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Archivio per la ‘Brian Eno’ Categoria

La settimana enigmistica di Brian Eno

Mercoledì, Agosto 25th, 2010

Trovare le differenze tra le due immagini. La prima è la copertina del nuovo disco di Brian Eno, “Small craft on a milk sea”, in uscita a novembre. la seconda è la copertina di “No line on the horizon” degli U2, della quale già si disse che non era particolarmente originale.

Si può parlare di autoplagio, anche se Eno era solo co-produttore di “No line on the horizon”?

Little bubbles

Martedì, Ggennaio 19th, 2010

Sul Guardian di Domenica c’è una bella intervista di Paul Morley  – quello di “Metapop” , geniale storia storia della musica pop – all’ancora più geniale e sempre altezzoso Brian Eno. Tra le varie cose che dice, c’è questa, interessante e discutibile al tempo stesso, anche se espressa con il (facile?) senno di poi:

“I think records were just a little bubble through time and those who made a living from them for a while were lucky. There is no reason why anyone should have made so much money from selling records except that everything was right for this period of time. I always knew it would run out sooner or later. It couldn’t last, and now it’s running out. I don’t particularly care that it is and like the way things are going.

“The record age was just a blip. It was a bit like if you had a source of whale blubber in the 1840s and it could be used as fuel. Before gas came along, if you traded in whale blubber, you were the richest man on Earth. Then gas came along and you’d be stuck with your whale blubber. Sorry mate – history’s moving along. Recorded music equals whale blubber. Eventually, something else will replace it.’’

(Via New Music Strategies)

Eno-logia

Lunedì, Settembre 28th, 2009

Per chi ha voglia di usare il proprio telefonino come mini-macchina per fare ambient-music, mel giro di una settimana sono comparse due nuove applicazioni di Brian Eno per iPhone, dopo “Bloom”.

La prima, in realtà, è curata principalmente da Peter Chivers, si intitola Air, ed è un’evoluzione della famosa “Music for airports”: si toccano dei triangolini sullo schermo, che attivano dei campioni vocali e/o musicali, messi in sequenza e in armonia.

La seconda è Trope, ed è la figlia, o la cugina, di Bloom, di cui si parlò qualche tempo fa: si tracciano linee sullo schermo, si scelgono forme e colori (a cui sono associate diverse tonalità e mood), e la musica scorre.  In entrambi i casi si può lasciar fare al computer, e semplicemente ascoltare, o agire direttamente.

Questo genere di applicazioni -musica generativa, la chiamano Eno&Chivers – sono molto diffuse, e non solo sull’iPhone, e l’idea è che chiunque possa far musica, o che la musica si generi da sola, in flusso mai uguale a se stesso.

Nulla di molto diverso da Bloom, se non quella che Eno definisce una “musica più emotiva”, e forse Bloom era meglio.

UPDATE: dopo averci giocato un po’ le due applicazioni sono poverine, stufano abbastanza in fretta. Preferisco i suoni e l’interfaccia di Bloom, che nel frattempo  è stata aggiornata alla versione 2.0, e rimane di gran lunga la migliore del lotto.

Qua sotto un video con una dimostrazione.

Immagine anteprima YouTube

Un miliardo di App

Venerdì, Aprile 24th, 2009

Ieri sera il countdown è finito: l’app store di Apple è arrivato al miliardo di download in nove mesi. Cifre impressionanti, forse un po’ meno di quello che sembrerebbe – perché la maggior parte sono applicazioni gratuite che uno scarica per il proprio iPhone/iPod, le prova per un giorno e poi se le dimentica.

Nella lista delle applicazioni più scaricate, molti sono giochi, e molte hanno a che fare con la musica. Segno che sta passando l’idea che la musica non è solo più un contenuto, ma un software vero e proprio. Un argomento su cui prima o poi ritoneremo.

Se a qualcuno interessa, ecco le mie 5 app musicali preferite:

Bloom: non è bello come Elektroplankton per Nintendo DS, ma è una bella app per fare musica usando loop e giocando con lo schermo. C’è dietro Brian Eno, che poteva spendersi un po’ di più e sarebbe stato un capolavoro…

Shazam: sentite una canzone alla radio che non conoscete? avvicinate l’iPhone, fate partire il programma, che la campiona, la confronta con un database e ve la riconosce. Funziona benissimo, è gratis, ed è una delle più scaricate

RjDJ: campiona i suoni esterni e li mette in loop a ritmo, secondo diversi pattern…. divertente assai, trasforma i rumori in musica.

Remote: trasforma l’iPhone in un telecomando di iTunes: essenziale e comodo.

TapTap: un gioco musicale ritmico, presente nella versione gratuita, e in versioni “brandizzate” a pagamento dedicate a singole band: Weezer, NIN, Coldplay. Un ottimo esempio di “Freemium”, di cui si parlava nei commenti al post precedente.

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Musica e diavolerie digitali varie: il blog di Gianni Sibilla