A proposito di bootleg, discografici stupidi e musicisti che amavi ed ora sono scemi
Sabato, Dicembre 1st, 2012Qualche giorno fa parlavi di bootleg, dell’amore per.
C’è un blog. Si chiama “The indipendent of power trucking”. Ha una (piccola) missione. Tira fuori registrazioni disperse nei cassetti, le ripulisce, le condivide con i i fan.
Qualche tempo fa ha messo in rete la prima cassettina dei R.E.M. Sì, un demo, inciso prima ancora che la band firmasse contratto. Una casa discografica, che non aveva nessun diritto su quelle registrazioni, fece un’ingiunzione e riuscì a farla levare dalla rete.
Da qualche tempo, su quel sito, vengono riscoperti e rimasterizzati live dei New Order e dei Joy Division. Live innocui, che non avrebbero avuto mai circolazione commerciale. Ed è successo di nuovo: la casa discografica (la Warner), ha fatto rimuovere dalla rete un live dei Joy Division.
Vabbé. Succede.
Senonché il gestore del sito, uno che si fa chiamare Analog Loyalist, ha ricevuto una mail, da uno che si fa chiamare Hooky. Si, lui. Peter Hook. Bassista dei Joy Division. Dei New Order.
Leggete questa mail.
“From my point of view you must stop this now. If you want to help us and your listeners let’s submit it to Warners get permission off the band and let people download it OFFICIALLY even if it’s for a nominal sum, this is a much better way of doing it. You get the job done and the recognition and do not get the aggro! They are clamping down on people like you. I suggest you go legit, your hooky“.
Certo, bisogna aspettare una casa discografica per pubblicare un bootleg. Certo, bisogna andare a vedere la tua anonima band che suona per intero i dischi dei Joy Division (Retromania, anyone?), Hooky, mentre tu ti lamenti del fatto che i New Order senza di te non dovrebbero esistere.
I miti crollano, ogni tanto. Un grande bassista può essere una grande testa di basso.

L’altro giorno sono andato in libreria a comprare un “nuovo” libro di una delle mie autrici preferite, Fred Vargas. Mi sono ritrovato in mano 3 racconti di 7-8 anni fa, 96 pagine scritte a caratteri cubitali (in condizioni normali sarebbero 50 o giù di lì). Il tutto a 13 euro.