociferava che quel giorno la Apple avrebbe finalmente annunciato la digitalizzazione e la messa in vendita del loro catalogo su iTunes. Ma con un titolo del genere per l’evento, a questo punto pare decisamente improbabile…

rocknroll2

L’editoria imparerà dalla musica o la musica dall’editoria?

Venerdì, Agosto 21st, 2009

Il Corriere in questi giorni sta pubblicizzando con grande enfasi la sua app per iPhone.
Non è la prima testata a lanciare un software del genere – quella di Repubblica è disponibile da tempo – ma la differenze sono sostanziali. La App del corriere è più completa – oltre a notizie, video, meteo, servizi geolocalizzati. Ma soprattutto costa: 2,39€. E la pubblicità a stampa allude che i servizi saranno ad “accesso illimitato  fino a novembre”. Dopo si pagheranno, se ne deduce.immagine-2

Di crisi del giornalismo si parla molto, di questi tempi. C’è chi sostiene che l’editoria non dovrebbe rifare lo stesso errore della discografia. Ovvero far pagare un contenuto che suo malgrado nella percezione comune è ormai disponibile gratuitamente.
L’idea che circola di più in rete è quella del “freemium” di Chris Anderson: una parte  dei servizi gratis per fidelizzare il consumatore,  servizi premium a pagamento. Un’idea molto usata anche in musica (pensate a chi offre dischi in vari formati e con vari prezzi, dal gratis in su).

L’applicazione del Corriere è – apparentemente – contro ogni logica: a pagamento il servizio base (il software), a pagamento i servizi successivi, anche se fra qualche mese. Il Corriere è il Corriere, e forse se lo può permettere. Ma in rete circolano già parecchi malumori sulla questione.

Forse davvero tutti questi anni di diatribe digitali sul futuro dei contenuti e dell’industria – innescate dalla musica – sono passati invano. O forse ha ragione il Corriere, chissà.

For those about to blog
Musica e diavolerie digitali varie: il blog di Gianni Sibilla