Per chi ha voglia di usare il proprio telefonino come mini-macchina per fare ambient-music, mel giro di una settimana sono comparse due nuove applicazioni di Brian Eno per iPhone, dopo “Bloom”.
La prima, in realtà, è curata principalmente da Peter Chivers, si intitola Air, ed è un’evoluzione della famosa “Music for airports”: si toccano dei triangolini sullo schermo, che attivano dei campioni vocali e/o musicali, messi in sequenza e in armonia.
La seconda è Trope, ed è la figlia, o la cugina, di Bloom, di cui si parlò qualche tempo fa: si tracciano linee sullo schermo, si scelgono forme e colori (a cui sono associate diverse tonalità e mood), e la musica scorre. In entrambi i casi si può lasciar fare al computer, e semplicemente ascoltare, o agire direttamente.
Questo genere di applicazioni -musica generativa, la chiamano Eno&Chivers – sono molto diffuse, e non solo sull’iPhone, e l’idea è che chiunque possa far musica, o che la musica si generi da sola, in flusso mai uguale a se stesso.
Nulla di molto diverso da Bloom, se non quella che Eno definisce una “musica più emotiva”, e forse Bloom era meglio.
UPDATE: dopo averci giocato un po’ le due applicazioni sono poverine, stufano abbastanza in fretta. Preferisco i suoni e l’interfaccia di Bloom, che nel frattempo è stata aggiornata alla versione 2.0, e rimane di gran lunga la migliore del lotto.
Qua sotto un video con una dimostrazione.